EMILIANO CHIEDE AL MINISTERO REVISIONE AIA EX ILVA: “RESPONSABILITÀ STORICA”

REVISIONE AIA EX ILVA E RIDUZIONE PRODUZIONE

Il Presidente della Regione Puglia Emiliano chiede formalmente al Ministero dell’Ambiente la revisione dell’AIA (Autorizzazione Integrata Ambientale) dello stabilimento dell’ex Ilva, oggi ArcelorMittal, alla luce delle molteplici, recenti novità, in primis la pronuncia della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo e la rimessione alla Consulta di alcune parti dei decreti “Salva Ilva”.

Emiliano chiede al ministero revisione AIA ex Ilva

La Regione Puglia chiede altresì, in caso di accoglimento dell’istanza di revisione dell’AIA, la contestuale immediata riduzione al 50% dei livelli di produzione del siderurgico attualmente autorizzati e la drastica riduzione del carico di inquinanti per la matrice aria, quale ulteriore garanzia della riduzione dell’impatto ambientale.

“Ora”, afferma il Presidente Emiliano, “la responsabilità della scelta doverosa di adesione alle istanze della Regione Puglia ricade interamente sul Governo e sul Ministero dell’Ambiente che ha la storica possibilità di smarcarsi dal contegno dei precedenti Governi e dare, finalmente, un segnale concreto alla comunità pugliese e tarantina.”

 

Il presidente Emiliano aveva già avanzato istanza di riesame dell’Aia nel gennaio 2017, con riscontro negativo da parte del Governo dell’epoca.

Più di due anni fa, Emiliano, infatti, chiese all’allora Ministro dell’Ambiente Gianluca Galletti e alle Autorità competenti, l’istanza di riesame dell’AIA – autorizzazione integrata ambientale – per l’Ilva di Taranto.  Il “Piano delle misure e delle attività di tutela ambientale e sanitaria” risulta infatti non conforme alle direttive comunitarie sulle emissioni e non risulta supportato da valutazioni di risk assessment (valutazioni di rischio) che definisca il livello di rischio per la salute umana e la tutela dell’ambiente.

In più il “decreto Ilva” – che già è stato eccepito davanti alla Corte Costituzionale con ricorso della Regione Puglia, violerebbe sia il principio costituzionale di leale collaborazione che quello di ragionevolezza. Pertanto, anche alla luce di numerosi rilievi di ordine ambientale e di sicurezza sul lavoro e della proposta di decarbonizzazione degli impianti, la Regione ha chiesto la revisione dell’AIA per lo stabilimento di Taranto.