CONFERENZA AL MUSEO MArTa “ASTRAGALI IN TOMBA TRA GIOCO E RITO” IL 21 MARZO

I MERCOLEDÌ DEL MArTA

Nell’ambito dei “Mercoledì del MArTA”, il 21 marzo alle h. 18:00, presso la Sala Incontri del Museo Archeologico Nazionale di Taranto, si terrà la conferenza dal titolo “Astragali in tomba tra gioco e rito: riflessioni su un costume funerario alla luce di un inedito contesto tarantino”, a cura della dott.ssa Barbara Carè (Scuola Archeologica Italiana di Atene).

La conferenza, inizialmente programmata per il 20 Marzo, è stata rinviata al 21.

L’uso degli astragali come offerta funeraria nel mondo greco ha rappresentato un tema a lungo negletto nella tradizione degli studi. Mentre l’impiego delle piccole ossa in antiche pratiche di gioco è da tempo al centro di un vivace dibattito – recentemente alimentato dal rinnovato interesse verso la cultura ludica – il fenomeno della presenza di tali oggetti nei contesti funerari, di contro, non può ritenersi ancora del tutto esplorato o affrontato con un approccio sufficientemente critico.

La marcata caratterizzazione ludica ed infantile dell’osso, dedotta dalla testimonianza offerta dalle fonti tradizionali, si è tenacemente radicata in letteratura e ha guidato l’interpretazione dell’evidenza archeologica, a prescindere dalla necessaria analisi contestuale.

Il progredire della ricerca, tuttavia, ha gradualmente rivelato l’infondatezza di tale assunto interpretativo ed evidenziato l’accentuata variabilità che connota questo peculiare costume rituale nel mondo greco, da cui deriva la necessità di ricercare chiavi di lettura differenziate.

Nel corso della conferenza verranno presentati alcuni casi di studio, con particolare riferimento alla realtà funeraria di Taranto; si discuteranno, inoltre, i risultati emersi dal recente riesame di un corredo pressoché inedito contenente l’unica attestazione attualmente nota di mastix astragalotē che le fonti ricordano come strumento di flagellazione rituale.
L’ingresso alla conferenza sarà gratuito.

PER INFO E PRENOTAZIONI tel. 099-4538639 o mail: prenotazioni@novaapulia.it

GIORNATA NAZIONALE DEL PAESAGGIO, CONFERENZA AL MArTA IL 14 MARZO

il vino protagonista della conversazione

In occasione della Giornata nazionale del paesaggio e nell’ambito dell’accordo di collaborazione tra il Museo e l’Associazione Italiana di Cultura Classica – delegazione di Taranto, il 14 marzo alle h. 18:00, nella Sala Incontri del Museo Archeologico Nazionale di Taranto, verrà presentato il volume “Quando il vino e l’olio erano doni degli dei. La filosofia della natura nel mondo antico” a cura del Prof. Mino Ianne (Università degli Studi di Bari) e della Prof.ssa Arianna Fermani (Università di Macerata).

Protagonista di questa conversazione sarà il vino, bevanda ambigua per eccellenza: esso è un dono del dio Dioniso, una bevanda propria dell’uomo, simbolo della civiltà di un popolo, portentosa medicina dell’anima e del corpo. Ma protagonista sarà anche la natura, delineata secondo l’idea presente nella filosofia greca, in particolare nei presocratici e in Platone. Si prenderanno poi in considerazione le ricche testimonianze storiche e letterarie relative al simbolismo dell’ulivo, una pianta dal grande valore simbolico in ambito tanto agricolo e botanico quanto religioso e poetico.

L’incontro sarà introdotto e moderato dal Direttore del MArTA dott.ssa Eva Degl’Innocenti.
E’ prevista una presentazione del Prof. Mario Capasso, Presidente Nazionale dell’Associazione Italiana di Cultura Classica.
Porterà i saluti dell’AICC delegazione di Taranto Adolfo Mele il Presidente, prof.ssa Francesca Poretti.

L’ingresso alla conferenza sarà gratuito.

Info e prenotazioni 099-4538639 o mail: prenotazioni@novaapulia.it

CONFERENZA AL MUSEO MArTa “VIVERE A TARANTO IN ETÀ ROMANA: AMBIENTE, SPAZI, STRUTTURE”

“Vivere a Taranto in età romana”, al Museo il dott. Mastrocinque

conferenza al Museo MArTA

Testa ritratto in marmo, già identificata come Claudio Marcello, rinvenuta nel 1881 nell’area delle Terme di Montegranaro, età augustea

Per i “Mercoledì del MArTA”, oggi alle 18, nella Sala Incontri del Museo Archeologico Nazionale di Taranto, si terrà la conferenza  “Vivere a Taranto in età romana: ambiente, spazi, strutture”, a cura del dott. Gianluca Mastrocinque (Dipartimento di Studi Umanistici, Università degli Studi di Bari “Aldo Moro”).

La conferenza al Museo MArTa racconterà di Taras che diventa una città romana, prima con la colonia Neptunia che si affianca all’abitato greco e poi con Tarentum, il municipio che fonde i due insediamenti in un’unica nuova città. Le molte forme di Taranto nell’antichità lette attraverso le strutture note e i materiali esposti nel Museo, che parlano di convivenza e di integrazione tra culture, fino all’adesione piena ai valori del mondo romano.

L’ingresso alla conferenza “Vivere a Taranto in età romana: ambiente, spazi, strutture”, sarà gratuito.

Per info e prenotazioni: tel. 099-4538639 o mail: prenotazioni@novaapulia.it

conferenza al museo marta

Il museo di Taranto

“La città romana”

(Fonte: www.museotaranto.beniculturali.it)

Tra persistenze e innovazioni Dopo il 272 a.C., le resistenze interne alla presenza dei Romani determinano forme di rivolta e insofferenze di alcune fasce sociali, che nel 213 a.C. aprono la città ad Annibale, contrapponendosi al un gruppo di filoromani (gli aristocratici) che condivide le sorti del presidio romano asserragliato sull’acropoli.

La riconquista avvenuta nel 209 a.C. ad opera di Quinto Fabio Massimo, è un momento drammatico: saccheggi, distruzioni e stragi della popolazione segnano la città in maniera incisiva. Le ricchezze e le opere d’arte dei Tarantini sono depredate e portate a Roma in trionfo.  La ripresa della città, nonostante la grave sconfitta e i saccheggi subiti, è confermata dalla costruzione tra la fine del III e il II secolo a.C. delle prime domus (case) con pavimento a mosaico.

Già nel 123 a.C. la fondazione della Colonia Neptunia, decisa nell’ambito del programma politico di C. Gracco, determina una più evidente ripresa economica, fino alla creazione, fra l’89 e il 62 a.C., di un municipio, struttura amministrativa unitaria che riunisce la comunità locale di discendenza greca e i coloni italici e romani stabilitisi nella città nel corso del tempo, offrendo a tutti un medesimo statuto giuridico. Magistrature romane sono ricordate da questo momento anche da fonti epigrafiche sia pubbliche che private.

 

“L’OBOLO DI CARONTE IN PUGLIA. MONETE IN TOMBA, DA TERLIZZI A SIPONTO”, CONFERENZA AL MArTA

Ultimo appuntamento prima della pausa estiva per “I Mercoledì del MArTA”, la rassegna di incontri con esperti e studiosi di archeologia provenienti da tutta Italia. Il 6 giugno, alle ore 18:00 nella Sala Incontri del MArTA il dott. Giuseppe Libero Mangieri, funzionario numismatico del Polo Museale della Puglia – MiBACT e collaboratore del Museo Archeologico Nazionale di Taranto, e il dott. Giuseppe Sarcinelli, responsabile del Laboratorio di Studio e Documentazione Informatizzata delle Evidenze Numismatiche presso il Dipartimento di Beni Culturali dell’Università del Salento, terranno la conferenza “L’ “Obolo di Caronte” in Puglia. Monete in tomba, da Terlizzi a Siponto”. Durante la conferenza i due studiosi presenteranno alcuni casi di rinvenimento di monete in tomba, indagandone il significato. Si accennerà al caso di Terlizzi ed anche ad un recente intervento di scavo nell’area di necropoli che si sviluppava intorno alla chiesa di san Leonardo a Siponto ha consentito il recupero di una sepoltura di un individuo di sesso maschile, morto in giovane età, deposto supino con le braccia incrociate sull’addome. L’uomo custodiva tre pile di monete, per un totale di 99 denari tornesi della Grecia Franca (XIIIXIV sec.) e un gigliato di Roberto d’Angiò (1309-1343), rinvenuti in prossimità del collo, del petto e del fianco, conservati probabilmente all’interno di sacchetti nascosti in vari punti del vestito. L’analisi di tale sepoltura induce ad individuare una caratteristica peculiare di deposizione di materiale monetale, che si ipotizza legata alla mera casualità: un individuo, che recava su di sé un consistente gruzzolo, deposto senza che i seppellitori si fossero resi conto della presenza (forse ben celata all’interno di cuciture dell’abito) di un vero e proprio tesoro. Per la prima volta saranno presentati dati inediti su alcuni aspetti della ritualità funeraria nella Puglia antica. L’ingresso alla conferenza sarà gratuito.

PER INFO – tel. 099.4538639 o e-mail: museotaranto@novaapulia.it

“LE ISTITUZIONI DI TARANTO ROMANA TRA II E I SEC. A.C.”, CONFERENZA AL MArTA

Per i “Mercoledì del MArTA” il 16 maggio alle h. 18:00, presso la Sala Incontri del Museo Archeologico Nazionale di Taranto, si terrà la conferenza dal titolo “Le istituzioni di Taranto romana tra II e I sec. a.C.”” a cura della dott.ssa Annarosa Gallo, ricercatore di Storia romana presso il Dipartimento di Studi Umanistici dell’Università degli Studi di Bari ‘A. Moro’, dottore di ricerca in Storia antica e dottore di ricerca in Scienze Storiche. Nella conversazione la studiosa, che tra le numerose attività svolte vanta varie pubblicazioni scientifiche, in particolare in storia delle istituzioni romane di età medio-repubblicana e dell’amministrazione della giustizia in municipi, colonie e prefetture nell’agro romano, si soffermerà sugli esiti della defezione della polis di Taranto ad Annibale durante la seconda guerra punica (212-209 a.C.) che ridefinirono i rapporti con Roma alla luce di un nuovo trattato di alleanza. La sopravvivenza della comunità fu garantita (con riconoscimento dell’autonomia per i rapporti interni al corpo civico), ma subordinata ai vincitori per i rapporti internazionali, la fornitura di contingenti militari (navali e terrestri) e la sottrazione di gran parte del territorio tarentino anche all’interno dell’area urbana, divenuto agro pubblico del popolo romano. Gli iniziali modi di sfruttamento legati alla locazione di pascoli pubblici furono affiancati nel 169 a.C. dall’attribuzione di circa duecento iugeri di agro pubblico e di una abitazione a un notabile macedone filoromano; e nel 123 a.C. dall’appoderamento della restante e più estesa parte a beneficio dei coloni stanziati nell’ambito della deduzione graccana di Neptunia. La deduzione della colonia implicò la coabitazione di due entità giuridicamente distinte, in un medesimo spazio urbano e extraurbano, ma dall’altrettanto differente profilo giuridico, perché riconducibili in un caso alla civitas straniera (Tarentum), nell’altro alla comunità romana (Neptunia). Tale situazione perdurò fin dopo l’88 a.C., quando con l’accoglimento nel popolo romano della collettività tarentina fu istituito il municipio di Tarentum, finché la colonia fu ‘attribuita’ al municipio, ossia i coloni divennero cittadini municipali e l’agro coloniale fu inglobato in quello del municipio. Rimane tuttavia incerto se tale provvedimento sia stato adottato in concomitanza con la concessione dello statuto municipale ai Tarentini, con mutamento della costituzione da quattuorvirale a duovirale, o indipendentemente da essa. D’altra parte i frammenti della cd. lex municipi Tarentini (pertinenti alla tavola nona) con il cd. fragmentum Tarentinum, pertinente ad una legge del popolo romano in materia di corruzione e concussione, rappresentano due straordinari fonti documentarie che rendono Taranto romana un unicum tra le comunità municipali italiche di epoca tardo-repubblicana. L’ingresso alla conferenza è gratuito.
PER INFO– tel. 099.4538639 o e-mail: museotaranto@novaapulia.it

AL MArTA LA CONFERENZA “I CONTESTI DELLA CITTÀ DI SAN CATALDO”

Per i “Mercoledì del MArTA”, questa settimana la prof.ssa Silvia De Vitis terrà la conferenza dal titolo “I contesti della città di San Cataldo”. La relatrice, archeologa medievista, membro del Consiglio di Amministrazione del Museo Archeologico Nazionale di Taranto e con una importante attività di studi e di ricerche sul territorio tarantino e ionico, il 9 maggio 2018 alle ore 18:00 torna al MArTA, presso la Sala Incontri del Museo, con una conferenza proprio alla vigilia della festa dedicata a San Cataldo, il santo patrono di Taranto. La storia di Taranto non si esaurisce con la Magna Grecia. Per tutta l’età romana e l’Alto Medioevo la città rimane ricca e popolosa. Città cosmopolita, luogo di passaggio di viaggiatori, mercanti e pellegrini che percorrevano la via Appia per imbarcarsi per l’Oriente, e sede di ricchi mercati, prosegue la sua vita almeno sino al X secolo, quando muta sede, spostandosi nel sito dell’ex acropoli della città greca. Tra i viaggiatori, secondo la tradizione, c’era anche Cataldus (Gaidaldus?) che intorno al 680 diventerà vescovo di Taranto e ne sarà acclamato santo patrono dopo il rinvenimento della sepoltura nel 1071. Gli scavi archeologici, dapprima casualmente, poi con sempre maggiore attenzione ai contesti stratigrafici, hanno recuperato materiali e contesti della città di San Cataldo che verranno messi in luce nella conferenza a cura della prof.ssa Silvia De Vitis. I lavori saranno presentati dalla Direttrice del Museo Archeologico Nazionale di Taranto.
Ingresso gratuito alla conferenza. Per l’accesso alle sale espositive è necessario l’acquisto del biglietto.
INFO: Tel. 099.4538639 o mail: museo.taranto@novaapulia.it

“IL TESORETTO DI TARANTO CORTI VECCHIE”, CONFERENZA IL 2 MAGGIO AL MArTA

Dopo la pausa del 25 aprile, per gli eventi istituzionali programmati in occasione del 73° Anniversario della Liberazione d’Italia, tornano i “Mercoledì del MArTA”: il 2 maggio alle h. 18:00, presso la Sala Incontri del Museo Archeologico Nazionale di Taranto, si terrà la conferenza dal titolo “Il tesoretto di Taranto Corti Vecchie” a cura del dott. Giuseppe Libero Mangieri, funzionario numismatico del MiBACT, operante attualmente presso il Polo Museale della Puglia e collaboratore del MArTA. Il dott. Libero Mangieri, che ha curato numerose pubblicazioni ed ha organizzato molte mostre sulla numismatica, già referente per la Numismatica per la Soprintendenza per i Beni Archeologici della Basilicata nonché membro dell’Osservatorio Numismatico presso la Direzione Generale per le Antichità e del Consiglio Direttivo del Notiziario del Portale Numismatico dello Stato del MiBACT, presenterà il tesoretto recuperato integro il 20 dicembre del 1916 nella contrada Corti Vecchie di Taranto. Il tesoretto è composto da 336 monete in argento di varie zecche della Magna Grecia, nello specifico Tarentum (104 ess.), Heraclea (5 ess.), Laos (1 es.), Metapontum (41 ess.), Poseidonia (27 ess.), Sybaris (1 es.), Thurium (64 ess.), Velia (33 ess.), Caulonia (17 ess.), Croton (28 ess.), Terina (15 ess.). Inserito all’interno del percorso museale, è certamente fra i più importanti ed interessanti tesoretti monetali magnogreci ospitati al MArTA.
L’ingresso alla conferenza è gratuito.
PER INFO– tel. 099.4538639 o e-mail: prenotazioni@novaapulia.it

AL MARTA LA CONFERENZA “I DIOSCURI E UNA DEA – TRA SPARTA E TARANTO”

Tornano gli approfondimenti settimanali al MArTA: mercoledì 21 marzo alle h. 18:00, presso la Sala Incontri del Museo Archeologico Nazionale di Taranto, Elena Gagliano, dottore di ricerca in Archeologia classica (Università di Pavia) perfezionatasi alla Scuola Archeologica Italiana di Atene, terrà una conferenza dal titolo I Dioscuri e una dea – tra Sparta e Taranto. Il culto dei Dioscuri, divini gemelli figli di Leda, ha avuto un ruolo centrale nel pantheon di Taranto, testimoniato da numerosi materiali votivi rinvenuti nel territorio dell’antica colonia spartana. Analoga importanza ebbero i Dioscuri nella madrepatria Sparta, dove indagini recenti ne hanno sottolineato il legame con una divinità femminile, Atena Chalkioikos, la cui figura sembra essere stata legata all’attività metallurgica. Durante la conferenza saranno presentate e discusse le testimonianze dirette e indirette del culto di questa dea e del suo rapporto con i Dioscuri a Sparta, dell’origine di tali culti e della loro ipotetica ricezione a Taranto, attraverso l’analisi di alcuni significativi rinvenimenti archeologici. Si tratta da una parte dei caratteristici rilievi votivi in terracotta, dall’altra della celeberrima iscrizione rinvenuta in località Torricella.

Un’occasione per ribadire l’importanza del legame, mantenuto vivo attraverso i secoli anche per mezzo dei culti, che la colonia di Taranto intrattenne con la città fondatrice. La relatrice, che ha all’attivo numerose pubblicazioni scientifiche, ha fruito di borse di studio presso Istituzioni di rilievo internazionale (Fondation Hardt di Ginevra, École Française d’Athènes) ed è membro di équipe di studio collegate a missioni archeologiche in Grecia e Magna Grecia, si occupa da sempre di archeologia e storia dell’arte greca, con particolare attenzione alle tematiche della scultura, dell’iconologia, della storia della religione e della topografia sacra. L’ingresso alla conferenza è gratuito.