CONFARTIGIANATO AGLI AUTOMOBILISTI: IN CASO DI SINISTRO, ANDATE DA CARROZZIERE DI FIDUCIA

Vogliamo chiarirlo subito: per la propria auto il carrozziere di fiducia è sempre meglio. Ed è anche un diritto per il cittadino automobilista. Questo in sostanza è il messaggio che ci troviamo a dare sempre più spesso ai cittadini che ci chiedono lumi a seguito di incidente.

Adesso come Confartigianato Carrozzieri di Taranto abbiamo deciso di lanciare una specifica campagna informativa sul tema, perché è opportuno che gli automobilisti sappiano che è un loro preciso diritto quello di rivolgersi al proprio carrozziere di fiducia in caso di necessità, a cominciare dalle riparazioni in seguito a sinistro stradale.

Dunque, in caso di sinistro, anche se la compagnia di assicurazione indirizza l’automobilista verso un carrozziere convenzionato, si può fare una scelta diversa e affidarsi al proprio carrozziere di fiducia. Nonostante i tentativi delle compagnie di assicurazione, non esiste nessun obbligo, anche se è stato firmato un prospetto assicurativo che prevede di rivolgersi alla carrozzeria convenzionata, ma esiste invece la giurisprudenza della Cassazione che ribadisce come il diritto alla libera scelta dell’automobilista non possa essere eliminato. Inoltre, la scelta del proprio carrozziere non può subire limitazioni o franchigie e di questo ne discuteremo con le maggiori associazioni dei consumatori del territorio. Comunque il consiglio che diamo in caso di sinistro è proprio quello di chiamare per primo il proprio carrozziere di fiducia. Lui sa quello che deve fare, non solo dal punto di vista tecnico, per riparare l’automobile nel migliore dei modi, ma anche dal punto di vista burocratico, per quella che in gergo si chiama “cessione del credito”, e sarà in grado di effettuare tutti i passaggi eliminando incombenze e fastidi per l’automobilista.

Alla fine restituirà l’automobile perfettamente riparata e senza che l’automobilista debba rimetterci di tasca propria. Attenzione però, altro consiglio importantissimo, a stare lontano dal carrozziere abusivo, quello non in regola, che non rispetta le norme. Di sicuro, questo tipo di carrozziere riesce ad avere prezzi bassissimi, ma i danni derivanti sono per tutti. A perderci, anzitutto, è il carrozziere onesto, che paga le tasse, che rispetta le norme, che rilascia la fattura. A perderci, è l’automobilista stesso che, povero illuso, pensa magari di guidare una vettura “riparata”, mentre non sa che potrebbe essere al volante di una “bara su quattro ruote”, rimessa in sesto in qualche modo da loschi personaggi senza scrupoli, fossero anche famigliari. Senza alcuna garanzia che la riparazione sia fatta a regola d’arte. Nella piena consapevolezza che così crei un danno al Carrozziere certificato che adotta tutti i sistemi per meglio riparare la tua auto e soprattutto tutti i sistemi a tutela sanitaria sia per i prodotti chimici, pitture, solventi e così via, che sicuramente quello “abusivo” NON UTILIZZA.

Confartigianato Taranto è pienamente convinta che scegliere un’impresa di autocarrozzeria di FIDUCIA, in regola nella massima attenzione alla sicurezza stradale, è un proprio diritto, per un pieno rispetto della libertà di scelta degli automobilisti e delle libera concorrenza tra imprese.

 

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LOTTA ABUSIVISMO, CONFARTIGIANATO: AMPLIARE IL CAMPO DI AZIONE A TUTTI I SETTORI

Confartigianato Taranto, in una nota, scrive: “Il controllo del territorio in maniera assidua non può che pagare e portare dei risultati. Lo abbiamo sempre chiesto e ci piace evidenziare che questa Amministrazione comunale tarantina ha avviato un lavoro serio e prolifico sul tema del contrasto all’abusivismo. Ed i recenti sequestri di merce venduta abusivamente ne sono la testimonianza. C’è tanto ancora da fare e se questa Amministrazione intende davvero ripristinare le corrette regole del mercato, come fiduciosi ci auguriamo, bisognerà profondere molti sforzi. L’abusivismo in tutte le sue forme deve essere combattuto e duramente, occorre ridare fiducia agli operatori regolari e rieducare i cittadini, ricordando ed applicando loro le sanzioni previste quando ci si serve di abusivi che, in barba a tutte le leggi, vivono alle spalle del prossimo senza pagare imposte, tasse e contributi, visto che in città operano tantissimi venditori ed artigiani irregolari in maniera costante e spesso organizzata. Ma ovviamente sappiamo tutti che il fenomeno è di dimensioni spaventose, fuori controllo, ma bisogna agire a contrasto. Persone che si spacciano per estetiste e parrucchieri che girano indisturbatamente nei nostri condomini per servire i loro clienti, officine meccaniche e carrozzerie negli scantinati o peggio alla luce del sole che lavorano abusivamente, sono solo alcuni esempi delle illegalità che attanagliano il mercato del lavoro e dell’impresa del nostro territorio e, considerato il progressivo dilagare nel tempo, non possiamo che prendere la palla al balzo e ritornare con forza sul tema, correndo a supporto dell’Amministrazione comunale per verificarne intenzioni e campo di azione e dare il nostro fattivo contributo. Come Confartigianato chiediamo subito un incontro con l’Assessore allo Sviluppo economico del Comune di Taranto per confrontarci sulla problematica dell’abusivismo non solo commerciale ma anche artigiano, auspicando che ci si concentri anche su quest’ultimo fenomeno, sicuramente più diffuso da tutti i punti di vista. L’impegno per la legalità, lotta alla contraffazione, lotta all’abusivismo in ogni forma, cultura delle regole, no al racket e all’usura, ma anche cultura della sicurezza per le imprese sono temi fondamentali per la nostra associazione e per le aziende del territorio, perché la concorrenza tra imprese deve fondarsi proprio su una cultura delle regole condivisa”.

ESTATE TORRIDA PER LE IMPRESE PUGLIESI: TASSE E COSTO DELL’ENERGIA ALZANO LA TEMPERATURA

Estate bollente anche per le imprese pugliesi: sale il costo dell’energia elettrica e la pressione fiscale resta molto elevata. Tant’è che dalle quattro principali imposte (Irpef, Iva, Irap e Ires) l’Erario incassa ben 9,7 miliardi. A rilevarlo è il Centro Studi di Confartigianato Imprese Puglia. In particolare, dal mese scorso, il costo medio annualizzato dell’energia elettrica per una micro-piccola impresa, in maggior tutela, sale a 11.478 euro, in crescita del 3,5 per cento rispetto al trimestre precedente (383 euro in più). L’aumento, rilevato in ottica congiunturale, è da imputarsi alla crescita dell’8,3 per cento della «spesa per la materia energia», mentre sono rimaste pressoché invariate la «spesa per il trasporto e la gestione del contatore» e la «spesa per oneri di sistema». In dettaglio, la «spesa per la materia energia» è pari a 4.126 euro e torna ai livelli del primo trimestre 2015 a cui si aggiunge la «spesa per oneri di sistema» (3.808 euro). Nel complesso gli «oneri fiscali e parafiscali» pesano per il 39,7 per cento del costo totale della bolletta elettrica di una micro e piccola impresa, mentre la «spesa per la materia energia» pesa per il 43,6 per cento. Il prezzo di maggior tutela, oltre a costituire un parametro di riferimento per l’intero mercato elettrico, nel segmento non domestico interessa ben 3 milioni 718mila punti di prelievo, pari alla metà (51,1 per cento) del totale degli utenti non domestici in bassa tensione che consumano 17.635 giga watt (GWh), un quarto (24,2 per cento) del totale non domestico. Rispetto al 2015 gli utenti non domestici in bassa tensione in maggior tutela registrano un calo di volumi del 6,8 per cento e i punti di prelievo sono diminuiti del 4,7 per cento. Sul fronte delle imposte, non cala la pressione fiscale. Per la precisione, sono stati versati 9 miliardi 735 milioni 488mila euro con le dichiarazioni del 2016, in calo di un milione 243mila euro, pari ad un tasso negativo dello 0,01 per cento rispetto all’anno prima. Quindi, il gettito è rimasto sostanzialmente invariato rispetto all’anno precedente (9 miliardi 763 milioni 731mila euro). In dettaglio, sono stati versati 6,4 miliardi di euro per l’imposta sul reddito delle persone fisiche (Irpef) da parte di 2.550.198 contribuenti pugliesi che hanno così assolto all’obbligo di presentazione della dichiarazione dei redditi. Riguardo all’imposta sul valore aggiunto (Iva), il gettito ammonta a 2,3 miliardi. Sono state presentante, per via telematica, 328.549 dichiarazioni Iva da parte di lavoratori autonomi, ditte individuali e società pugliesi. Rappresentano il 6,41 per cento del totale delle dichiarazioni Iva in Italia (5.125.808). Rispetto all’anno precedente sono state 7.499 in meno, pari ad una flessione del 2,2 per cento (nel 2014 erano 336.048). Il volume d’affari dichiarato è salito del 3,4 per cento ovvero di 2,6 milioni: da 75 miliardi a 77,6.

Circa l’imposta regionale sulle attività produttive (Irap), l’imposta netta versata dalle imprese pugliesi, esclusi gli enti pubblici locali, è stata di 495,3 milioni. Sono state presentante, per via telematica, 289.291 dichiarazioni Irap. Rispetto all’anno precedente, sono state presentate 3.860 dichiarazioni in meno, registrando così un decremento dell’1,3 per cento (erano 293.151 nel 2014). Dalle dichiarazioni è possibile dedurre il valore della produzione che si attesta a 16,2 miliardi di euro (contro i 16,7 dell’anno precedente). Per l’imposta sul reddito delle società (Ires), le aziende pugliesi hanno versato poco più di mezzo miliardo di euro (531,6 milioni). Rispetto all’anno precedente, il gettito è aumentato di quasi 23 milioni, pari al 4,5 per cento (l’anno prima sono stati versati 508,6 milioni). Sono state presentante 60.716 dichiarazioni.

«Dall’analisi del nostro centro Studi si evince con chiarezza come, nonostante i recenti provvedimenti adottati a livello nazionale, la pressione fiscale sulle imprese rimanga ancora tra le più elevate in Europa – commenta Francesco Sgherza, presidente di Confartigianato Imprese Puglia. Se a questo aggiungiamo un altro fattore cruciale, ossia il costo dell’energia, possiamo ben renderci conto di quanto sia difficile, soprattutto per piccoli imprenditori ed artigiani, far quadrare i conti. Secondo Sgherza: «è fondamentale dare alle aziende gli strumenti necessari a consolidare una ripresa ancora troppo debole. Proseguire sulla strada della riduzione della pressione fiscale è una scelta necessaria ed anzi, direi obbligata, per un sistema impositivo come quello italiano, bisognoso altresì di un sostanzioso alleggerimento sotto il profilo burocratico. Allo stesso modo, però, è opportuno aver riguardo anche ad altre voci di spesa che hanno un peso rilevante sui bilanci aziendali. L’energia è indubbiamente fra queste. È risaputo che la nostra regione non solo è autosufficiente dal punto di vista del proprio fabbisogno energetico, ma è in grado di produrre molta più energia di quanta gliene occorra. Il paradosso è che, nonostante questo, le bollette di cittadini e imprese continuano ad essere molto salate. È verosimile, poi, che l’imminente cessazione del servizio di maggior tutela acuisca tale problematica. Per fortuna, però – ha concluso il presidente – è possibile mettere in campo soluzioni innovative per abbattere i costi già oggi. I nostri associati lo sanno bene: come Confartigianato, tramite i Consorzi nazionali per l’acquisto di energia sul mercato libero, consentiamo non soltanto agli imprenditori aderenti, ma anche alle loro famiglie, di mettersi assieme al fine di usufruire di risparmi consistenti ed effettivi, immediatamente riscontrabili in bolletta».

CODICE APPALTI, CONFARTIGIANATO: DECRETO CORRETTIVO IN GAZZETTA

È stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale dopo una lunga attesa, il Decreto Correttivo del Codice dei Contratti (Decreto Legislativo 19/04/2017 n. 56). Numerose sono le modifiche apportate al nuovo codice: dall’appalto integrato alle novità sul massimo ribasso (con tetto elevato a due milioni di euro), dalla qualificazione SOA alle opere sotto soglia. Le misure introdotte sono diventate operative dal  20 maggio scorso e si applicheranno dunque ai bandi pubblicati dopo tale data.
ANAEPA, l’Associazione degli Edili di Confartigianato, la più grande associazione italiana delle piccole imprese ed artigiani del settore edile, che aveva avanzato le proprie proposte, non può ritenersi soddisfatta, poiché non è stata introdotta la misura avanzata sulla “filiera corta” che avrebbe potuto favorire concretamente le micro e piccole imprese attraverso la valorizzazione delle aziende di prossimità e le esigenze sociali connesse, nel rispetto dei principi di economicità dell’appalto, semplificazione e implementazione dell’accesso alle gare.

Parere positivo invece per il ripristino della possibilità del riferimento ai 10 anni antecedenti la data di sottoscrizione del contratto con la SOA ai fini del conseguimento della qualificazione per la dimostrazione dei requisiti tecnico economici e per l’aver reso ancora più effettivo il contratto di avvalimento. In materia di subappalto, nonostante si rischino sanzioni dall’UE, rimane il limite del 30% sul valore complessivo del contratto. Resta obbligatoria l’indicazione della terna oltre le soglie Ue e negli appalti a rischio infiltrazione (di cui alle white list).

Accolta la richiesta di ANAEPA-Confartigianato di chiarire che i costi di funzionamento delle piattaforme telematiche non debbono essere sostenuti dall’operatore economico. Buona la modifica all’articolo dedicato al Soccorso Istruttorio, reso non oneroso, e alla definizione di Rating di Impresa che diventa volontario e premiante in fase di gara, sganciandolo dal rating di legalità, così da non penalizzare le micro e piccole imprese. Un’altra novità riguarda la soglia di applicazione del criterio del prezzo più basso nei lavori che sale da 1 a 2 milioni, a condizione che si tratti di procedure ordinarie (gare formali e non procedure negoziate), e che a base di gara venga posto il progetto esecutivo. Si utilizzerà il meccanismo di esclusione automatica delle offerte anomale con sistema antiturbativa.

ARRIVANO I TURISTI, “FESTA IN PIAZZA” CON CONFARTIGIANATO

Domani alle ore 10.00, in Piazza Garibaldi, Confartigianato Taranto, in collaborazione con alcune delle locali eccellenze produttive del food e beverage, organizzano l’evento “Festa in Piazza” con il quale verranno accolti i primi croceristi e tutti i tarantini vogliosi di fare festa e degustare l’offerta enogastronomica degli artigiani del territorio.

 

 

 

 

 

CONFARTIGIANATO TARANTO CONTRO L’INSTALLAZIONE SELVAGGIA DEI CLIMATIZZATORI

Confartigianato Impianti Taranto dice no all’installazione “selvaggia” dei condizionatori.

In  rappresentanza delle tante imprese associate di termoidraulica e manutenzione impianti di  Confartigianato, intervengono i rispettivi presidenti Giovanni Palmisano e Francesco Basile:

“Con l’avvicinarsi della stagione estiva ricordiamo che, per legge, gli unici che  possono provvedere all’installazione di impianti di raffreddamento e condizionamento  d’aria nelle abitazioni private, negli uffici, nelle aziende commerciali ed industriali, sono le  imprese iscritte alla Camera di commercio che hanno l’apposita abilitazione, quindi dotati  di Patentino e certificazione dell’impresa per F-GAS”.

In base alla normativa nazionale che ha recepito quella europea, le apparecchiature  contenenti F-GAS (gas fluorurati), tra le quali climatizzatori e split, devono essere installate  e sottoposte a manutenzione esclusivamente da personale certificato e da aziende  qualificate iscritte nel Registro nazionale F-Gas.  “Per questo motivo – specificano i rappresentanti di Confartigianato – è necessario  rivolgersi ad aziende che, al termine dei lavori, rilascino la dichiarazione di conformità del  lavoro eseguito a regola d’arte. La stessa impresa esecutrice dei lavori deve essere iscritta  al registro F-Gas e deve essere in possesso del Patentino f-Gas e della relativa  certificazione aziendale. Tali imprese, dunque, sono le uniche a poter lavorare in  condizioni di legalità ed alle quali è possibile rivolgersi per le operazioni sulle macchine  che contengono gas fluorurati. Ci preme evidenziare che, oltre che per le imprese non in  regola e gli operatori in nero, ci sono pesanti sanzioni anche per i cittadini.”  Infatti il cliente che provvede a farsi installare o manutenere (anche solo per la  ricarica) un condizionatore da persona non iscritta come impresa del settore alla  Camera di commercio, o da impresa iscritta ma non in regola con le certificazioni  FGas, rischia forti sanzioni sia amministrative che pecuniarie come riportato dal DL  n.26 del 5 marzo 2013.  Le sanzioni pecuniarie possono arrivare sino a 100 mila euro di multa, oltre alle  possibili conseguenze penali a carico degli utenti e delle imprese non regolarmente  certificate.  La normativa prevede inoltre che i gas fluorurati (quelli per effettuare la ricarica gas  condizionatori) possono essere venduti o acquistati solo da imprese in possesso di  certificazione, istituendo l'obbligo da parte delle aziende fornitrici di tenere un apposito  registro nel quale tracciare gli acquisti e gli acquirenti di gas fluorurati.  Confartigianato invita quindi gli utenti ad affidarsi esclusivamente a ditte che rispettino la  suddetta normativa e non farsi abbindolare dal richiamo di installazioni a prezzi spesso  ridicoli effettuati da dopolavoristi e persone in nero che, essendo irregolari, tra i tanti danni  che comportano fanno altresì decadere con immediatezza la garanzia del costruttore  sull’apparecchio.

Per ogni possibile informazione e chiarimento, gli uffici di Confartigianato sono a  disposizione anche dei cittadini allo 099.336775.

CONFARTIGIANATO: L’IMPEGNO DEL TERRITORIO CONTRO L’ILLEGALITÀ

“Le Associazioni di categoria devono saper interpretare nel senso più ampio possibile il proprio ruolo, anche perché sono agenti di sviluppo del territorio e quindi essere operative nella promozione della cultura della legalità e nell’assistenza a quelle imprese colpite o potenziali vittime di usura, racket e qualsiasi altra forma di illegalità. Questo ruolo può sembrare inusuale ma è fondamentale. E’ importante però che il principio della legalità sia condiviso sinergicamente tra tutte le realtà rappresentative dell’economia e della società civile (associazioni di categoria, sindacati, associazioni dei consumatori, ordini professionali) e con il sostegno degli Enti pubblici e privati. Crediamo che sia possibile nella nostra provincia creare un fronte unito, compatto contro il malaffare. Legalità e sviluppo sono imprescindibili, perseguire la legalità significa consentire alle imprese di vivere e crescere liberamente e senza impedimenti. Ed alla luce dell’incontro tenutosi nei giorni scorsi in Prefettura, abbiamo riscontrato la massima determinazione ed impegno da parte del nuovo Prefetto di Taranto Dott. Donato Giovanni Cafagna ad affrontare tutte le problematiche del territorio, in primis quella dell’illegalità.
Come Confartigianato ci piace quindi ricordare che su questi temi lo Stato c’è ed è pesantemente impegnato. Pizzo, estorsioni, racket e usura sono purtroppo spesso presenti nelle notizie di cronaca giornaliere, fenomeni preoccupanti che lo Stato e le Istituzioni contrastano con arresti e iniziative a sostegno delle vittime del racket. Questo è un dato di fatto evidente.
La nostra azione sul territorio tarantino, come associazione di categoria, deve però essere indirizzata su canali ben definiti rivolti alla piccola impresa ed ai cittadini/utenti: agevolare al massimo la conoscenza dei fenomeni, del supporto da parte dello Stato e la consapevolezza. In questo caso il ruolo di coordinamento e di azione della Prefettura è fondamentale e per questo, insieme alle altre realtà associative del territorio, proporremo alcune iniziative volte a divulgare al massimo le misure messe in campo dalla normativa vigente in materia, per aiutare le vittime o le potenziali vittime del malaffare.
Non bisogna inventarsi nulla, basta vedere cosa è stato positivamente realizzato in altre parti d’Italia, dove sono state messe in campo risorse ed iniziative che hanno ottenuto risultati molto importanti.
Ci piacerebbe iniziare da qualcosa che può sembrare banale ma, a nostro avviso, molto concreta ed utile sul territorio: creare una piccola guida per i piccoli imprenditori, i commercianti, gli artigiani ed anche per cittadini che vada semplicemente, con la massima chiarezza, ad indicare alcune semplici norme di comportamento per alzare il livello di sicurezza. Una guida che:
– spieghi i fenomeni “racket” e “usura”, per acquisirne consapevolezza e contribuire alla diffusione di una cultura solidaristica della legalità;
– fornisca suggerimenti e consigli su come difendersi e prevenire per non cadere nelle mani degli usurai o diventare vittime delle estorsioni, ma anche su quanto tutti i cittadini, soprattutto quelli più deboli, possano
fare per la propria sicurezza adottando semplici e piccoli accorgimenti;
– che indichi esattamente a chi rivolgersi per denunciare, nella assoluta garantita riservatezza, le azioni di malaffare e su come accedere ai vari strumenti di sostegno.
Arrivare tutti insieme compatti a sostenere e divulgare che “denunciare conviene e non bisogna avere paura ma estrema fiducia nelle istituzioni”, sottoscrivendo una sorta di carta dei valori a livello territoriale per combattere il malaffare.
Il messaggio che come Confartigianato vogliamo dare è che su questo tema esiste chiara la presenza e la tutela dello Stato con tutte le forse dell’ordine impegnate, esistono strumenti finanziari e fondi a tutela delle vittime del malaffare, bisogno soltanto avere consapevolezza e rivolgersi con fiducia alle autorità competenti”.

E’ una nota di Confartigianato Taranto.

CONFARTIGIANATO TARANTO: BEFANA RECORD PER GIOCATTOLI DALL’ESTERO (1,1 MLD). LA PROPOSTA: “PRODUCIAMOLI QUI”

Quest’anno le calze della Befana appese nelle case italiane portano un carico record di giochi e giocattoli stranieri, con una netta prevalenza di prodotti made in China. Il Centro Studi nazionale di Confartigianato ha calcolato che il 2016 segna il picco storico delle nostre importazioni di giocattoli: ne abbiamo acquistati per 1.082 milioni di euro, con una crescita dell’1,8% rispetto al 2015. E la Cina fa la parte del leone: dal Paese del Sol Levante sono arrivati in Italia giochi e giocattoli per un valore di 470 milioni di euro, pari al 45,3% del totale del nostro import di queste tipologie di prodotti. Ma a riempire le calze della Befana sono anche la Francia che ci fornisce prodotti per 141 milioni, la Repubblica ceca (107 milioni), la Germania (78 milioni), i Paesi Bassi (59 milioni) e la Spagna (50 milioni). A tenere alta la bandiera del giocattolo italiano c’è però un piccolo esercito di 380 imprese nazionali, con 2.959 addetti e un fatturato di 598 milioni di euro, che si battono sui mercati esteri dove esportano la qualità dei nostri prodotti per un valore che negli ultimi dodici mesi si è attestato a 444 milioni di euro. Confartigianato raccomanda di fare attenzione alla sicurezza dei prodotti comprati per i regali ai bambini. Giochi e giocattoli sono infatti tra i prodotti a maggiore rischio contraffazione. In Italia tra il 2008 e il 2015 sono stati effettuati complessivamente 1.896 sequestri di giochi e giocattoli per 44.893.548 pezzi e un valore complessivo di 185 milioni di euro: la media è di 15.375 pezzi sequestrati al giorno. Soltanto nel 2015, per numero di prodotti sequestrati dalle autorità doganali dell’Unione europea, i giochi e giocattoli, con 4.085.693 pezzi, risultano al secondo posto, dopo le sigarette. Nella classifica dei Paesi di provenienza, il 70,3% dei giochi e giocattoli sequestrati proviene dalla Cina, il 21,2% dalla Malaysia e un ulteriore 4,2% da Hong Kong. Sicuramanente un ottimo lavoro quello svolto quotidianamente dagli organi di controllo, Guardia di Finanza e Dogane in testa, anche se la lotta è sempre più dura considerata l’entità spaventosa del fenomeno.

Confartigianato segnala che nel corso del 2015 sono aumentati del 14% gli articoli taroccati di tutti i generi sequestrati dalle autorità doganali dell’UE e il fenomeno è decisamente più accentuato in Italia dove il numero dei prodotti sequestrati è cresciuto addirittura del 57%. La contraffazione penalizza pesantemente il 20% delle nostre imprese artigiane manifatturiere. Confartigianato consiglia quindi ai consumatori di prestare particolare attenzione agli oggetti venduti a basso costo, di controllare sempre le etichette che devono indicare la provenienza e la composizione del prodotto, le istruzioni per l’uso, la conformità alle norme europee di sicurezza. Poi ci piacerebbe lanciare una sfida. Può sembrare un “gioco” , ma non lo è. In una città dove purtroppo c’è così poco da sorridere, dove addirittura ai bambini è vietato per ordinanza comunale di giocare all’aperto a causa dell’ambiente inquinato, sarebbe bello che possa svilupparsi una piccola impresa artigiana di produzione di giocattoli per i nostri bimbi, magari una produzione tipicamente legata alle tradizioni del territorio. Che bello sarebbe, anche se comprendiamo benissimo che la competizione commerciale in questa falsa e scorretta globalizzazione mondiale non depone sicuramente in favore della bontà economica dell’idea. Ma l’artigianalità dell’iniziativa potrebbe invece invertirne le sorti con un laboratorio dove sarà possibile pensare, progettare e costruire usando le mani giocattoli, magari in legno, che saranno certamente pezzi unici e tipici che possano trasmettere ai nostri ragazzi, e non solo, la stessa creatività e fantasia che si usa per crearli. Oltre ad essere un simbolo dovrebbe risultare un impegno sostenuto ad ogni livello. Una delle immagini simbolo della rinascita del territorio. Confartigianato nel lanciare la proposta è pronta a sollecitare, accompagnare e sostenere qualsiasi idea imprenditoriale possa nascere e per qualsiasi iniziativa. Sarebbe davvero molto molto bello per tutti e non solo per i bimbi, ma anche per le istituzioni e politica locali.

(foto di repertorio)

CONFARTIGIANATO TARANTO: BOOM VOUCHER LA RISPOSTA AD ECCESSIVO COSTO DEL LAVORO

I dati sui voucher emersi in questi ultimi giorni con tutta la polemica a seguito, evidenziano il costante incremento di utilizzo, con un aumento del 32% rispetto al 2015, che a sua volta aveva fatto registrare un più 67% sul 2014. Un vero e proprio boom. Questo dato evidenzia anche – commenta Francesco Basile, Presidente dei Manutentori Impianti di Confartigianato Taranto – come le imprese manifestano con forza l’esigenza di coniugare flessibilità e costo del lavoro per rispondere nel migliore dei modi alle esigenze del mercato. Entrando più nello specifico dei voucher, chiamati anche buoni-lavoro – secondo il dirigente di Confartigianato – è evidente che lo strumento in questi anni abbia subito varie evoluzioni, perdendo nel tempo la sua originaria valenza, che era quella di remunerare prestazioni accessorie, meramente occasionali. Il boom di questi ultimi anni, spinto da una normativa che ormai pone solo un limite economico per il loro utilizzo, ha comunque consentito a molte imprese di inserire al proprio interno personale in regola, coperto sia dal punto di vista previdenziale che assicurativo. Tuttavia, se vogliamo parlare di buona occupazione, di investimento nella formazione continua del personale, non possiamo pensare che i voucher diventino lo strumento principale di inserimento in azienda: i buoni-lavoro devono consentire alle aziende di rispondere a esigenze improvvise e per prestazioni occasionali, contando in tal caso su un costo più che accettabile. Però, secondo Basile, il tema di fondo che sta a cuore a noi imprese artigiani e piccole imprese, ed è il principale deterrente che impedisce l’inserimento di personale stabile, è l’elevato costo del lavoro. Prendiamo una retribuzione lorda mensile di 2mila euro, riferita al settore artigiano: è inconcepibile che il costo per l’azienda sia superiore ai 3mila euro, mentre il lavoratore di euro ne porta a casa netti 1.530. Bisogna ripensare a interventi strutturali che rendano tutto ciò meno costoso, sia per le imprese che per i dipendenti. Le assunzioni a tempo indeterminato nel 2016 sono diminuite di oltre il 30%, una contrazione dovuta principalmente all’abbattimento degli incentivi previsti nel 2015 e fortemente ridimensionati nel 2016. Addirittura, nel 2017 viene abolito l’esonero contributivo per le aziende che volessero assumere a tempo indeterminato lavoratori privi di un precedente rapporto di lavoro simile, di fatto privando le imprese di un’agevolazione che negli ultimi due anni ha contribuito a creare centinaia di migliaia di nuovi posti di lavoro stabili.

Perciò, se le imprese hanno l’esigenza di coniugare flessibilità e costo del lavoro e se sulla flessibilità il Jobs Act ha previsto una serie di strumenti a favore delle aziende, per Confartigianato ancora troppo poco è stato fatto sul versante della riduzione del costo del lavoro e della differenza tra la retribuzione netta percepita dal lavoratore e il costo per l’azienda. Il Governo – afferma Basile – deve assolutamente intervenire per ridurre questo gap. Inoltre, sia la Legge di Bilancio dello scorso anno e sia quella del 2017 hanno puntato molto sulla detassazione dei premi di produttività erogati ai dipendenti: un fatto positivo per il lavoratore, però ai fini del costo del lavoro l’operazione è neutra per l’azienda, dato che sui premi si pagano regolarmente i contributi. Auspichiamo perciò che si torni a parlare anche di decontribuzione dei premi di produttività, come avveniva fino al 2015: in tal modo anche l’azienda otterrebbe un beneficio tangibile. La preoccupazione sulle politiche relative al costo del lavoro e all’inserimento dei talenti nelle piccole realtà aziendali rimane viva. Sentiamo forte il dovere di richiamare tutta la politica quella nazionale, regionale e locale, a essere più vicina alla realtà, magari anche provando a passare un periodo in una piccola azienda per capire come imprenditori e lavoratori sostengono questo Paese. Le nostre imprese sono disponibili, magari anche con qualche voucher.

CONFARTIGIANATO TARANTO: RISORSE PER LE IMPRESE VITTIME DEI CATTIVI PAGATORI

“Con la pubblicazione sulla Gazzetta ufficiale del 13 dicembre, è operativo il Decreto che fissa criteri e modalità per accedere alle risorse destinate alle aziende vittime dei cattivi pagatori che abbiano intrapreso la via giudiziaria. Il Decreto porta la firma del Ministro dello Sviluppo economico di concerto con il Ministro dell’Economia ed era previsto nella Legge di Stabilità 2016 che ha istituito il Fondo per il credito alle aziende vittime di mancati pagamenti che hanno intrapreso la via giudiziaria con un atto di denuncia per reati di truffa aggravata, insolvenza fraudolenta, estorsione, false comunicazioni sociali a danno dei creditori o reati similari. Questa è una buona notizia che aiuterà sicuramente molte imprese vittime di questa situazione va dato merito al Governo che ha adottato questo importante strumento. Il Fondo ha una dotazione di 10 milioni di euro l’anno per il triennio 2016-2018 e il 10% sarà riservato alle PMI in possesso del rating di legalità. Il decreto prevede finanziamenti agevolati a tasso zero di importo pari ai crediti maturati nei confronti dei debitori imputati e comunque entro i limite di 500mila euro per impresa. Inoltre i debitori dovranno essere imputati in procedimenti avviati entro il 1° gennaio 2016. I finanziamenti saranno rimborsabili in 10 anni comprensivi di 2 anni di preammortamento, per cui le imprese cominceranno a restituire i finanziamenti a partire dal terzo anno dall’erogazione. Il modello per presentare la domanda di finanziamento e l’ulteriore documentazione che le imprese devono presentare sono contenute in una circolare ministeriale di imminente emanazione. Per Confartigianato Imprese Taranto la tanto attesa pubblicazione del decreto segna una tappa importante nella battaglia che Confartigianato conduce in difesa dei tanti artigiani e piccoli imprenditori travolti dai debiti e dai fallimenti delle aziende committenti”.