V COMMISSIONE, FRANZOSO: “DA AUDIZIONE ARPA E ASL NESSUN ALLARME SU DATI AMBIENTALI TARANTO”

DATI AMBIENTALI TARANTO, FRANZOSO: “RIENTRA L’ALLARME LANCIATO IN CITTÀ”

“I dati forniti oggi in commissione da Arpa e Asl sono una buona notizia per la città. Non si registrano, stando alle autorità scientifiche, valori di inquinanti oltre la soglia prevista dalla normativa ambientale”. Lo dichiara Francesca Franzoso consigliere regionale di Forza Italia.

“In merito agli Ipa, su cui non esiste un valore di riferimento normativo come spiegato dal direttore del dipartimento di prevenzione dell’Asl, i livelli di benzopirene sono risultati dieci volte inferiori ai valori soglia consigliati dall’Oms. Il monitoraggio dell’aria in città (a Taranto) non ha rilevato alcuna criticità. Ed il sistema delle centraline può contare, stando ai responsabili dell’Agenzia, su una rete efficiente predisposta e studiata su base modellistica ottimale.

Sulle collinette ecologiche l’Asl si è riservata il giudizio sull’analisi di rischio sanitario a valle delle opere di caratterizzazione dell’area.

Sulla scorta di queste evidenze scientifiche, che dovrebbero essere la stella polare in tema di politiche ambientali e sanitarie, conclude Franzoso, rientra dunque l’allarme lanciato in città”.

Inquinamento Taranto, nota congiunta di Liviano, Pentassuglia, Amati, Blasi, Cera e Mennea

“La politica in cui noi crediamo si nutre di prove scientifiche e in base a queste sceglie. Non ci piace la politica che eccita o insegue l’emotività e che sceglie alla permanente ricerca di consenso e voti. Per questo grande rispetto verso chi dei dati scientifici è portatore, abbiamo oggi invitato in audizione in Commissione in Regione l’Asl di Taranto e l’Arpa Puglia.

Oggi però abbiamo scoperto che, non essendo stata fatta la caratterizzazione ambientale delle collinette ecologiche (quelle vicino alle scuole del rione Tamburi chiuse con ordinanza del sindaco di Taranto) non è ancora stata fatta l’analisi dei rischi.

Per cui, in assenza della caratterizzazione, e quindi dell’analisi dei rischi, non si può esprimere un parere scientifico dell’incidenza degli inquinanti derivanti dalle collinette, sulla salute delle persone. Questo significa tradotto che il provvedimento adottato dal Sindaco di chiusura delle scuole, a causa della vicinanza con le collinette ecologiche, è di tipo meramente cautelare, precauzionale e in attesa di apposita integrazione motivazionale circa la sussistenza della prova scientifica.”

Così Gianni Liviano, Donato Pentassuglia, Fabiano Amati, Sergio Blasi, Napoleone Cera e Ruggiero Mennea, commentano l’esito delle audizioni, da loro richieste, in V commissione dei rappresentanti di Arpa Puglia (il direttore generale Vito Bruno e il dirigente Vittorio Esposito) e Asl Taranto (il direttore generale Stefano Rossi e il responsabile del dipartimento di Prevenzione Michele Conversano) presente anche il direttore del dipartimento Salute della Regione Puglia, Barbara Valenzano.

Tre i quesiti posti e le relative risposte.

Domanda: Vero che le così dette collinette ecologiche determinano pericoli per la salute umana, in base ai parametri previsti dalla normativa vigente?

Risposta Arpa: Dagli strumenti urbanistici del Comune di Taranto l’area delle cosiddette collinette ha una zonizzazione residenziale. Il materiale che costituisce le collinette non rispetta il livello massimo di contaminazione ambientale, ma l’Arpa non ha competenza funzionale per esprimersi sui rischi sulla salute umana.  Preso atto delle contaminazioni ambientali non si possono escludere rischi per la salute umana, che comunque vanno confermati con ulteriori verifiche secondo i previsti modelli di accertamento.

Domanda: Vero che risultano aumentati gli Ipa cancerogeni nel quartiere Tamburi rispetto al passato e che superano i livelli previsti dalla normativa vigente?

Risposta Arpa: Non c’è normativa di riferimento. L’aumento degli Ipa è stato riscontrato all’interno della fabbrica siderurgica, ma non si può allo stato affermare un riverbero nelle aree esterne allo stabilimento.

Domanda: Vero che la concentrazione di diossina nell’intera città di Taranto sia aumentata rispetto al passato e che supera il livello previsto dalla normativa vigente?

Risposta Arpa e Asl: Non risultano superati i limiti previsti dalla normativa e contenuto nelle linee guida dell’OMS, per cui non si può parlare di aumento del rischio per la salute umana.

“Abbiamo gratitudine e apprezzamento – hanno concluso i sei consiglieri – verso il lavoro di Arpa e Asl sul territorio di Taranto ma ci permettiamo di chiedere un ulteriore sforzo perché la politica, quella che volesse affrontare con responsabilità le problematiche della città di Taranto, si nutre solo di dati scientifici provati.”

TORRICELLA: TARI, È POLEMICA SULL’AUMENTO DELLA TARIFFA

“La passata amministrazione, pur nell’ostruzionismo della precedente opposizione, oggi maggioranza, ha avuto il merito di avviare il servizio di raccolta differenziata “porta a porta” nonostante le leggi regionali vietassero l’attivazione di procedure di gara per singoli comuni ed imponesse invece quella unica attraverso le c.d. ARO. Grazie a quel servizio avviato, il 1° febbraio 2016, su tutto il territorio comunale, comprese quindi la frazione di Monacizzo e le Marine di Torre Ovo e Trullo di Mare, con l’eliminazione totale dei vecchi e decrepiti cassonetti, il Comune di Torricella, con la collaborazione di tutti i cittadini, è riuscito ad ottenere risultati eccezionali, non solo dal punto di vista del decoro e dell’igiene urbana, ma anche da quello delle percentuali di raccolta differenziata raggiunta. In poco tempo, infatti, la percentuale media di raccolta differenziata si è attestata al 75-80%. E grazie al superamento della percentuale del 65%, già dal mese di marzo 2016, il nostro Comune ha beneficiato per l’anno 2016 di una sostanziale riduzione dell’ecotassa nella misura minima di € 5,17, anziché quella di € 25,82 a tonnellata prevista dalla Regione Puglia. Inoltre, il nostro Comune è risultato tra quelli definiti ricicloni conseguendo un traguardo storico. A tutto questo va aggiunto il completamento e l’avvio della gestione del Centro Comunale di raccolta “Isola Ecologica”, già dal mese di maggio 2016, grazie ad un finanziamento regionale di € 250 mila con i quali, tra l’altro, sono stati acquisiti diversi cassoni per la raccolta differenziata che avrebbero dovuto funzionare attraverso schede magnetiche (ve ne sono circa 5 mila da distribuire agli utenti) e che avrebbero comportato dei benefici, anche economici, per i contribuenti. Per la promozione dell’Isola Ecologica, per esempio, era previsto che, in base alla qualità e quantità di rifiuti consegnati, l’utente avrebbe usufruito di gadget e punti da spendere in esercizi convenzionati. E, non mi risulta che, ad oggi, nonostante sia trascorso già un anno dall’insediamento della nuova amministrazione, questo servizio sia stato attivato. Una rivisitazione del costo del trasporto dell’indifferenziato da quando si sta conferendo a Manduria e non più a Massafra è stata mai richiesto? Questi sono piccoli accorgimenti che per l’intera annualità portano ad una diminuzione dei costi complessivi con conseguente riduzione della tariffa. Comunque, al di là di quello che si vuole raccontare l’attivazione del servizio e l’apertura dell’isola ecologica sono meriti e risultati amministrativi della passata amministrazione. Di fronte a questo stato delle cose, sembra quantomeno grottesco che qualcuno voglia attribuire responsabilità politiche alla passata amministrazione per l’aumento della tariffa TARI deliberata dall’attuale maggioranza per l’esercizio 2017. Invitiamo, pertanto, ad evitare sterili polemiche, godiamoci i risultati che si stanno ottenendo in termini di igiene e decoro urbano, e auspichiamo che attraverso una gestione più oculata dei servizi da parte dell’attuale amministrazione o la partecipazione a nuovi bandi per reperire finanziamenti per realizzare, per esempio, un centro comunale di compostaggio che abbatta i costi di conferimento dell’umido, come aveva fatto la passata amministrazione, la tariffa TARI possa essere ridotta”.

Lo scrive in una nota il consigliere comunale di opposizione Michele Franzoso.

DEPURATORE SAVA, FRANZOSO: “LA REGIONE SOSTITUISCE LA CONDOTTA CON LO SCARICO IN BATTIGIA. BENE. VIA AI LAVORI”

Una nota della consigliera Francesca Franzoso (FI)
“Finalmente dall’ingegner Barbara Valenzano, direttore del dipartimento ambiente della Regione, ascoltiamo le parole che da tempo una intera comunità attendeva: la definizione del recapito finale del depuratore consortile Sava-Manduria, l’ultimo dei tabù, che lascia presagire l’imminente avvio, dei lavori di costruzione dell’opera. Una accelerazione che dovrebbe essere impressa a seguito del cambio di progetto che prevederebbe di sostituire la condotta sottomarina con lo sversamento del troppo pieno in un “ruscellamento” che convoglia le acque in mare. Siamo passati dallo condotta sottomarina allo scarico in battigia per via indiretta.
Una svolta epocale, vorrei dire, quella di sostituire il tubo della condotta con lo scanalatura naturale del terreno, in località Specchiarica, che trasporta le acque del depuratore sempre in mare. Ma tant’è. Se questo basta a eliminare le resistenze sullo scarico finale e liberare i cantieri, ben venga. Così come si apprezza la trovata geniale del riutilizzo plurimo in agricoltura delle acque reflue depurate, promosso dal capo del dipartimento, riutilizzo che già nel 2012 la giunta regionale aveva confermato come propria strategia, fissata tra l’altro nell’attuale piano di tutela delle acque. Una trovata che dimostra come, sul caso del depuratore, si siano persi tanti anni.
Non sarà certo la manomissione delle parole a cambiare la realtà: aver perso tempo e compromesso la qualità ambientale del sottosuolo. Il depuratore funzionerà, quando verrà realizzato, con uno scarico finale che finirà inevitabilmente, per legge, nell’unico bacino idrico di cui disponiamo. Chiunque tenti di fare demagogia su questo è in malafede.
Sollecito a questo punto, l’avvio immediato dei lavori per consegnare al terzo millennio anche le comunità di Sava e Manduria. Sono certa che il progetto del depuratore, a questo punto, non avrà più oppositori”.

ARPA BOCCIA ACQUA POZZI SAVA-MANDURIA. FRANZOSO CHIEDE AUDIZIONE DI EMILIANO E SANTORSOLA

“Quali iniziative gli assessori alla Salute e all’Ambiente della Regione intendono mettere in campo per scongiurare eventuali rischi sanitari connessi all’esito dell’indagine Arpa” che ha definito “scarso” il livello “dello stato dei pozzi sorgivi tra Sava e Manduria?”.

È il contenuto della richiesta di audizione presentata da Francesca Franzoso, consigliere regionale di Forza italia, al presidente della V commissione, Tutela del paesaggio, Filippo Caracciolo, e rivolta a Michele Emiliano e a Domenico Santorsola. La richiesta giunge all’indomani dell’avvertimento lanciato da Arpa Puglia sullo stato dei corsi idrici sotterranei, nei due comuni, al termine dell’indagine commissionata dal ministero dell’Ambiente.

Contemporaneamente ai due esponenti della giunta, Franzoso chiede di ascoltare, nella stessa audizione, anche i referenti di Arpa, “per conoscere ed approfondire l’esito degli esami delle acque prelevate dai pozzi sentinella”.

Un’audizione a tutto campo, insomma, per conoscere il parere di tecnici e le decisioni degli amministratori regionali, sull’annoso e controverso caso dell’emergenza ambientale di Manduria e Sava, relativa allo stato del sottosuolo e strettamente connessa all’assenza di un adeguato impianto di depurazione. Stando a quanto appreso, lo studio dell’agenzia regionale per l’ambiente accende il semaforo rosso sulla qualità dell’acqua dei pozzi sorgivi e rileva un superamento dei valori soglia di solfati e cloruri in certi periodi dell’anno.

“Le rilevazioni Arpa – dichiara Franzoso – testimoniano uno scempio ambientale annunciato, data l’assenza di un impianto di depurazione e di un allaccio fognario per Sava e di un adeguato e moderno depuratore per Manduria. Bisogna fare chiarezza sui rischi sanitari connessi per la popolazione, oltre che per l’ecosistema – conclude Franzoso – e sulle iniziative di risanamento da intraprendere tempestivamente. Ai cittadini servono risposte immediate. Il tempo delle polemiche e dei veti incrociati della politica è abbondantemente scaduto”.

CROLLO MANTO STRADALE A SAVA, FRANZOSO A GIANNINI: “AVVIARE SUBITO LAVORI DEPURATORE”

“La tragedia sfiorata delle scorse ore a Sava – in cui è crollato una parte di manto stradale e della fogna all’interno di un cortile condominiale con la fuoriuscita di liquami – è un fatto gravissimo che richiede una risposta immediata. Bisogna dare immediatamente avvio ai lavori di costruzione del depuratore consortile e dotare il paese di una adeguato sistema fognante. Per questo ho già attivato l’assessore ai Lavori pubblici Giovanni Giannini”.
Lo dichiara Francesca Franzoso, consigliere regionale di Forza Italia.
“L’episodio di sabato, il cedimento dell’asfalto nelle palazzine ex Iacp, certifica oramai una situazione strutturale di pericolo costante per la popolazione: in quel cortile giocano abitualmente bambini e stazionano i residenti. Ma anche uno stato del sottosuolo gravemente danneggiato dal sistema primitivo ed insalubre del reticolo di fosse biologiche. Il rischio sanitario per la popolazione non è più accettabile. Sava ha diritto di dotarsi di un depuratore”.
Franzoso annuncia poi l’immediato coinvolgimento dell’assessorato regionale competente.
“E’ già partita, dal mio ufficio, una richiesta urgente di incontro all’assessore Giannini, con la presenza del Comune di Sava e del personale tecnico del dipartimento, per definire tempestivamente l’inizio dei lavori di completamento del sistema fognane e di costruzione del depuratore consortile. Un’opera pubblica, appaltata da anni e bloccata da assurdi veti incrociati. Stavolta nessun’altra rivendicazione, che non sia quella della salubrità pubblica, dovrà mettersi di traverso all’avvio del cantiere. La salute dei cittadini e la loro sicurezza, vengono prima di tutto”.

(foto da youtube)

FRANZOSO E MARMO: “NO A RIMODULAZIONE OFFERTA SANITARIA FINO A NUOVO OSPEDALE TARANTO”

Il presidente Emiliano e la sua giunta mantengano “ferma l’attuale offerta dei servizi sanitari nella provincia di Taranto” che potrà essere rivista e rimodulata “solo in presenza del nuovo plesso ospedaliero San Cataldo”. Non solo. Anche il piano di riordino approvato dall’esecutivo pugliese segua la stessa impostazione, “mantenendo servizi e reparti esistenti nei tre nosocomi del Poc”, il presidio ospedaliero centrale, “fino alla costruzione del nuovo hub”.
Infine: “il direttore dell’Asl, Stefano Rossi, ritiri gli atti relativi all’emergenza estiva per la provincia ionica (la chiusura del Pronto soccorso cardiologia al Moscati e del pronto soccorso e della ginecologia al San Marco) e provveda al mantenimento dei servizi esistenti fino all’entrata in funzione del nuovo ospedale di Taranto”.
E’ il contenuto della mozione presentata oggi dai consiglieri regionali di Forza italia Francesca Franzoso e Nino Marmo. Con il documento i due esponenti forzisti vogliono impegnare il presidente della giunta regionale, Michele Emiliano e il suo governo, a mantenere inalterata l’attuale offerta del sistema sanitario pubblico della provincia ionica, fino al San Cataldo.