ARRESTI PER USURA, OPERAZIONE “RAGNATELA” DELLA GUARDIA DI FINANZA

Questa mattina, i finanzieri del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria del Comando Provinciale di Bari, a seguito di articolate indagini, hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare nei confronti di 5 persone ed il sequestro anticipato finalizzato alla confisca ai sensi della normativa antimafia, dei beni riconducibili al sodalizio criminale. Le misure cautelari personali, disposte dal GIP presso il Tribunale di Bari – su richiesta della locale Direzione Distrettuale Antimafia, traggono origine dalle indagini svolte nello specifico dai finanzieri del Gruppo Investigazioni Criminalità Organizzata di Bari nei confronti del noto pregiudicato Domenico Capodiferro, di taluni suoi familiari e del suo braccio destro.

Nel corso delle investigazioni è stata documentata, anche mediante intercettazioni telefoniche ed ambientali, l’illecita attività usuraria posta in essere dal pregiudicato barese, operante principalmente nei quartieri di San Girolamo e San Paolo, il quale – nel periodo di detenzione in carcere – si avvaleva della concreta collaborazione di alcuni familiari (in particolare, MININNI Lucia, moglie, CAPODIFERRO Ivana, figlia, e FARELLA Giuseppe, genero) e del proprio fiduciario MONTELLI Ugo. Le indagini svolte dal GICO sono state anche rivolte a sottrarre agli indagati le disponibilità economiche e finanziarie illecitamente accumulate nel tempo e frutto della loro attività criminale, su delega dell’ufficio misure di prevenzione della Procura.

All’esito dell’accertamenti economico-patrimoniali, il Tribunale di Bari – III Sezione Penale in funzione di Tribunale della Prevenzione ha disposto ex art. 20 D.L.vo 159/2011 il Decreto di sequestro preventivo finalizzato alla confisca avente ad oggetto i beni riconducibili direttamente ed indirettamente ai nuclei familiari di CAPODIFERRO Domenico e MONTANI Andrea, per un valore complessivo stimato di circa Euro 1.305.390.
(foto di repertorio)

MOLFETTA (BA): ARRESTATO CITTADINO ALBANESE TROVATO IN POSSESSO DI PISTOLA CLANDESTINA E PASSAMONTAGNA

Una pistola semiautomatica Beretta con matricola abrasa, 8 cartucce calibro 7,65, un passamontagna e circa 2 grammi di marijuana. E’ questo l’interessante materiale rinvenuto e sequestrato dai Finanzieri della Tenenza di Molfetta (BA) a seguito di una perquisizione di iniziativa presso l’abitazione di un cittadino albanese non in regola con il permesso di soggiorno. L’uomo, all’atto dell’accesso dei Finanzieri, era in procinto di uscire dall’appartamento a piano terra, situato nella città vecchia con un borsello a tracolla che conteneva proprio la pistola ed un passamontagna. Durante la perquisizione, l’uomo ha opposto forte resistenza per guadagnarsi la fuga ma è stato prontamente immobilizzato.
Su disposizione del PM di turno presso la Procura della Repubblica di Trani, il soggetto è stato tratto in arresto e condotto presso la Casa Circondariale di Trani.
Le indagini proseguono per accertare la destinazione e l’uso dell’arma, e soprattutto per documentare se la stessa sia stata utilizzata in fatti criminosi pregressi.

AMMONTA AD OLTRE 5 MLN IL DENARO CONTANTE INTERCETTATO NEI PRIMI 9 MESI DEL 2018 IN TRANSITO PRESSO GLI SCALI BARESI

Il Fisco non va mai in vacanza e continua il monitoraggio sulla valuta in entrata e in uscita dal territorio dello Stato ad opera dei finanzieri del Gruppo Bari e dei funzionari dell’Agenzia Dogane Monopoli, nel locale porto ed aeroporto. I numeri sono in continua ascesa se paragonati agli anni precedenti e parlano chiaro: ammonta a circa 3 milioni di euro la valuta irregolarmente movimentata in uscita/entrata dal territorio dello Stato, con 193 violazioni accertate, sequestri amministrativi per oltre 100.000 euro ed oblazioni versate per un importo che supera i 90.000 euro. A tali importi si aggiungono altri 2 milioni di euro controllati in uscita/entrata e risultati regolarmente trasportati. La normativa in materia disciplinata dal D.lgs. 195/2008 impone a chiunque varchi il confine italiano di dichiarare il denaro contante al seguito per importi superiori ai 10.000 euro. Da ultimo, nei giorni scorsi, è stato fermato un cittadino di nazionalità italiana in partenza per il Belgio con al seguito valuta contante non dichiarata per 173.100 euro.
L’uomo, di fronte alla richiesta di finanzieri e doganieri, assicurava di non trasportare valuta. A causa dell’atteggiamento sospetto del soggetto, veniva effettuato un controllo più approfondito, che permetteva di rinvenire all’interno del bagaglio al seguito l’ingente somma di denaro contante. In conseguenza delle violazioni della normativa di settore, si è proceduto alla contestazione dell’eccedenza trasportata e al contestuale sequestro del 50% della stessa, corrispondente a 81.550 euro.
Inoltre, nell’ambito di tali monitoraggi alla frontiera aerea e marittima, oltre 53.000 euro in contanti sono stati sequestrati penalmente nell’aeroporto del capoluogo pugliese, ai sensi dell’art. 321 c.p.p., in 7 distinte operazioni di servizio. Nella maggior parte dei casi, i soggetti in uscita dal territorio dello Stato, e per lo più diretti in Cina, con al seguito importanti somme di denaro contante, risultavano avere debiti con l’erario italiano, come da cartelle esattoriali, ben superiori ai 50.000 euro; tali condotte sono state segnalate alla locale Autorità Giudiziaria, poiché ritenute integranti il reato di sottrazione fraudolenta al pagamento delle imposte, con conseguente denuncia e sequestro delle somme rinvenute. L’attività sopra descritta rientra tra le principali missioni istituzionali affidate alla Guardia di Finanza, nel più ampio contesto del contrasto ai flussi illeciti legati alla movimentazione di valuta, che ledono il regolare funzionamento dell’economia legale e la libera concorrenza del mercato.

GDF: TRENTENNE ARRESTATO PER DETENZIONE ILLECITA DI MARIJUANA

I Finanzieri del Gruppo Pronto Impiego Bari hanno scoperto all’interno di una privata abitazione situata in agro di Bisceglie, una piccola serra di marijuana. I militari sono riusciti a scovare la droga, dopo avere svolto mirati approfondimenti su notizie e dati acquisiti proprio nel corso dei continui servizi di controllo del territorio, a seguito di una perquisizione effettuata nell’abitazione nella disponibilità del trentenne biscegliese, nella cui camera da letto sono stati rinvenuti 4,000 chilogrammi di marijuana, un contenitore in plastica contenente 4 involucri di “resina di marijuana”, una bilancia di precisione, un termostato, un essiccatore, una ventola, una lampada alogena, 4 grinder, una pipa in metallo, un kit per indicatore PH a largo spettro ed un prodotto fertilizzante. La sostanza stupefacente e l’intero “kit per la produzione” sono stati quindi sottoposti a sequestro ed il trentenne, già gravato da precedenti penali specifici, di concerto con l’A.G. di Trani, tratto in arresto in regime di detenzione domiciliare.

OPERAZIONE GdF “BEDBLACK-FAST”: SCOPERTE STRUTTURE RICETTIVE ABUSIVE CHE HANNO EVASO AL FISCO 1,5 MLN

Oltre 1,5 milioni di euro non dichiarati al Fisco da gestori di Bed & Breakfast e affittacamere irregolari. È il bilancio dell’attività di controllo svolta dalle Fiamme Gialle della Compagnia di Trani, nell’ambito dell’operazione denominata “Bed&Black-fast”, per il contrasto del fenomeno dell’evasione, dell’abusivismo e del sommerso nel settore turistico-ricettivo.

L’operazione si inserisce in un più ampio contesto investigativo di intervento su larga scala promosso dal Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Bari, che riguarda anche altri Comuni delle provincie di Bari e B.A.T., dove i controlli hanno portato alla individuazione di diverse strutture ricettive abusive. I finanzieri hanno scandagliato le numerosissime strutture ricettive di Trani Bisceglie e Corato, individuando affittacamere e B&B per la cui posizione fiscale erano necessari ulteriori approfondimenti all’esito di una preliminare attività informativa, confortata anche dall’esame di famosi portali di ricerca turistica (quali ad esempio Booking.com, Venere.com e Hrs.com) e riscontri sul territorio.

Pertanto, sono stati avviati specifici interventi ispettivi nei confronti di attività di “affittacamere” e “bed & breakfast”, orientati ad appurare l’effettiva sussistenza dei requisiti necessari per l’accesso al più mite trattamento tributario destinato alle strutture gestite secondo i canoni della “non professionalità”. Nel corso delle attività di controllo sono stati riscontrati elementi che denotavano un’offerta ricettiva prestata in maniera “non occasionale” e “con una organizzazione di mezzi tali da realizzare l’esercizio di una vera e propria attività d’impresa”, in violazione delle disposizioni della Legge Regionale 7 agosto 2013, n. 27, recante la “Disciplina dell’attività ricettiva di Bed and Breakfast (B&B)”.

Gli accessi ispettivi effettuati dai militari hanno inoltre fatto emergere che qualche struttura ricettiva era completamente abusiva, avendo omesso di presentare apposita S.C.I.A. (Segnalazione Certificata di Inizio Attività) al rispettivo Comune. Per tali violazioni, sono state comminate ai titolari delle strutture sanzioni amministrative per un importo complessivo superiore a 60.000 euro. Conseguenze ancora più gravi in due casi, in cui i titolari delle strutture ricettive sono stati anche denunciati alla Procura della Repubblica di Trani per non aver effettuato la comunicazione degli alloggiati all’Autorità di Pubblica Sicurezza, in violazione dell’art. 109 del T.U.L.P.S. Inoltre, sul piano fiscale, in relazione alle numerose strutture abusive individuate, le Fiamme Gialle hanno constatato e quantificato una significativa evasione alle imposte sui redditi e l’omesso versamento dell’IVA dovuta sulle prestazioni alloggiative che, allo stato attuale, ha portato ad una proposta di recupero a tassazione per circa 1,5 milioni di euro complessivi.

Queste attività svolte dal Corpo a contrasto all’economia illegale nel settore turistico alberghiero sono finalizzate a garantire un sempre più efficiente e robusto sistema locale di promozione turistica basato sulla corretta concorrenza e sul rispetto della legislazione vigente. La Guardia di Finanza, infatti, opera ogni giorno per ripristinare le necessarie condizioni di legalità, al fine di arginare la diffusione dell’abusivismo e del sommerso nel sistema economico, che compromettono la libera e leale concorrenza del mercato, a discapito delle imprese che operano nel rispetto della legge.

BANCAROTTA FRAUDOLENTA PER OLTRE 10,7 MLN, ARRESTATO AMMINISTRATORE DELLA SOCIETÀ FINPOWER SRL

I finanzieri del Nucleo di Polizia Economico Finanziaria di Bari all’esito di indagini delegate dalla locale Procura della Repubblica hanno proceduto all’esecuzione di un ordinanza di custodia cautelare degli arresti domiciliari nei confronti di GIANCASPRO Cosmo Antonio, classe 1962, amministratore di fatto della società fallita FINPOWER Srl, operante nel settore della progettazione e realizzazione di impianti eolici, dichiarata fallita in data 15/01/2018. L’Ordinanza di custodia cautelare è stata emessa dal Giudice per le Indagini Preliminari presso il Tribunale di Bari, su richiesta della locale Procura della Repubblica.

L’arrestato è accusato di bancarotta fraudolenta patrimoniale e preferenziale per oltre 10,7 milioni di euro in concorso con il rappresentante legale ed il liquidatore della società fallita. Il provvedimento restrittivo è stato emesso al termine di una complessa attività investigativa delegata dal PM ai finanzieri del Nucleo di Polizia Economico Finanziaria di Bari, il cui Gruppo Tutela Mercato Capitali è specializzato nel contrasto agli illeciti finanziari, societari e fallimentari ed alla tutela dei mercati e dell’attività d’impresa.

Nel corso delle indagini ci si è avvalsi del contributo della curatela, sono state sentite numerose persone, sono stati esaminati molteplici documenti e si è fatto ricorso a ad intercettazioni telefoniche. Secondo l’ipotesi accusatoria, Giancaspro agendo in concorso con il rappresentante legale della società fallita, è riuscito attraverso complesse operazioni societarie (decifrate grazie al contributo di una consulenza tecnica) a vendere a una sua società partecipazioni societarie del valore di oltre dieci milioni ad un prezzo molto più basso. Sono emerse, inoltre, ulteriori condotte dissipative pagamenti preferenziale sempre a favore della società che controllava.

BARI: SEQUESTRATA UN’AREA DI CIRCA 60.000 MQ ADIBITA A DISCARICA ABUSIVA

Anche in Puglia il fenomeno del sotterramento di rifiuti pericolosi è ormai un dato di fatto: un fondo agricolo che ospitava ulivi secolari, trasformato in un mostro in un paesaggio arido e spettrale. Questo appariva agli occhi dei Finanzieri della Tenenza di Molfetta, a conclusione di un’attività info-investigativa, elaborata con la Sezione Aerea della Guardia di Finanza di Bari. Il controllo sul campo, eseguito unitamente a personale N.I.P.A.A.F. del Gruppo Carabinieri Forestale di Bari e del Dipartimento ARPA Puglia di Bari, ha portato al sequestro, a Terlizzi, di una vera e propria discarica abusiva di rifiuti inerti derivanti da demolizione nonché da rifiuti pericolosi costituiti da materiale cementizio, plastica, ferro e residui di guaina bituminosa. Rifiuti già pronti per essere interrati come precedentemente accaduto e ricoperti da materiale di terra e roccia. Una brutta storia che deve essere necessariamente contrastata con un costante ed energico controllo del territorio.
Al termine delle attività, il proprietario del fondo è stato denunciato alla competente Autorità Giudiziaria per violazioni di carattere ambientale, paesaggistico ed edilizio.

GDF BARI: CONTROLLI ANTIBAGARINAGGIO ALLA 82ª EDIZIONE DELLA FIERA DEL LEVANTE

In occasione dell’82ª edizione della Campionaria, evento di rilievo internazionale che anche quest’anno ha portato nel capoluogo pugliese migliaia di visitatori, è stato predisposto da parte della Guardia di Finanza uno specifico e articolato dispositivo di polizia economico – finanziario per contrastare ogni forma di illegalità posta in essere nei confronti delle persone e del corretto svolgimento dell’evento fieristico, con particolare attenzione al fenomeno del “bagarinaggio”, dannoso per l’economia e l’immagine della Fiera del Levante e della Città di Bari.

SEQUESTRATI CAPI DI ABBIGLIAMENTO CONTRAFFATTI, UNA DENUNCIA

Nell’ambito delle ordinarie attività di controllo delle merci in arrivo nel Porto di Bari con provenienza comunitaria, finanzieri del Gruppo Bari, congiuntamente ai Funzionari dell’Agenzia delle Dogane del Porto di Bari, hanno sottoposto a sequestro 402 capi di abbigliamento riportanti vari marchi registrati di note case di abbigliamento tra i quali Armani, Burberry, Dolce & Gabbana e Lacoste.
I militari operanti hanno sottoposto a controllo un’autovettura con targa spagnola proveniente dalla Grecia condotta da una cittadina di origine brasiliana residente in Spagna. Nel bagagliaio dell’auto c’erano i capi di abbigliamento, posti sotto sequestro, e la conducente dell’auto è stata denunciata all’Autorità Giudiziaria per introduzione nello Stato di prodotti con marchi falsi.

GDF BARI: SEQUESTRATA DISCOTECA SUL LUNGOMARE DI BISCEGLIE

Nell’ambito del rafforzamento straordinario del dispositivo di sicurezza economico finanziario per la stagione estiva predisposta dal Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Bari nelle località di villeggiatura o a maggiore vocazione turistica, nei giorni scorsi i Finanzieri della Compagnia di Trani hanno sottoposto a sequestro penale, sul lungomare del comune di Bisceglie (BT), un noto locale notturno, risultato sprovvisto delle necessarie autorizzazioni di pubblica sicurezza e non in regola con le soglie di emissioni del rumore, con conseguente pregiudizio alla pubblica tranquillità e salubrità ambientale.

In particolare, nel corso dell’attività ispettiva, è emerso che il gestore del locale aveva trasformato un’area di accesso al mare, estesa su circa 2.500 metri quadri, in attività di intrattenimento e spettacolo, senza essere in possesso delle necessarie autorizzazioni previste dal Testo Unico delle Leggi di Pubblica Sicurezza (T.U.L.P.S.). Le Fiamme Gialle, appurata la mancanza di tali autorizzazioni necessarie per garantire l’idonea sicurezza degli avventori, hanno interrotto l’illecita attività ed hanno apposto i sigilli alla struttura, sottoponendo a sequestro i locali e le relative attrezzature. Al momento dell’intervento erano presenti circa 1.500 persone.

Inoltre, le specifiche indagini di carattere fonometrico condotte nel corso della serata dalle Fiamme Gialle, con l’ausilio di personale tecnico dall’A.R.P.A. Puglia, hanno permeso di accertare che le emissioni sonore prodotte dal locale erano superiori ai limiti di accettabilità stabiliti per legge. Pertanto, i Finanzieri hanno proceduto altresì al sequestro preventivo dell’impianto di diffusione sonora attivo presso il pubblico esercizio. Il titolare è stato deferito alla Procura della Repubblica di Trani per le plurime violazioni penali rilevate.