ILVA TARANTO: 6 MARZO UDIENZA SU RICORSO REGIONE E COMUNE CONTRO PIANO AMBIENTALE

Il 6 marzo 2018 si discuterà davanti al Tar Puglia – Sezione di Lecce il ricorso della Regione Puglia e…

Continua a Leggere

BENTIVOGLI (FIM CISL): “IL PIANO AMBIENTALE È PERNO RINASCITA ILVA”

Si è da poco concluso presso il Ministero dello Sviluppo Economico, alla presenza del Vice Ministro Teresa Bellanova, il vertice…

Continua a Leggere

ILVA, LEGAMBIENTE: LE ALTRE SORPRESE DEL NUOVO PIANO AMBIENTALE DI MITTAL

“Demolire le cokerie fermate, mantenere una sola linea di sinterizzazione, coprire tutti i Parchi Ilva. Per ridurre davvero i rischi…

Continua a Leggere

ILVA, LEGAMBIENTE SCRIVE AL MINISTRO GALLETTI: “A QUANDO IL NUOVO PIANO AMBIENTALE?”

“La conclusione della negoziazione tra la famiglia Riva e Ilva, con una compensazione di 1 miliardo e trecento milioni destinati…

Continua a Leggere

ILVA: LA CISL INTERPELLA IL GOVERNO E CHIAMA A NEGOZIARE IL GRUPPO ACQUIRENTE

Il Coordinamento Ilva Appalto Indotto della Cisl Taranto Brindisi, presieduto dal Segretario Generale Antonio Castellucci, ribadisce le proprie decise posizioni…

Continua a Leggere

ILVA, PEACELINK E VERDI INCONTRANO A BRUXELLES IL DIRETTORE GENERALE AMBIENTE

Antonia Battaglia, Rappresentante Eu di Peacelink, e Monica Frassoni, Co-Presidente dei Verdi Europei, hanno incontrato ieri il Direttore Generale Ambiente…

Continua a Leggere

ILVA, I VERDI AL GOVERNO: “CONFRONTO CON PROPOSTE DAL BASSO PER USCIRE DALL’ERA DELL’ACCIAIO SPORCO”

ILVA SINDACATI CHIEDONO MANUTENZIONE IN FABBRICA

In relazione al decimo decreto Ilva, che allunga i tempi per la cessione aziendale, i Verdi della Provincia di Taranto,…

Continua a Leggere

LEGAMBIENTE SU DECIMO DECRETO ILVA: “NIENTE SCONTI SU VALUTAZIONE PIANO AMBIENTALE”

ilva sciopero acciaierie

Il decimo decreto Ilva emanato dal Governo prevede la nomina, da parte del Ministero per dell’Ambiente, di un comitato di…

Continua a Leggere

TARANTO: ILVA, FRA RITARDI E INCERTEZZE [VIDEO]

Si allungano i tempi per la cessione dell’Ilva. Il termine ultimo per depositare le offerte da parte delle cordate interessate all’acquisizione dell’azienda è slittato dal 23 al 30 giugno. Ma la novità sostanziale è che il decreto approvato ieri dal Consiglio dei Ministri sancisce la priorità della valutazione del piano ambientale per la cessione aziendale rispetto all’offerta economica. Il Ministero dell’Ambiente ha nominato un comitato di esperti che dovrà valutare la qualità dei piani ambientali presentati dai privati ed esprimere le proprie valutazioni entro i successivi quattro mesi al suo insediamento. I pareri del comitato saranno poi trasmessi ai concorrenti, che dovranno, eventualmente, adeguare le proprie offerte. Fondamentale resta anche la bonifica, che aggrava i costi per i concorrenti. Il Presidente di Federacciai, Antonio Gozzi, ritiene sia stato “un tragico errore mandar via i Riva e sostituirli con i commissari, irresponsabili per legge del risultato economico, che naturalmente è stato disastroso”. Il Presidente di Confindustria Vincenzo Boccia si augura che “l’incubo Ilva” si concluda “positivamente e in tempi ragionevoli”. “I ritardi non aiutano a superare le incertezze”, ha dichiarato invece Valerio D’Alò, segretario generale della Fim Cisl Taranto-Brindisi, per il quale è urgente trovare un punto di svolta per garantire la messa in sicurezza e il rilancio del sito produttivo. Le cordate interessate sono ArcelorMittal e Marcegaglia da un lato, con la loro joint venture, e il gruppo italiano Arvedi con i turchi di Erdemir dall’altro; azionisti di minoranza dovrebbero essere la Delfin, che fa capo a Del Vecchio, patron di Luxottica, e Cassa Depositi e Prestiti. In mattinata, i sindacati dei metalmeccanici della provincia jonica hanno richiesto un incontro urgente ai Commissari straordinari Ilva, alla luce del decimo decreto che diluisce i tempi, circa il futuro dell’azienda, considerate le persistenti criticità connesse allo stabilimento, con particolare riferimento alla messa in sicurezza degli impianti, ai risvolti ambientali, al mantenimento degli assetti produttivi e dei livelli occupazionali, compresi i lavoratori dell’indotto costretti da tempo a subire un grave danno salariale. Per l’USB, l’unica strada per garantire lavoro e salute resta la nazionalizzazione.