XYLELLA FASTIDIOSA, PARTONO I PRESIDI

mobilitazione contro la xylella fastidiosa

“Le associazioni di categoria Confagricoltura, Cia, Copagri, Confcooperative e Legacoop confermano la manifestazione di protesta indetta per sabato prossimo, 9 marzo, a Lecce, contro l’indifferenza dell’Unione Europea, del Governo italiano e soprattutto della Regione Puglia sul disastro naturale che ha colpito il Salento con la diffusione della Xylella”.

xylella fastidiosa, partono i presidi

“Il salento vuole vivere”

“Le organizzazioni sono convinte che il territorio, non solo agricolo, sia da ricostruire e chiamano la società civile a partecipare alla mobilitazione. Migliaia di messaggi da parte di agricoltori invitano all’unità”. «Chiediamo dunque alla Coldiretti di affermare e consentire l’unità del mondo agricolo – sottolineano le associazioni – perché i temi di doglianza e le richieste sono identici».

Le associazioni prendono atto che è stata diffusa su richiesta delle organizzazioni una lettera del presidente Michele Emiliano che, se pur tardivamente, ha condiviso la nostra proposta, tra le altre, di stanziare 500 milioni di euro in cinque anni per la ricostruzione del territorio salentino distrutto.
“Sottolineamo che la manifestazione di sabato prossimo segna l’inizio di un presidio del territorio che proseguirà innanzi alla Regione Puglia nei giorni successivi alla manifestazione. Intanto per lunedì mattina, a palazzo dei Celestini, ci sarà una conferenza di tutti i sindaci, anch’essi invitati a partecipare, della deputazione salentina e dei consiglieri regionali del territorio, dalle organizzazioni stesse sollecitata ed ottenuta”.

«Noi non ci rassegniamo – scrivono le associazioni – ad essere nati in un territorio splendido che aveva 11 milioni di alberi di ulivo ed essere ridotti a vivere in un deserto con 11 milioni di buche: il Salento vuole vivere».

GRUPPO DI RICERCATORI UNISALENTO E CNR SVILUPPA DISPOSITIVO PER LA DIAGNOSTICA DI XYLELLA FASTIDIOSA

È stato pubblicato in questi giorni su Scientific Reports, una rivista del gruppo Nature (Chiriacò, Luvisi et al., Scientific Reports 8, 7376 (2018)), il lavoro di un gruppo di ricerca congiunto tra Università del Salento e CNR Nanotec di Lecce su un dispositivo diagnostico prototipale basato su microsensori, per la rilevazione da piante di olivo di Xylella fastidiosa, il batterio che vive e si riproduce all’interno dei vasi xilematici degli ulivi e non solo. Il dispositivo sviluppato, grazie alla sua elevata sensibilità, ha la potenzialità di individuare la presenza del patogeno che affligge gli alberi del territorio salentino, con tempi rapidi di analisi. Si tratta di un primo importante passo avanti verso la diagnostica in-situ, come valido strumento nelle mani degli esperti del settore per le analisi su campo. Il rilevamento di Xylella fastidiosa, viene solitamente eseguito con tecniche di laboratorio (ELISA e PCR). In questo lavoro, invece, afferma Serena Chiriacò, ricercatrice CNR, “i due metodi tradizionali sono stati confrontati con il nuovo test elaborato su biochip elettrochimici, ottenendo risultati sovrapponibili a quelli dei test tradizionali, ma con vantaggi significativi in termini di costi e tempo impiegato per l’analisi”. “Lo sviluppo di nuove tecniche diagnostiche – commenta Andrea Luvisi, ricercatore dell’Università del Salento – rappresenta un’utile risorsa per le azioni di monitoraggio, attività imprescindibile per il contenimento dell’epidemia”. Questo lavoro, spiegano gli autori della pubblicazione, è il frutto di una solida collaborazione tra l’Università del Salento ed il CNR Nanotec, che ha permesso la composizione di un team fortemente interdisciplinare con la presenza di patologi e fisiologi vegetali, biologi, biotecnologi e fisici, che hanno lavorato insieme alla realizzazione di un biosensore innovativo in grado di rilevare la presenza del fitopatogeno. Il lab-on-chip realizzato comprende anche un modulo microfluidico che consente di effettuare l’analisi su piccoli volumi di campione, e le sue prestazioni sono competitive rispetto ai metodi diagnostici convenzionali, ma con gli ulteriori vantaggi di portabilità (l’intero dispositivo misura pochi centimetri quadrati), costi contenuti e facilità d’uso. Una volta industrializzata, la tecnologia proposta potrà fornire un metodo di analisi made in Salento, utile per attuare uno screening su larga scala.

XYLELLA, PEACELINK: ALLARGARE RICERCA A 360°

Antonia Battaglia, rappresentante Eu di Peacelink, Nicola Grasso, Professore di Diritto Costituzionale, e Ivano Gioffreda, rappresentante di Spazi Popolari, hanno ricevuto una lettera dal Commissario Europeo alla Salute Vytenis Andriukaitis in risposta alla lettera inviata dagli stessi il 4 maggio scorso, nella quale si sottolineava che le decisioni europee, prese sulla base dei soli studi scientifici del CNR di Bari, adottati dall’EFSA, non garantivano l’imparzialità necessaria per assicurare decisioni di grandissima portata e impatto sull’ecosistema e sul futuro della Regione Puglia. Il Commissario Andriukaitis conferma, in quest’ultima missiva, che la Commissione ha adottato e rinforzato le misure di contrasto alla Xylella fastidiosa grazie al fatto che informazioni scientifiche e tecniche rilevanti si siano rese disponibili. Si tratta, infatti, dei più recenti emendamenti alla Decisione EU 789/2015, adottati in due date successive: il 17 dicembre 2015 (EU 2015/764) e più di recente il 12 maggio 2016 (EU 2016/764).

“Sono certo che siate a conoscenza delle dettagliate opinioni scientifiche rese disponibili dal Panel sulla Salute della Piante di EFSA, sin dalle prime avvisaglie dell’epidemia nell’ottobre 2013”, scrive Andriukaitis. Le misure di eradicazione e di contenimento del batterio, così come specificate nella Decisione EU 789/2015, sono basate sullo studio della letteratura scientifica più aggiornata, studio messo a disposizione da EFSA a gennaio 2015 e confermato, su richiesta della Commissione stessa, dall’ancora più recente Opinione Scientifica del 31 marzo 2016. “A tale riguardo -scrive il Commissario- posso confermare che la trasparenza è parte della procedura di appalto per affidare a terzi il progetto pilota dell’EFSA sulla gamma di piante ospiti del ceppo pugliese di Xylella fastidiosa, cui si fa riferimento nella vostra lettera.” La Commissione, conclude la lettera, è al corrente dei procedimenti giudiziari in corso in Italia e ne acquisirà le date conclusioni quanto prima. “E’ mio compito, infatti”- scrive il Commissario- “assicurare il rispetto della legislazione europea in materia e di salvaguardare il territorio dell’Unione Europea da un’ulteriore diffusione di questa pericolosa peste, garantendo allo stesso tempo l’agricoltura e l’ambiente.”

Battaglia, Grasso e Gioffreda si dicono allarmati da questa ennesima presa di posizione netta del Commissario Andriukatis, che difende i risultati degli studi sui quali si basano i diversi pareri EFSA e di conseguenza le decisioni comunitarie, studi realizzati da un solo centro di ricerca. Tali risultati sono contenuti nello Studio EFSA del 29 marzo 2016, basati su un “External Scientific Report” realizzato dal CNR di Bari, di cui alcuni membri sono indagati dalla Procura di Lecce nell’ambito dell’affaire Xylella. In merito, è utile ricordare la Sentenza della Corte di Giustizia EU del 9 giugno scorso, resa su richiesta del TAR del Lazio:

“La Commissione può obbligare gli Stati membri a rimuovere tutte le piante potenzialmente infettate dal batterio Xylella fastidiosa, ancorché́ non presentanti sintomi d’infezione, qualora esse si trovino in prossimità delle piante già infettate”,

La Corte, pero’, specifica anche che:

“La Corte sottolinea, inoltre, che, sebbene i pareri scientifici non abbiano dimostrato l’esistenza di un sicuro nesso causale tra il batterio Xylella e il disseccamento rapido degli ulivi, risulta però da questi stessi pareri che esiste una correlazione significativa tra tale batterio e la patologia di cui soffrono gli olivi. Il principio di precauzione può dunque giustificare l’adozione di misure di protezione, come la rimozione delle piante infette, e ciò quand’anche sussistano incertezze scientifiche al riguardo.”

E, al punto 82 della Sentenza, che:

“Tuttavia, occorre ricordare che,…, se la situazione dovesse evolvere nel senso che l’eradicazione del batterio Xylella non impone più, sulla scorta di nuovi dati scientifici pertinenti, di procedere alla rimozione immediata di tutte le piante ospiti in un raggio di 100 metri attorno alle piante infette, spetterebbe alla Commissione… modificare la decisione di esecuzione 2015/789 ovvero adottare una nuova decisione, al fine di tener conto, nel rispetto dei principi di precauzione e di proporzionalità, dell’evoluzione sopraindicata.”

Si chiede pertanto alla Commissione e al Ministero delle Politiche Agricole e Forestali di allargare la ricerca sulla Xylella a 360 gradi, uscendo dalla logica di chiusura che ha prevalso fino ad ora e che, grazie anche a decisioni europee e delibere ministeriali, ha identificato in un solo istituto scientifico la chiave di volta della soluzione e ha garantito l’appannaggio della ricerca a pochi scienziati. E’ grave constatare, inoltre, che al momento non si conosca neanche il numero di piante effettivamente colpite dal batterio. Che la Commissione Europea ed il Ministero delle Politiche Agricole e Forestali, con la Regione Puglia, aprano alla ricerca e a ricercatori di tutto il mondo, in modo da arrivare a certezze scientifiche al momento inesistenti su una questione che tocca il futuro della Regione Puglia.

Lo scrivono in un comunicato Antonia Battaglia, Nicola Grasso e Ivano Gioffreda (Peacelink).

XYLELLA, SPERIMENTAZIONE IN SPAGNA METODO CANADESE: FOGLI DI PLASTICA RIFLETTENTI CONTRO PARASSITI

I ricercatori dell’Istituto per la ricerca agricola di Valencia (IVIA), in Spagna, hanno trovato un rimedio contro il batterio killer degli ulivi, la Xylella fastidiosa, ed altri parassiti degli agrumi. In una grande azienda agricola cooperativa di la Safor, nella Provincia di Valencia, specializzata nella produzione di agrumi, sono state installate pellicole riflettenti sotto gli alberi per avviare uno studio per valutare il suo effetto contro lo sviluppo di determinati parassiti e per una maggiore crescita vegetativa di aranci e dei loro frutti. I produttori canadesi di questo pacciame colorato in argento, il cui uso è testato per la prima volta nel settore degli agrumi spagnolo, sostengono che il loro uso è vantaggioso per frenare i parassiti e migliorare le rese di produzione. Il test viene eseguito da Alberto Urbaneja, ricercatore presso l’Istituto Valenciano di ricerca agricola (IVIA) e specialista in un centro di controllo biologico dei parassiti. La prova è iniziata qualche settimana fa e il primo obiettivo era, secondo le specifiche del produttore canadese, scacciare la presenza di alcuni parassiti.

La malattia batterica degli agrumi chiamata “greening” sta devastando il settore degli agrumi in diversi paesi dell’America, in particolare in Brasile e Florida; in Spagna non è stata rilevata la malattia, ma è stato trovato il ‘Psila’ che si propaga in Galizia e Portogallo. I tecnici hanno notato un avanzamento significativo nella precocità della frutta. I fogli in plastica d’argento illuminano gli alberi dal basso e aumentano la temperatura. Secondo la ditta canadese che produce questi film, il prodotto riflette il sole liberando le piante dai parassiti che cercano di atterrare su di esse respingendo gli insetti in cui viene posizionato il materiale che agisce da specchio. Ma ciò che è già stato dimostrato nell’esperimento di La Safor, dopo poche settimane, è che i frutti degli alberi del test sono cresciuti significativamente più di quelli delle file adiacenti senza pellicola riflettente. Dato questo risultato promettente, evidenzia Giovanni D’Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”, i proprietari della fattoria hanno deciso di estendere la sperimentazione ad altre aziende agricole delle regioni di Valencia e Huelva. Il principio su cui entrambi si basano (respingere gli insetti e aumentare la crescita vegetativa) è il riflesso della luce solare.