MITILICOLTURA TARANTO: AL VIA PROCEDURE PER REGOLAMENTAZIONE SPECCHI ACQUEI DI MAR PICCOLO

UNO SPORTELLO PER REGOLARIZZARE ATTIVITÀ PESCA E MITILICOLTURA

In un comunicato, le associazioni di pesca e mitilicoltura – AGCI Pesca, ConfcommercioTaranto, Lega Pesca e Unci Agro Alimentare Taranto- della provincia di Taranto esprimono apprezzamento per il percorso di riorganizzazione e razionalizzazione del comparto mitilicolo locale intrapreso dal Comune di Taranto, dal Commissario per le bonifiche e dal Prefetto, finalizzato all’emersione del segmento produttivo della mitilicoltura legato alla regolamentazione degli specchi acquei del Mar Piccolo.

Attraverso vari incontri esplicativi con il Sindaco, l’Assessore alle Attività produttive ed i dirigenti interessati dell’Amministrazione comunale di Taranto sono state superate le difficoltà tecniche segnalate dalle Organizzazioni di categoria, ed individuate procedure tecniche finalizzate a facilitare la corretta partecipazione delle imprese ai bandi previsti dalle norme vigenti.

Un risultato conseguito grazie anche al percorso di collaborazione avviato in questi giorni da Amministrazione e Rappresentanze delle categorie a supporto delle imprese del settore e di condivisione degli obiettivi.

Dunque, un primo importante passo che condurrà alla definizione degli specchi d’acqua concedibili in Mar Piccolo, alla regolarizzazione delle posizioni delle imprese, propedeutico all’avvio di percorsi per la riorganizzazione e qualificazione del settore.

A tal fine è già attivo – nella sede di Confcommercio Taranto in viale Magna Grecia 119/via Lacaita – lo sportello (che opererà in stretta collaborazione con gli uffici preposti del Comune di Taranto) per l’assistenza ed il servizio tecnico a quanti volessero intraprendere o regolarizzare attività produttive inerenti la pesca e la mitilicoltura.

CONFCOMMERCIO TARANTO: RIMOZIONE CORDOLI VIA LIGURIA, SCELTA DI CAMBIAMENTO NECESSARIA E UTILE”

“Cordoli si, cordoli no. Una vera e propria ‘cordoli story’ che continua ad appassionare e dare fiato ad una pluralità di voci, rappresentative della varietà dei portatori di interessi coinvolti. A scendere in campo questa volta sono i rappresentanti sindacali aziendali di Amat (Fit Cisl e Uiltrasporti) che, alla notizia della decisione della Amministrazione locale di rimuovere finalmente i cordoli in viale Liguria – installati nel 2016- hanno sferrato un attacco senza mezzi termini contro la categoria dei commercianti. Un cazzotto frontale, come si evince nella nota stampa diramata ieri, e dove si legge che: <<..la lobby dei commercianti a Taranto è tornata a dettare il bello ed il cattivo tempo >>. Come se i commercianti non fossero dei lavoratori, con problematiche e difficoltà alla pari se non peggiori, con – 975 negozi chiusi in sei anni nella sola Taranto. Un attacco ad un settore dell’economia locale che da occupazione a migliaia di lavoratori, che non sono un’entità astratta, ma sono essi stessi cittadini e abitanti di quella stessa città, di cui parlano i sindacati. I commercianti, sono lavoratori che svolgono un’attività di servizio per la comunità al pari di quelli del trasporto pubblico. Lavoratori del commercio – datori e dipendenti- che ogni giorno alzano la saracinesca delle attività nell’incertezza del domani e che non ricevono lo stipendio a casa, a prescindere dalla qualità e dall’efficienza del servizio reso come invece di contro accade per i dipendenti delle aziende municipalizzate; un mondo che non vive di rendite di posizione e che deve dare comunque risposte di qualità ed efficienza alla sua clientela che, se trova difficoltà a raggiungere un’area commerciale, cambia strada e si rivolge altrove. Quindi nessuna casta, nessuna lobby. Detto ciò, sarebbe opportuno che i sindacati riflettessero su un altro passaggio della loro nota stampa : <<… i commercianti gli affari li fanno grazie all’illegalità della doppia fila selvaggia>>. Affermazioni che dividono i cittadini, che seminano rancore e che dimostrano l’incapacità, di chi dovrebbe difendere il lavoro e l’economia tout court, di assumere una nuova visione di sistema che metta al centro le persone e non il traffico o i diritti di alcune fasce di cittadini. Una nuova visione che dovrebbe prendere in considerazione, a fronte delle scelte, i costi e benefici sociali (le ricadute degli interventi ed i risultati raggiunti), e che richiede un lavoro di pianificazione che non può essere demandato solo ed esclusivamente agli esperti, ma che deve coinvolgere i portatori di interesse specifici, quindi gli operatori del commercio e artigianato, i consumatori. Ecco su questi temi auspicheremmo un confronto con le rappresentanze dei lavoratori della azienda Amat che invece sembrano molto preoccupate della tutela del diritto alla salute dei lavoratori del settore autoferrotranviario, stressati dalla difficile circolazione stradale cittadina. Il PUMS, di cui si sta dotando l’Amministrazione comunale, ribalta finalmente la logica dell’emergenza sino ad oggi prevalsa, quella visione di corto respiro, di cui è figlia il contestato cordolo istituito dalla amministrazione passata. Uno strumento che non è la risposta ai problemi del traffico, non è la soluzione alla domanda di efficienza del servizio pubblico, che in tal modo non ha certo migliorato le sue performance. Un PUMS che parla di integrazione tra lo sviluppo del sistema della mobilità e lo sviluppo del territorio, compreso i poli di attrazione commerciale, e non separa le problematiche del commercio da quelle della mobilità. Ecco perché, alla luce di questo nuovo orientamento della Amministrazione comunale, Confcommercio è pronta ad offrire tutta la sua esperienza per contribuire alla realizzazione di quel processo di cambiamento che deve assicurare a Taranto una vera mobilità sostenibile. I cordoli, che l’amministrazione Melucci oggi si appresta a rimuovere, rivolgendosi in via sperimentale ad una nuova modalità di controllo del traffico, lo abbiamo sempre detto sono inutili, pericolosi per i cittadini con difficoltà di deambulazione, creano disagio e non perché non consentano la sosta in doppia fila, ma perché rallentano la circolazione, rendono problematica la logistica delle merci, non migliorano la qualità della vita delle aree urbane, non dissuadono l’uso dell’auto privata, non migliorano l’efficienza del servizio di trasporto pubblico, rallentano l’economia delle aree commerciali.” Lo scrive Confcommercio Taranto.

TARANTO ASSEDIATA DAL COMMERCIO ILLEGALE, CONFCOMMERCIO INCONTRA IL PREFETTO

Contraffazione, mancato rispetto delle normative in materia di sicurezza e igiene, occupazione abusiva del suolo pubblico, danno erariale e tant’altro ancora: ecco il volto in ombra dell’altro commercio, quello illegale, che passo dopo passo sta conquistando nuove postazioni in città. I commercianti tarantini sono ormai stanchi di subire la concorrenza sleale di chi non paga le tasse e non è sottoposto ai continui e quotidiani controlli atti a monitorare e punire la mancata osservanza delle leggi. La pressione da parte delle attività commerciali è forte, e rischia di ingenerare un pericoloso conflitto sociale se non si interviene per tempo. Se ne è parlato nel corso dell’ incontro richiesto dal presidente di Confcommercio, Leonardo Giangrande e il prefetto di Taranto, Giovanni Cafagna. Una situazione off limits, che svilisce il decoro e l’immagine della città, soprattutto in alcune strade del Borgo, come via D’Aquino, prese d’assalto dai venditori abusivi di capi di abbigliamento taroccati, o da improvvisate attività di sommistrazione di cibo e bevande al Lungomare. Più in generale si registra in tutta la città un proliferare di attività abusive di vendita di frutta e ortaggi, prodotti ittici, fiori, abbigliamento, giocattoli, musica, che occupano angoli, piazzole, ed ampi tratti di marciapiedi sino a rendere addirittura difficile il passeggio e l’ingresso ai negozi. Dunque, una situazione che mette in bilico non solo gli equilibri del tessuto commerciale cittadino, ma la stessa vivibilità delle aree urbane caratterizzate già da altre negatività (carenza di parcheggi, inadeguatezza dei servizi pubblici, saracinesche chiuse, aree degradate). Una situazione che -come ha evidenziato Giangrande- richiede seri provvedimenti idonei a garantire la vivibilità e il decoro, la sicurezza urbana, la promozione del rispetto della legalità. Il Decreto legge ‘Sicurezza nelle Città’ del febbraio 2017 affida a specifici ‘Patti’ tra i prefetti e i sindaci il controllo e la valorizzazione del territorio, finalizzati a prevenire i fenomeni che determinano degrado e mancato rispetto della legalità. Il decreto legittima i sindaci ad adottare provvedimenti urgenti connessi alle problematiche che emergono in ambito locale per risolvere situazioni di grave incuria o degrado del territorio Il prefetto Cafagna si è detto impegnato nella sottoscrizione di Patti di collaborazione interistituzionale per la sicurezza urbana in alcuni comuni del territorio provinciale, tra cui Taranto, anche in relazione ai bandi per il rafforzamento dei sistemi di video- sorveglianza pubblica; percorso che vedrà il coinvolgimento delle associazioni di categoria sul modello del protocollo del 2016 adottato a Foggia in materia di vendite abusive e prodotti contraffatti. Intanto, nell’immediato, una più assidua presenza delle forze dell’ordine – ha confermato il Prefetto- ed in particolare nelle zone dove maggiormente si registrano attività illegali, contribuirà a rallentare la pressione e a riportare un clima di serenità tra gli operatori ed i cittadini.

SALVAGUARDIA DELL’AMBIENTE, PROGETTO “SENTINELLE DEL MARE”

Confcommercio e l’Università “Alma Mater Studiorum” di Bologna insieme per la salvaguardia dell’ambiente con il progetto ‘Sentinelle del Mare’. Un’attività di ricerca del Dipartimento di Scienze biologiche, geologiche e ambientali dell’ateneo bolognese che trova nella Confederazione un particolare sostegno per il monitoraggio della biodiversità marina, tramite la diretta collaborazione delle imprese turistiche associate, da Nord a Sud, isole comprese, che a loro volta coinvolgeranno sul territorio cittadini, turisti e residenti. Taranto è una delle nove città di mare della penisola, e l’unica del Sud, coinvolta nel progetto. L’iniziativa verrà presentata in una conferenza stampa, mercoledì 16 maggio, dal presidente di Confcommercio Taranto, Leonardo Giangrande ed il presidente provinciale del Sib (il sindacato degli operatori balneari), Vincenzo Leo. Interverranno i presidenti delle categorie del turismo di Confcommercio Taranto.

CONFCOMMERCIO MANDURIA, INVITO ALLE ORGANIZZAZIONI DI CATEGORIA: “RIPARTIAMO DAL CONFRONTO”

“Lo scioglimento per mafia del Consiglio comunale di Manduria ha determinato sconcerto e rabbia in casa Confcommercio, organizzazione che sempre si batte in difesa dei valori della legalità. Un impegno che in questi anni ha largamente caratterizzato il confronto di Confcommercio con gli amministratori dell’Ente locale nella costante ricerca di percorsi condivisi tesi a promuovere e valorizzare le imprese e l’economia sana. Un confronto spesso difficile, che talvolta ha stentato a dare buoni frutti, evidenziando la incapacità di una parte della politica locale di farsi interprete dei veri e diffusi bisogni del territorio. Quanto accaduto in queste ore è oggetto di una riflessione del presidente della delegazione comunale Confcommercio Manduria, Dario Daggiano che, con l’auspicio che dalle ceneri si possa risorgere, puntando sulla costruzione di un percorso di rinascita, invita le organizzazioni rappresentative dei diversi comparti dell’economia ad essere parte attiva di un progetto di rilancio economico, sociale e culturale di Manduria.
“Sono ormai trascorsi otto giorni dalla comunicazione ufficiale dello scioglimento per mafia del Comune di Manduria. Dopo le prime reazioni a caldo, l’ovvia amarezza e l’inevitabile tristezza che ha accompagnato le riflessioni di questi giorni è tempo di una reazione decisa da parte delle Istituzioni e di tutte le associazioni di categoria. E’ evidente che il vecchio sistema di gestione politica del territorio, terribilmente etichettato appunto come “mafioso”, rappresenta una macchia, un’onta per la città e per tutti quei cittadini che si sentono lontani ed estranei da ogni forma di illegalità. Inoltre, è purtroppo palese che il riverbero della notizia a livello nazionale provoca, e lo farà ancora per lungo tempo, danni di immagine al nostro territorio. Un territorio che da anni invoca attenzione e crescita. Ecco perché, nonostante un primo momento di assoluta delusione e amarezza, è necessario rimboccarsi le maniche per dare voce alle esigenze della città e dei suoi attori economici. Da troppo tempo, infatti, Confcommercio Manduria chiede azioni mirate allo sviluppo ed interventi efficaci per lo sviluppo della città al fine di far ripartire una economia locale che negli ultimi anni è rimasta assopita in un lungo e deleterio letargo. Da dove ripartire? Per Confcommercio Manduria le strade imprescindibili sono due. Da un lato quella della valorizzazione dell’economia locale ripartendo dai tesori della nostra terra: le produzioni locali eno-gastronomiche e il turismo, trend nazionale e internazionale ancora oggi in forte ascesa e da cui non possiamo più prescindere. Dall’altro quella della costruzione di un nuovo percorso di rinnovamento della politica cittadina perché senza la “buona politica”, quella che dedica le proprie positive energie alla risoluzione dei problemi e all’ascolto delle esigenze della comunità, non può esistere né crescita né vero sviluppo. I 18 mesi che vedranno la presenza della nuova amministrazione straordinaria non devono quindi trascorrere invano o con indolenza: è necessario fin d’ora che Confcommercio Manduria e tutte le altre associazioni di categoria, siano attivamente coinvolte nel progetto di risanamento della città e diventino positivi interlocutori di questo lungo periodo di transizione politica”, conclude Dario Daggiano, Presidente delegazione Confcommercio Manduria.

CONFCOMMERCIO: RINVIATO APPUNTAMENTO CON GARLANDO

Una nota di Confcommercio Taranto: l’incontro di questa sera – presso Confcommercio- con il giornalista/scrittore Luigi Garlando, è rinviato a nuova data per sopraggiunti impedimenti dell’ospite.

PUMS, CONFCOMMERCIO: PIÙ PARCHEGGI E MAGGIORE QUALITÀ DEL SERVIZIO PUBBLICO

Il presidente provinciale di Confcommercio, Leonardo Giangrande, ed presidenti delle delegazioni Confcommercio dei quartieri cittadini – Borgo, Salvatore Cafiero; Città Vecchia, Cosimo Bisignano; Italia-Montegranaro, Giuseppe Spadafino; Tamburi, Vito Alegretti; Tre Carrare Battisti, Lelio Fanelli- scrivono all’assessore all’Urbanistica e Mobilità, Sergio Scarcia, per esternare, dopo una attenta lettura delle linee del Piano strategico al quale sta lavorando l’Amministrazione comunale, le proposte del mondo delle imprese commercio, dei servizi e del turismo che nella città di Taranto, come in tutte le città italiane, si concentrano nell’ambito urbano. In ragione di ciò, è necessario che il PUMS ponga particolare attenzione alle esigenze delle imprese che certamente potranno trarre grandi benefici dal miglioramento della mobilità urbana. Il Terziario del capoluogo jonico, nel periodo 2011/2017, ha registrato un saldo negativo di aperture e chiusure (– 975 imprese). Nonostante la crisi, nell’area compresa tra il Borgo e Città Vecchia continuano ad operare 900 imprese del Terziario su un totale di 2065 imprese, e 2 mila imprese commerciali su 4 mila complessive tra Montegranaro e Tre Carrare Battisti.

Necessariamente, il PUMS dovrà individuare percorsi che facilitino queste 6 mila attività e le migliaia di addetti ed utenti che ad esse fanno riferimento. Negli incontri tecnici, recentemente programmati dalla Amministrazione, sono emersi obiettivi e strategie in larga parte condivisibili e che confermano la giustezza delle richieste e sollecitazioni avanzate da Confcommercio sin dagli anni passati riguardo ad esempio alla necessità di regolamentare i parcheggi a pagamento nel Borgo. Istituiti per favorire, attraverso un’ampia rotazione, una maggiore disponibilità delle aree di sosta, i parcheggi si sono trasformati in una fonte di entrata per l’Amat a causa dell’elevato numero di abbonamenti rilasciati. Tra gli obiettivi indicati dai tecnici si condivide la necessità di realizzare parcheggi di prossimità alle aree ad alta concentrazione di attività commerciali e non.

Sarebbe a tal fine opportuno riprendere il progetto del parcheggio silos nell’area Fadini (ex Artiglieria). Così come i parcheggi di scambio, sui due versanti di ingresso della città, ripetutamente richiesti dalla Associazione, ma mai entrati in funzione, dopo anni dalla realizzazione (Cimino); progetto che doveva prevedere la adozione del biglietto unico dei mezzi urbani ed extraurbani (Amat e Ctp). L’adozione di queste ed altre azioni per la sosta delle auto private, potranno da subito produrre effetti positivi per le imprese del Terziario e Turismo soprattutto se coniugati al potenziamento ed alla qualità del servizio di trasporto pubblico. Positiva idea di avviare la estensione dei percorsi ciclabili sull’affaccio costiero (circum Mar Piccolo, Città Vecchia , Lungomare); potrebbe essere utile per aprire Taranto al mercato del ciclo turismo già presente nei territori provinciali delle Terre del Primitivo e in Valle d’Itria. E, a proposito di turismo, si evidenzia la necessità di realizzare a breve almeno un’area parcheggio per i bus turistici, così come sarebbe utile ripristinare di servizio pubblico di collegamento delle aree urbane archeologiche (tombe a camera e siti vari) e il potenziamento dei collegamenti con le aree extra urbane (San Vito, Lama, Tramontone) e da e verso gli stabilimenti balneari.

Complessivamente, si è constatata ed apprezzata la consapevolezza da parte dei progettisti e della Amministrazione di dover e voler perseguire un equilibrio degli obiettivi da raggiungere senza creare pericolosi scompensi tra le esigenze delle imprese e delle persone.

AEROPORTO TARANTO, CONFCOMMERCIO: SENZA VOLI, NESSUN TURISMO

“Noi al ‘Grande Salento’ non ci avevamo mai creduto, e oggi ne abbiamo la certezza”, scrive Confcommercio Taranto. “Quanto sta accadendo in queste settimane ne è la riprova, i tempi non sono maturi per la messa in campo di politiche e di strategie di marketing e di promozione che superino la dimensione provinciale e che traguardino ad una idea di sviluppo e di crescita regionale. La battaglia per la apertura ai voli civili dell’aeroporto di Taranto/Grottaglie non è una lotta di campanile o il capriccio di un territorio che vuole il suo ‘aeroporto sotto casa’. Ai consiglieri regionali brindisini, insorti –con la benedizione di qualche testata che plaude alla reazione- in queste ore contro la delibera di indirizzo della Giunta regionale (con la quale si da il via libera alla costituzione di una unità di missione da parte della Società Aeroporti di Puglia che avrà il compito di rendere operativo in chiave commerciale, oltre che industriale, lo scalo di Grottaglie) andrebbe spiegato che quella di Taranto non è una richiesta in contrapposizione con Brindisi”.

“Non si intende depotenziare il Papola Casale a vantaggio dell’Arlotta, ma semmai implementare l’offerta dei collegamenti con nuove compagnie e nuovi voli non solo nazionali, ma possibilmente anche intercontinentinentali, considerato che disponiamo di una pista di 3200 metri. E comunque la apertura di Grottaglie ai voli civili è da sempre avvertita come richiesta di un territorio marginalizzato dalla carenza di sistemi di collegamento, inadeguati a dare risposte ai bisogni di business, lavoro, studio, cultura e turismo della popolazione dell’intero arco jonico (Basilicata e Calabria comprese), e fortemente penalizzato per lo sviluppo delle attività turistico/ commerciali e culturali anche in una prospettiva di crescita dei flussi turistici. Infine due dati: il Censis prevede che nel prossimo ventennio il traffico aereo –sia nazionale che internazionale- raddoppi, lo stesso ministro De Rio in occasione del cinquantenario di Assaeroporti ha formalmente dichiarato che le città italiane e tutto il sistema Paese dovranno attrezzarsi per gestire tale aumento di traffico; il recente Piano della Mobilità turistica del MiBACT -presentato a settembre scorso- premette che “il turista è innanzitutto un viaggiatore” e che “non c’è turismo senza mobilità”. Vi si disegna un modello di accesso del turismo basato su porti, aeroporti e stazioni e sulla interconnessione alle reti locali. Taranto purtroppo, pur disponendo dei tre sistemi, non appare nella mappa grafica del Piano, nel senso cioè che la carta delle reti di trasporto oggi lascia fuori Taranto. Ciò deve farci concludere che ad oggi, senza infrastrutture di trasporto, Taranto non la si può considerare porta di accesso agli itinerari turistici e luogo di scambio culturale e sociale come indica il MiBACT nel suo ‘Viaggiare in Italia’. Domanda: “Perché Taranto dovrebbe rassegnarsi a non coltivare un progetto di sviluppo e crescita della economia del turismo?” Ce lo spieghino i consiglieri regionali brindisini”.

CONFCOMMERCIO: TARANTO VERSO IL CAMBIAMENTO, MA CON L’IMPEGNO DI TUTTI

“Qualcosa sta cambiando. E’ evidente che, nonostante tutti i ‘se’ e i ‘ma’, l’immagine di Taranto e della sua provincia non è più strettamente collegata all’acciaio, grazie anche al fare negli ultimi anni di alcuni soggetti pubblici (il Museo MarTa, la Marina con il Castello Aragonese, l’Autorità portuale con le crociere), e privati (le imprese del turismo e della cultura, le organizzazioni di categoria, le associazioni) che negli ultimi anni hanno lavorato sodo per far emergere il volto dell’altra Taranto, quello della bellezza e della cultura”, scrive Confcommercio. “I numeri degli arrivi dei primi sette mesi del 2017 – annunciati dall’assessore regionale al Turismo, Loredana Capone- parlano di una crescita che, seppur modesta, è un segnale che va colto positivamente (+ 4 % dei pernottamenti). Le istituzioni che in questi ultimi tre anni hanno svolto un ruolo -la Regione, i Comuni- non sempre sono state all’altezza del compito richiesto e non sempre hanno saputo supportare in modo adeguato i percorsi e le iniziative messe in campo (progetti, investimenti privati, eventi). Alla Regione va riconosciuta una nuova attenzione verso la provincia ed in particolare verso il capoluogo più volte pubblicamente manifestata con la Legge Speciale per Taranto che dovrebbe accompagnare il nuovo corso, anche se si fa fatica a comprendere i tempi lunghi tra l’annunciazione e l’avvio dei processi. I Comuni procedono invece come se non si rendessero conto che esiste un tempo entro il quale occorre agire, altrimenti il treno passa e le occasioni vanno perse. Il trend dei flussi turistici è favorevole alla Puglia, incoronata questa estate regina del turismo balneare, e Taranto può anzi ‘deve’ farne parte perché altrimenti viene meno un pezzo dell’offerta turistica regionale, legata al binomio mare e cultura – Magna Grecia e Gravine- , è questo il messaggio chiaro e tondo che l’assessore Capone ha lanciato lunedì scorso ai rappresentanti delle istituzioni e delle categorie seduti al Tavolo del Distretto del Turismo in occasione della conferenza unitaria, saltata per le tante assenze, ben 17 sindaci su 29. Lo stesso Distretto del Turismo di Taranto, al di là dei vantaggi fiscali e burocratici, sarà uno strumento utile per aumentare la competitività turistica del territorio, se tutti gli attori – le imprese da una parte e le amministrazioni pubbliche dall’altra- sapranno lavorare assieme per realizzare le condizioni per favorire il prolungamento della stagione turistica, creare occasioni di intrattenimento, valorizzare l’offerta culturale, ambientale ed enogastronomica del territorio, promuovere il marketing integrato. Se il territorio saprà unirsi per sollecitare la riqualificazione se non addirittura l’attivazione delle infrastrutture di collegamento (strade, ferrovie, aeroporto). I presidenti delle categorie del turismo di Confcommercio in queste settimane sono più volte tornati ad incontrarsi per confrontarsi sull’andamento della stagione turistica estiva -nei giorni prossimi renderemo noti i dati, in fase di raccolta attraverso un questionario somministrato alle imprese associate- e per programmare le attività del 2017/18. Come già anticipato nei giorni scorsi, possiamo affermare che in generale in luglio ed agosto si è registrata una crescita di oltre il 10% rispetto all’anno precedente, per alcune imprese il miglioramento è stato addirittura del 20%; hanno lavorato meglio le imprese che hanno puntato sulla qualità. Il tema della qualità è prioritario, e in ragione di ciò Confcommercio si prepara a mettere in campo know how e risorse per supportare le imprese associate (Reti di imprese e Formazione) nel percorso di riqualificazione. <<Sarà fondamentale che – commenta il presidente provinciale di Confcommercio, Leonardo Giangrande- le imprese si ritrovino accanto le pubbliche amministrazioni perché il giudizio degli ospiti delle strutture alberghiere ed extralalberghiere e delle strutture balneari, suona più o meno come un refrain: ‘Bella Taranto, ma è trascurata’; ‘Splendido il mare, ma la litoranea è sporca’. Lo sanno bene le guide turistiche di Confguide che in questi mesi -con il progetto 99 Borghi- hanno portato in giro per i comuni della provincia, migliaia di turisti e che si sentono ripetere quanto sono belli i centri storici e i borghi antichi dei nostri comuni, ma quanto poco sono valorizzati e curati (scritte sui muri, insegne a neon, anticorodal ovunque, cassonetti a vista, illuminazione pubblica inadeguata). Lo sanno bene i bar e i ristoranti che combattono con i regolamenti dei dehors, o i negozi che lottano contro il degrado delle aree urbane e degli immobili abbandonati, o contro gli abusivi che invadono strade e piazze. Un esempio su tutti il centralissimo Palazzo degli Uffici di Taranto, 13 anni di impalcature e forse tanti altri ancora prima che si decida che farne. Una quinta teatrale potrebbe alleggerire il grigiume malinconico dei teli di copertura. Insomma – conclude Giangrande- il da fare c’è ed è per tutti, i like dei social, o il risultato di una stagione che, non dimentichiamolo, ci vede risalire ma ci lascia comunque sempre in fondo alla classifica regionale, sono solo un segnale di incoraggiamento che deve incentivarci a lavorare per programmare seriamente il cambiamento. Un cambiamento che richiede la consapevolezza del ruolo giocato da ogni attore. Una destinazione turistica è fatta dal territorio, dagli attrattori, dalla accoglienza, dai servizi, dagli alberghi, i B&B, i ristoranti e tutto il resto… >>.

CONFCOMMERCIO: “LA COZZA DI TARANTO E’ LA PIU’ MONITORATA, BASTA CON GLI ALLARMISMI”

Da Confcommercio Taranto riceviamo e pubblichiamo. “Le cozze di Taranto allevate nel secondo seno del Mar Piccolo o in Mar Grande, aree classificate per la molluschicoltura, non sono inquinate. I mitili prodotti in queste aree, sono allevati secondo le disposizioni sanitarie impartite dall’ASL TA e dalla Regione Puglia (con proprie ordinanze) e sono sottoposti a continui controlli che ne certificano la conformità alla normativa vigente. Pertanto, le cozze vendute da commercianti in regola sono sicure. Naturalmente tale garanzia viene meno se si acquista da rivenditori abusivi (i banchetti per strada). Diventa difficile in questo caso sapere dove e come è stato allevato il prodotto, se proviene da un allevamento abusivo o dal primo seno, dove è consentito l’allevamento del novellame ma non della cozza adulta che dopo il 31 marzo di ogni anno va trasferita nelle aree classificate. Basta rivolgersi ad una attività commerciale autorizzata per avere la certezza di portare in tavola un prodotto sicuro. D’altra parte le disposizioni normative ed i continui controlli (a centinaia dal 2013 ) da parte del Servizio veterinario del Dipartimento di prevenzione dell’ASL Ta1, e l’azione di vigilanza della Guardia di finanza, dei Nas e della Capitaneria di porto fanno si che si possa a buon diritto affermare che sul mercato legale non vi è un prodotto mitilicolo più monitorato e sorvegliato della cozza di Taranto, molto più controllato in tutte le sue fasi di allevamento, di altri mitili allevati altrove. La continua azione di monitoraggio da parte del personale dell’ASL garantisce non solo il controllo della filiera, ma anche il contrasto all’abusivismo nei cui confronti sono state rivolte le numerose – e anche recenti- operazioni di distruzione del prodotto. Perciò attenzione alle generalizzazioni e affermazioni che tendono ad alimentare disinformazione e inutili allarmismi. ‘Occorre – come diceva Kofi Annan- fare attenzione a non lasciare che i crimini commessi da singole persone o da piccoli gruppi ci facciano cadere nella trappola delle generalizzazioni.’ Purtroppo però si tende a generalizzare, facendo passare con molta leggerezza il concetto che le cozze di Taranto siano pericolose per la salute umana, provocando così un ulteriore danno ad una categoria di operatori che da anni cerca di riemergere dalla crisi del settore che a partire dal 2013 – allorquando fu accertata la presenza nel 1° seno di diossine e PCB- ha portato al fermo delle attività e alla distruzione di tonnellate di mitili. Una crisi dalla quale i produttori – spesso lasciati soli- hanno cercato con gran fatica e dispendio economico di riemergere, accettando nuove modalità operative, nuove sfide. Oggi c’è un percorso di crescita (investimenti, formazione) ed una fiducia nel futuro del settore che non può essere messo in discussione da facili e superficiali affermazioni. Mettere in discussione la sicurezza della cozza di Taranto, generalizzare affermando – come si legge in queste ore sulla stampa- che le cozze in commercio sono contaminate, senza distinguere tra mercato legale e mercato illegale, equivale a bloccare il processo di rilancio della cozza di Taranto. Un danno non solo per la categoria dei mitilicoltori, sulla cui pelle si gioca da sempre con molta leggerezza, ma un danno per Taranto. Un danno per il commercio e per il turismo enogastronomico. I mitilicoltori non vogliono sconti, ma neanche inutili pugni in faccia. Basta, davvero basta, è ora di smetterla di farsi del male da soli”.

(foto di repertorio)