SEQUESTRO OLIO CONTRAFFATTO, NEL 2019 ADDIO A 6 BOTTIGLIE DI OLIO MADE IN ITALY SU 10

FRODI, COLDIRETTI PUGLIA SU SEQUESTRO OLIO

“Nel 2019 addio a 6 bottiglie di extravergine Made in Italy su 10 sugli scaffali dei supermercati, con le scorte di extravergine che saranno esaurite entro i primi quattro mesi del 2019, per effetto del crollo in Puglia del 65% fino anche all’80% della produzione di olive, su valori minimi degli ultimi 25 anni.” E’ quanto affermala Coldiretti Puglia nel commentare positivamente l’operazione della Guardia di Finanza di Cerignola che ha sequestrato oltre 2,5 tonnellate di olio extravergine d’oliva adulterato, 30 chili di clorofilla, varie attrezzature industriali per la miscelazione, l’imbottigliamento ed il confezionamento del prodotto, oltre a 11.000 etichette adesive utilizzate  per confezionare il prodotto destinato al mercato del Nord Italia ed a quello tedesco.

“Con la produzione di extravergine Made in Italy che ha raggiunto quest’anno i minimi storici a causa delle gelate di febbraio 2018 e gli effetti drammatici della Xylella con il crollo in maniera incontrovertibile della produzione di olive di oltre il 60%, aumenta il rischio di frodi e sofisticazioni a danno del vero Made in Italy che colpiscono i produttori agricoli e i consumatori”, denuncia il presidente di Coldiretti Puglia, Savino Muraglia.  Il consiglio di Coldiretti Puglia per scegliere Made in Italy è quello di diffidare dei prezzi troppo bassi, fare attenzione ai prodotti venduti a meno di 7-8 euro al litro che non coprono neanche i costi di produzione, guardare con più attenzione le etichette e acquistare extravergini a denominazione di origine Dop, quelli in cui è esplicitamente indicato che sono stati ottenuti al 100 per 100 da olive italiane o di acquistare direttamente dai produttori olivicoli, nei frantoi o nei mercati di Campagna Amica dove è possibile assaggiare l’olio EVO prima di comprarlo e riconoscerne le caratteristiche positive.

“Finalmente è caduto il segreto di Stato sui prodotti stranieri che arrivano in Italia e sarà finalmente possibile – ricorda il presidente Muraglia – conoscere il nome delle aziende che importano l’olio dall’estero, grazie allo storico pronunciamento del Consiglio di Stato del 6 marzo 2019 sull’accesso ai dati. Un risultato storico per la Coldiretti che ha sollecitato il pronunciamento, dopo la richiesta al Ministero della Salute, per mettere fine all’inganno dei prodotti stranieri spacciati per italiani ma anche per consentire interventi più tempestivi in caso di allarmi alimentari che provocano gravi turbative sul mercato ed ansia e preoccupazione nei consumatori, a fronte all’impossibilità di conoscere la provenienza degli alimenti coinvolti”.

Oggi nella stragrande maggioranza delle confezioni – denuncia Coldiretti Puglia – serve la lente d’ingrandimento per leggere le minuscole scritte, poste spesso sul retro, “miscele di oli di oliva comunitari”, “miscele di oli di oliva non comunitari” o “miscele di oli di oliva comunitari e non comunitari” obbligatorie per legge nelle etichette dell’olio di oliva dal primo luglio 2009.  Senza interventi strutturali l’Italia – precisa Coldiretti – rischia di perdere per sempre la possibilità di consumare extravergine nazionale con effetti disastrosi sull’economia, il lavoro, la salute e sul paesaggio. Con il crollo della produzione nazionale a crescere – continua la Coldiretti – sono le importazioni dall’estero con aumenti record degli arrivi dalla Tunisia che fanno registrare un balzo in quantità di quasi il 150% secondo le proiezioni Coldiretti su dati Istat relative ai primi dieci mesi del 2018.

CAMBIO ALLA PRESIDENZA DI COLDIRETTI PUGLIA, CANTELE PASSA IL TESTIMONE A SAVINO MURAGLIA

Cambio di guardia alla presidenza di Coldiretti Puglia. Gianni Cantele, patron dell’omonima azienda vitivinicola di Guagnano, dopo quasi 6 anni di mandato, ha passato il testimone a Savino Muraglia, a capo del Frantoio Oleario Muraglia di Andria, nel corso dell’assemblea elettiva a cui hanno partecipato i delegati delle Federazioni provinciali. Il neo eletto Presidente regionale Muraglia, già eletto Presidente di Coldiretti Bari e BAT, sarà coadiuvato dal Consiglio direttivo, composto da Gianni Cantele, Presidente di Coldiretti Lecce, Alfonso Cavallo, Presidente di Coldiretti Taranto, Giuseppe De Filippo, Presidente di Coldiretti Foggia, Filippo De Miccolis Angelini, Presidente di Coldiretti Brindisi, oltre ai consiglieri Carlo Barnaba, Francesco D’Onghia, Salvatore Moffa, Giovanni Ripa e Nicola Vantaggiato. La squadra si completa con la responsabile di Coldiretti Donne Impresa Puglia, Floriana Fanizza, la delegata di Coldiretti Giovani Impresa Puglia, Benedetta Liberace e il Presidente regionale dell’Associazione Pensionati, Angelo Marseglia.

“E’ un onore, ma anche un incarico di grande responsabilità quello che raccolgo dal Presidente uscente, ringraziandolo per la dedizione e il senso indiscusso di appartenenza a Coldiretti che ha contraddistinto il suo mandato. Lavoreremo con il Consiglio eletto in assoluta continuità rispetto agli asset e al valore d’uso che ha rappresentato la Coldiretti in Puglia negli ultimi anni, con una visione concreta e sempre opportunamente ottimistica e propositiva. Ci sono partite ancora aperte, dal PSR Puglia alla sburocratizzazione, dai consorzi di bonifica al delicato tema del lavoro in agricoltura, sapendo di doverci confrontare con la pubblica amministrazione in uno scenario politico in continuo mutamento”, è quanto dichiarato dal neo eletto Presidente regionale di Coldiretti Puglia, Savino Muraglia, all’insediamento.

“Un forte ruolo di impulso va svolto nell’ambito della ricerca e dei centri di eccellenza presenti su tutto il territorio regionale – ha continuato Muraglia – che devono contribuire ad arginare la ‘calamità Xylella’ e ad accompagnare il sistema agricolo e il processo di filiera verso applicazioni e strumenti innovativi che esaltino le distintività produttive, piuttosto che omologarle ad un mercato che va affrontato con le unicità che la nostra Puglia agroalimentare detiene. La visione programmatica di Coldiretti per il settore agricolo si fonda sulla valorizzazione delle produzioni agroalimentari di cui è ricca la Puglia che devono trovare giusto riconoscimento grazie ai contratti di filiera – ha concluso Muraglia – e su un’agricoltura fortemente connessa al tessuto economico territoriale, differenziata e multifunzionale”.

MENSE, COLDIRETTI PUGLIA: GRANDE ACCORDO PER FORNIRE ORTOFRUTTA A KM0 AD OSPEDALI E SCUOLE

Più di un genitore su quattro (26%) ritiene scarsa la qualità del cibo offerto nelle mense della scuola. E’ quanto emerge da una indagine Coldiretti/Ixe’ divulgata in occasione della firma dello storico accordo tra Coldiretti Puglia e LADISA che prevede la fornitura da parte delle aziende agricole di Coldiretti e Campagna Amica di ortaggi e frutta a Km0 ad uno dei più grandi player della ristorazione collettiva che si impegna a garantire una equa remunerazione del prodotto agricolo, assicurando, in ogni caso, la copertura dei costi di produzione del prodotto acquistato. Sono 320 i prodotti ortofrutticoli, dall’aglio alle cipolle, dal sedano agli aromi, dalle ciliegie all’uva, dalle arance alle mele, melegrane, zucchine, melanzane, peperoni, patate ecc., seguendo la stagionalità dei prodotti, che gli agricoltori – precisa Coldiretti Puglia – forniranno alla Ladisa, sottoscrivendo specifici contratti di fornitura, secondo i quantitativi richiesti che annualmente superano 1.748.126 di chili di ortaggi e frutta.

“Mediamente vengono ritenuti di qualità scarsa i pasti serviti negli ospedali e una netta maggioranza del 71% dei genitori ritiene che le mense dovrebbero offrire i cibi più sani per educare le nuove generazioni dal punto di vista alimentare mentre solo il 12 per cento ritiene che dovrebbero essere serviti i piatti che piacciono di più. La ristorazione collettiva con le mense scolastiche incide sulla qualità della vita, dell’alimentazione e di conseguenza la salute di milioni di studenti in età evolutiva”, ha dichiarato il Presidente di Coldiretti Puglia, Gianni Cantele, a margine della sigla dell’accordo quadro.

La Ladisa intende aderire al progetto promosso da Coldiretti Puglia di realizzare una filiera agricola italiana con lo scopo di distinguere, valorizzare e difendere la produzione agricola regionale, assicurare la giusta distribuzione del valore tra tutte le parti della filiera nazionale e divulgare gli elementi distintivi della produzione agricola, in ragione di risvolti sia economici sia etico sociali nazionali.

“Fare sistema è la chiave di successo per un territorio. Con questo accordo – ha detto Sebastiano Ladisa, amministratore della LADISA srl – completiamo un progetto già avviato da tempo in altre parti d’Italia e ora anche in Puglia, la nostra regione, dove potremo avvalerci di un partenariato di tutto rispetto. Coldiretti rappresenta la gente che lavora, migliaia di operatori onesti con i quali ci sentiamo di condividere questo percorso. Garantire una filiera certificata, valorizzare le imprese locali, contribuire alla salvaguardia dell’ambiente rappresentano i valori della nostra azienda: e Coldiretti per noi è una garanzia per consolidare tale obiettivo”.

Un impegno importante in Italia dove quasi un bambino su tre (30,6%) pesa ancora eccessivamente anche se negli ultimi anni si è verificata una leggera riduzione proprio per effetto dell’impegno sull’educazione alimentare a scuola e nelle case, secondo l’indagine Okkio alla salute. Un risultato incoraggiante che dimostra – sottolinea la Coldiretti – la necessità di continuare ad investire sull’educazione alimentare a partire dalla scuola dove va privilegiato il consumo di prodotti salutariPer assicurare una migliore alimentazione ma anche per educare le nuove generazioni secondo il 36% degli italiani è importante – sostiene Coldiretti – privilegiare nelle mense scolastiche i cibi locali a km 0 che valorizzano le realtà produttive locali e garantiscono genuinità e freschezza.

Alla Puglia va la maglia nera per il consumo di frutta e verdura, con il 5,9% dei residenti che ne consuma 5 porzioni quotidiane, abitudini sbagliate che alimentano la carica di persone in sovrappeso (33.1%) e di obesi (12.1%) e generano almeno un fatto di rischio cardiovascolare per il 98,8% dei pugliesi. I dati sono dell’Osservatorio PASSI.

La Coldiretti è impegnata nel progetto “Educazione alla Campagna Amica” che coinvolge alunni delle scuole elementari e medie in tutta Italia, con l’obiettivo – conclude Coldiretti Puglia – è quello di formare dei consumatori consapevoli sui principi della sana alimentazione e della stagionalità dei prodotti per valorizzare i fondamenti della dieta mediterranea e ricostruire il legame che unisce i prodotti dell’agricoltura con i cibi consumati ogni giorno e fermare il consumo del cibo spazzatura.

Coldiretti Puglia rappresenta ben oltre 50mila aziende agricole regionali e valorizza l’agricoltura come risorsa economica, umana ed ambientale. Si pone l’obiettivo di garantire alle imprese agricole opportunità di sviluppo in un quadro di piena integrazione dell’agricoltura con gli interessi economici e sociali del Paese, sviluppando un dialogo aperto e intenso con il cittadino consumatore.

Ladisa srl è un’azienda di ristorazione che si colloca tra i principali player del settore. Produce oggi oltre 23 milioni di pasti e dà lavoro a circa 4000 persone, è presente in Scuole, Università, Ospedali, Ministeri, Forze dell’Ordine, Forze Armate, Enti pubblici in genere. L’Azienda è presente da Sud a Nord in 17 regioni servendo complessivamente oltre 700 strutture in tutta Italia.

CONSUMI, COLDIRETTI PUGLIA: CIBO ESTERO PERCORRE 1.900 KM SU CAMION, NAVE O AEREO

A livello globale è stimato che un pasto medio percorra più di 1.900 chilometri per camion, nave o aeroplano prima di arrivare sulla tavola e spesso ci vuole più energia per portare il pasto al consumatore di quanto il pasto stesso provveda in termini nutrizionali, senza contare gli effetti sull’atmosfera e sui cambiamenti climatici provocati dall’emissione di gas ed effetto serra, denuncia Coldiretti Puglia. Consumando prodotti locali e di stagione e facendo attenzione agli imballaggi, una famiglia può arrivare ad abbattere fino a 1000 chili di anidride carbonica l’anno. E’ stato ad esempio calcolato – aggiunge Coldiretti – che un chilo di prugne dal Cile devono volare 12mila chilometri con un consumo di 7,1 kg di petrolio che liberano 22 chili di anidride carbonica, mentre l’uva dal Peru’ percorre quasi 11mila chilometri con un consumo di 6,5 chili di petrolio e l’emissione di 20,2 chili di anidride carbonica.

“E’ grande l’attenzione dei consumatori alla tutela della salute e dell’ambiente attraverso scelte agroalimentari consapevoli, con un occhio sempre attento al Km0 che garantisce l’impatto ambientale 0 e ai prodotti della biodiversità a rischio di estinzione che i nostri agricoltori di Campagna Amica stanno recuperando, salvaguardando e offrendo ai consumatori”, commenta Gianni Cantele, Presidente di Coldiretti Puglia. “La famiglia pugliese spende in media 457 euro per la spesa aggiunge Cantele – posizionandosi al decimo posto della classifica nazionale dei consumi alimentari che nel Mezzogiorno d’Italia assorbono quasi un quarto della spesa complessiva, anche se è il Nord Est dove gli acquisti di cibo sono più alti e 6 consumatori su 10 acquistano direttamente dal contadino”. Il 2017 nel carrello delle famiglie italiane – dice Coldiretti Puglia – ha visto un prepotente ritorno della dieta mediterranea con l’aumento della spesa per l’olio d’oliva (+11%), frutta e verdura (entrambe con +4%), pane e pasta (+1%) nonché la riscossa della carne dopo anni di costante calo dei consumi.
“Le aziende agricole pugliesi che hanno scelto la vendita diretta in azienda o nei mercati del contadino come canale commerciale vendono il 35% di olive e olio al consumatore finale – aggiunge Angelo Corsetti, Direttore di Coldiretti Puglia – ciò vale anche per i prodotti ortofrutticoli e per i trasformati, mentre rispetto ai tradizionali canali commerciali vendono in media il 13% della produzione alle provincie limitrofe alla propria e circa il 9% in altre zone d’Italia, il restante 4% viene destinato al mercato estero (3% Paesi europei e 1% Paesi Extra-Ue). Le percentuali sono analoghe per tutti i comparti, ad eccezione delle aziende olivicole e vitivinicole, per le quali la quota estera sul totale commercializzato ha un’incidenza più rilevante (rispettivamente, 7% e 13%)”.
Il progetto economico ‘Campagna Amica’, promosso da Coldiretti, ha dato una risposta alla grande attenzione dei consumatori alla tutela della salute e dell’ambiente attraverso scelte agroalimentari consapevoli, testimoniata quotidianamente in Puglia dall’affluenza nei Mercati di Campagna Amica e nelle Botteghe regionali, che contano 8.500 giornate di apertura, 650 produttori coinvolti, 22mila giornate lavorative (tra lavoro autonomo e dipendente), 4.500 tonnellate di prodotto commercializzato.
I mercati si sono in realtà trasformati nel tempo da luoghi di commercio a momenti di aggregazione, svago e socializzazione con lo svolgimento di variegate attività che vanno dai corsi di formazione per l’orto ai laboratori didattici per i bambini, dai cooking show con gli agrichef all’educazione con i tutor della spesa. Un aiuto concreto – spiega Coldiretti – per contrastare la tendenza allo spopolamento dei centri urbani dove chiudono negozi e botteghe con evidenti effetti negativi legati alla taglio dei servizi di prossimità, ma anche un indebolimento del sistema relazionale, dell’intelaiatura sociale e spesso anche della stessa sicurezza sociale.
L’Italia ha conquistato in pochi anni la leadership mondiale nei mercati contadini davanti agli Usa e Francia con la più vasta rete di vendita diretta degli agricoltori organizzata con proprio marchio del mondo grazie alla Fondazione Campagna Amica una realtà che fattura complessivamente con la vendita diretta.

COLDIRETTI PUGLIA: BOOM STRANIERI GRAZIE AD ENOGASTRONOMIA E CICLOTURISMO

Boom di turisti in Puglia nell’estate 2018 grazie ad enogastronomia, cicloturismo e turismo all’aria aperta, secondo l’elaborazione di Campagna Amica/Ixè su dati Enit. Registrata una forte crescita del turismo enogastronomico sia dai Paesi europei (+10%) che dai Paesi extra-europei (+20%), con in testa rispettivamente la Germania e gli USA e secondo lo studio, segnala Coldiretti Puglia, gli incrementi maggiori si sono riscontrati dalla Svizzera (+40% sull’estate 2017), Paesi Bassi (dal 10 al 30%), Brasile (+32%), USA e Canada (+10%) e a fare da traino è proprio il cibo e l’enogastronomia.

“Gli agriturismi pugliesi sono completi, perché offrono sia cibo che alloggi e servizi e sono divenuti attrattivi anche rispetto ai turisti stranieri, prioritariamente statunitensi, seguiti da russi e vacanzieri dell’Europa orientale e dell’America latina. Il brand ‘Puglia’ funziona e le aree rurali sono tra le mete favorite, grazie al buon cibo, alla tranquillità e alla bellezza del paesaggio caratterizzato da 60 milioni di ulivi monumentali, 276 prodotti riconosciuti tradizionali dal MIPAF, 12 prodotti DOP e 29 vini DOC, oltre a pregevoli masserie storiche, le più belle d’Italia”, dice il Presidente di Coldiretti Puglia, Gianni Cantele.

“Per conoscere con un touch le bellezze che i visitatori italiani e stranieri possono trovare nelle campagne, Coldiretti ha attivato “Farmersforyou” – spiega il Direttore di Coldiretti Puglia, Angelo Corsetti – la prima App per indicare ai visitatori italiani e stranieri dove dormire, mangiare o acquistare prodotti direttamente dagli agricoltori con oltre 10mila riferimenti. “Farmersforyou” dice dove trovare il vero cibo italiano garantito da Campagna Amica, la più grande Rete europea di vendita diretta degli agricoltori italiani che offre i prodotti e le eccellenze in fattorie e mercati lungo tutta la Penisola, ma anche gli agriturismi dove soggiornare e mangiare”.

Gli agriturismi sono prediletti – continua Coldiretti Puglia – da gruppi familiari con bambini sotto i 10 anni perché possono giocare liberamente all’aria aperta, così come le strutture offrono ospitalità agli animali, rifiutati in molti alberghi. Il periodo di permanenza negli agriturismi si è allungato dai 2/3 giorni degli anni precedenti anche fino a 7 e 8 giorni per la bellezza de territorio, gli eventi e il buon cibo, i servizi come i corsi di cucina e il noleggio di bici.

“In Puglia prevale la mezza pensione (433 unità, pari al 68,6%) – spiega Carlo Barnaba, Presidente pugliese degli Agriturismi di Campagna Amica – perché oltre a pernottare in un ambiente confortevole immerso in paesaggi straordinari, i nostri ospiti non rinunciano ai piatti tipici della tradizione pugliesi, preparati con ingredienti a km0 dagli agrichef di Campagna Amica, sempre più raffinati nella tecnica e nell’impiattamento grazie ai corsi di formazione a cui partecipiamo ogni anno. È necessario, allora, valorizzare ulteriormente le eccellenze del nostro patrimonio enogastronomico per attrarre nuovi flussi di visitatori nei territori rurali e dare maggiore impulso all’economia e all’occupazione locale”.
Risultati che confermano la grande opportunità offerta ai turisti di acquistare i prodotti della dieta mediterranea – conclude Coldiretti Puglia – considerati indiscutibilmente essenziali per garantire buona salute e un importante elemento di crescita delle giovani generazioni.

(foto di repertorio)

CAPORALATO, COLDIRETTI: SPEZZARE CATENA SFRUTTAMENTO PER TUTELARE IMPRESE E LAVORATORI

“I tragici episodi degli ultimi giorni impongono una definitiva e accurata analisi delle distorsioni in atto per dare un nome e un volto a chi impiega i migranti in contesti di illegalità e in quali settori economici vengono sfruttati, in modo da stanare i colpevoli ed evitare di criminalizzare tutto il comparto agricolo e agroalimentare, con un danno d’immagine ed economico che ricade esclusivamente sulle imprese agricole serie che, nonostante le distorsioni lungo la filiera e pratiche commerciali sleali come i casi di aste capestro on line al doppio ribasso che strangolano gli agricoltori con prezzi al di sotto dei costi di produzione, nonostante il codice etico firmato l’anno scorso fra il Ministero delle Politiche Agricole e le principali catene della grande distribuzione, continuano ad operare onestamente e in trasparenza”, è il commento del Presidente di Coldiretti Puglia, Gianni Cantele, nell’esprimere profondo cordoglio per i lavoratori rimasti vittime dei due incidenti stradali. “Abbiamo invocato ripetutamente negli ultimi anni azioni che portassero ad un livello di sicurezza nelle campagne a beneficio sia delle imprese agricole che per i lavoratori – aggiunge Cantele – appelli che rimangono inascoltati fino a quando non accade una tragedia. E’ indispensabile e urgente una grande azione di responsabilizzazione, dal campo allo scaffale, per garantire che dietro tutti gli alimenti in vendita, italiani e stranieri, ci sia un percorso di qualità che riguarda l’ambiente, la salute e il lavoro, con una equa distribuzione del valore”. Occorre affiancare le norme sul caporalato – continua Coldiretti Puglia – con l’approvazione delle proposte di riforma dei reati alimentari presentate dall’apposita commissione presieduta da Giancarlo Caselli, presidente del comitato scientifico dell’Osservatorio Agromafie promosso da Coldiretti.- “I prodotti dell’agricoltura passano nelle mani dei lavoratori stranieri – aggiunge Angelo Corsetti, Direttore di Coldiretti Puglia – che rappresentano circa il 25 per cento del numero complessivo di giornate di occupazione del settore e rappresentano, quindi, una componente indispensabile per garantire i primati del Made in Italy alimentare nel mondo. Sono 134mila gli stranieri residenti in Puglia, con una equa ripartizione tra uomini e donne e le province di Bari e Foggia rappresentano i principali poli attrattivi per gli stranieri regolarmente residenti. Lecce, nel dettaglio, secondo i dati, è la provincia più ambita dalla nuova migrazione, seguita da Foggia, una grande risorsa dell’agricoltura pugliese che va valorizzata e difesa da inquietanti fenomeni malavitosi che umiliano gli uomini e il proprio lavoro e gettano una ombra su un settore che ha scelto con decisione la strada dell’attenzione alla sicurezza alimentare e ambientale”. Sono molti i “distretti agricoli” dove i lavoratori immigrati – conclude Coldiretti Puglia – sono una componente strutturata e bene integrata nel tessuto economico e sociale e in Puglia gli esempi sono numerosi.

LAVORO, COLDIRETTI PUGLIA: +24% IMPRENDITORIA FEMMINILE IN PUGLIA

Centrifughe di frutta per combattere la calura estiva, orecchiette in diretta, cialledde, friseddhata, pezzetti a pignata, panzerotti fritti, degustazioni di formaggi, salumi, pane olio e fantasia, tutto innaffiato con l’agrisangria a base di vino e percoche a km0. E’ il ricco menù offerto al Mercato della Contadina di Campagna Amica, allestito per la ‘Notte Rosa’ a Polignano a Mare, il paese di Domenico Modugno e per omaggiare il noto artista pugliese l’evento si è aperto con le note di ‘Volare’ e ‘Meraviglioso’. “Le imprese condotte da donne in Puglia sono aumentate di 2.307 unità in 3 anni dal 2014 al 2017, secondo i dati dell’Osservatorio dell’imprenditorialità femminile di Unioncamere-InfoCamere. In agricoltura le aziende rosa, sempre più giovani, superano il 24%, ossia 1 impresa su 4 è donna”, spiega Floriana Fanizza, presidente di Coldiretti Donne Impresa Puglia. I dati statistici dimostrano che l’occupazione al femminile in agricoltura non è vista come la semplice perpetuazione di una tradizione – conclude Coldiretti Puglia – o, peggio, come un ripiego occupazionale di scarso pregio, piuttosto come una scelta di lavoro ponderata. “E’ un settore in fermento – aggiunge il Presidente di Coldiretti Puglia, Gianni Cantele – sul fronte dell’imprenditoria femminile che necessità di politiche di premialità nell’accesso ai finanziamenti pubblici, di programma di conciliazione vita-lavoro, di politiche di sostegno alla famiglia per fare il salto di quantità e, soprattutto, di qualità che ha le potenzialità di esprimere”. Anche il numero di agriturismi in rosa (+ 3,7%) sono passati da 286 a 305 in Puglia, a dimostrazione di quanto le imprenditrici siano riuscite a cogliere al massimo le opportunità offerte dalla multifunzionalità in agricoltura, secondo l’analisi di Coldiretti Puglia su dati ISTAT, sull’inda del boom del turismo enogastronomisco e dell’attività di promozione del cibo della tradizione ‘per mano’ degli agrichef di Campagna Amica. “Riuscire a coniugare in forma responsabile – dice Angelo Corsetti, Direttore di Coldiretti Puglia – attività produttive e servizi alla persona attività economica e di servizio, imprenditorialità e volontariato, ragioni private e pubbliche, è il progetto ambizioso che Coldiretti sta contribuendo a realizzare, mettendo a sistema le esperienze delle imprenditrici che stanno approcciando sul territorio italiano i temi cardine dell’agricoltura sociale”. Si tratta, in molti casi, di esperienze nate autonomamente – conclude Coldiretti Puglia – dietro forti personali motivazioni etiche, sociali, civili, di imprenditori che stanno portando avanti una funzione di interesse collettivo, in uno scenario in cui spesso l’assenza di normative regionali di riferimento impedisce il loro riconoscimento e conseguentemente causa la difficile misurazione quantitativa di queste realtà.

CRIMINALITÀ, COLDIRETTI PUGLIA: A GIOVINAZZO ULIVI CENTENARI RUBATI PER ABBELLIRE VILLE PRIVATE

“Ancora una volta sono stati rubati ulivi di oltre 300 anni in un fondo olivicolo a Giovinazzo, espiantandoli in modo da garantirne la sopravvivenza, allo scopo di abbellire evidentemente le ville di chissà chi. In campagna gli agricoltori non ne possono più”, è l’ennesima denuncia del Presidente di Coldiretti Puglia, Gianni Cantele, alla notizia del furto con ‘assoluta destrezza’, considerata la mole degli alberi ‘scippati’, per cui l’imprenditrice olivicola danneggiata ha sporto regolare denuncia ai Carabinieri di Giovinazzo (provincia di Bari). “Per questo abbiamo richiesto un incontro con l’Assessore regionale all’Agricoltura Di Gioia e con l’Osservatorio sulla criminalità nell’agricoltura e sul sistema agroalimentare di Coldiretti – continua il Presidente Cantele – per individuare un percorso di radicale riorganizzazione degli attuali Consorzi di Vigilanza Campestri, strutture che per vocazione, fin dalla loro costituzione, hanno svolto il ruolo di presidio delle aree rurale, in modo che il territorio sia maggiormente presidiato e auspicando la prosecuzione del percorso già intrapreso di accorpamento dei Consorzi minori al fine di incrementare ed ottimizzare il servizio di vigilanza campestre reso all’utenza e un coordinamento delle attività di presidio e vigilanza tra le forze dell’ordine e la Federazione regionale dei Consorzi di Vigilanza campestre che annovera 2 consorzi a Taranto, 1 a Brindisi, 4 a Lecce, 12 a Foggia, 8 nella BAT e 30 a Bari”. “Stiamo sensibilizzando gli agricoltori sull’importanza di sporgere regolare denuncia – aggiunge Angelo Corsetti, Direttore di Coldiretti Puglia – per aiutare le forze di polizia ad analizzare dove si registrano in più larga misura i fenomeni criminosi, quando avvengono i furti, quali sono i mezzi e i prodotti maggiormente appetibili e come è strutturata la ‘filiera’ della ricettazione per economizzare le attività di polizia, rassicurando le vittime circa l’anonimato della denuncia”. Pochi giorni fa a Santo Spirito in provincia di Bari è stato denunciato l’ennesimo taglio selvaggio di 40 ulivi secolari – aggiunge Coldiretti Puglia – che ha segnato la fine dell’attività olivicola del giovane olivicoltore vittima del vile atto. “In Puglia è in atto una vera e propria strage – conclude il Direttore Corsetti – ad opera di gruppi criminali che tagliano gli ulivi secolari di inestimabile valore o per rivendere la legna o per rispondere alla richiesta di ulivi secolari per abbellire le ville”. Il fenomeno della micro criminalità nelle aree rurali pugliesi – continua Coldiretti Puglia – è divenuto pressante e pericoloso, con furti di olive, mandorle, rame e mezzi agricoli, fenomeni estorsivi con il taglio dei ceppi di uva o ulivi millenari, masserie, pozzi e strutture letteralmente depredate, chilometri e chilometri di fili di rame, letteralmente volatilizzati lasciando le imprese senza energia elettrica e possibilità di proseguire nelle quotidiane attività imprenditoriali, fino alle infiltrazioni mafiose che monopolizzano, condizionano e si appropriano di vasti comparti dell’agroalimentare e dei guadagni che ne derivano, distruggendo la concorrenza e il libero mercato legale e soffocando l’imprenditoria onesta, ma – conclude Coldiretti Puglia – compromettono in modo gravissimo la qualità e la sicurezza dei prodotti, con l’effetto indiretto di minare profondamente l’immagine dei prodotti italiani ed il valore del marchio Made in Italy.

COLDIRETTI PUGLIA: FERMO PESCA COSÌ COM’E’ NON VA; PERSI 1/3 IMPRESE E 18MILA POSTI LAVORO

In attesa che riparta il fermo biologico della pesca che porterà al blocco delle attività della flotta da pesca italiana in tutto l’Adriatico, segnala Coldiretti Puglia, è ormai arrivato il tempo di una radicale modifica di questo strumento di gestione che, come dimostrato da Coldiretti negli anni scorsi, non risponde più da tempo alle esigenze della sostenibilità delle principali specie target della pesca nazionale, tanto che lo stato delle risorse nei 33 anni di fermo pesca è progressivamente peggiorato, come anche parallelamente lo stato economico delle imprese e dei redditi. “Ciò ha determinato negli anni in Puglia un crollo della produzione, la perdita di oltre 1/3 delle imprese e di 18.000 posti di lavoro, con un contestuale aumento delle importazioni dal 27% al 33%”, denuncia il Presidente di Coldiretti Puglia, Gianni Cantele. “Con il fermo pesca aumenta il rischio – denuncia Gianni Cantele, Presidente di Coldiretti Puglia – di ritrovarsi nel piatto per grigliate e fritture prodotto straniero o congelato. Il settore soffre la concorrenza sleale del prodotto importato dall’estero e spacciato come italiano, soprattutto nella ristorazione, grazie all’assenza dell’obbligo di etichettatura dell’origine. Inoltre, vanno risolti i problemi relativi al pagamento dei fermi pregressi, dando certezze circa il premio alle imprese relativamente all’anno 2018. Lo stesso vale per il sostegno del salario ai marittimi che dovrà evitare ogni tipo di lungaggine burocratica”. Del resto l’attuale format del fermo pesca, inaugurato 33 anni fa, ha ampiamente dimostrato – denuncia Coldiretti Impresapesca – di essere inadeguato, poiché non tiene conto del fatto che solo alcune specie ittiche si riproducono in questo periodo, mentre per la maggior parte delle altre si verifica in date differenti durante il resto dell’anno. Da qui la proposta di Coldiretti Impresapesca di differenziare il blocco delle attività a seconda delle specie, mentre le imprese ittiche potrebbero scegliere ciascuna quando fermarsi in un periodo predefinito. “Una crisi quella del settore ittico, che si trascina da 30 anni – rileva Angelo Corsetti, Direttore di Coldiretti Puglia – in un mercato, quello del consumo del pesce, che aumenta, ma sempre più in mano alle importazioni. La produzione ittica derivante dall’attività della pesca è da anni in calo e quella dell’acquacoltura resta stabile, non riuscendo a compensare i vuoti di mercato creati dell’attività tradizionale di cattura. Una rinascita che passa per il mercato e sulla quale Coldiretti sta cercando di impegnarsi a fondo, facendo partire iniziative nei Mercati di Campagna Amica che hanno come obiettivo la vendita diretta, la semplificazione e la tracciabilità”. Di assoluto rilievo i numeri del settore in Puglia, il cui valore economico è pari all’1% del PIL pugliese e arriva fino al 3,5% se si considera l’intero indotto, conta 1500 imbarcazioni, 5000 addetti, 10 impianti di acquacoltura e mitilicoltura. Le aree vocate sono prioritariamente Manfredonia, Molfetta, sud Barese, Salento, dove il pescato più importante è costituito da gamberi, scampi, merluzzi. Per effettuare acquisti di qualità al giusto prezzo il consiglio di Coldiretti Impresapesca è, dunque, di verificare sul bancone l’etichetta, che per legge deve prevedere l’area di pesca (Gsa).

INFLAZIONE, COLDIRETTI: IN PUGLIA PERSI IN 10 ANNI 8MILA ETTARI DI FRUTTETO

Crollo verticale dei prezzi di vendita delle angurie e dei meloni gialli in provincia di Lecce, Brindisi e Taranto, a causa delle importazioni massicce di prodotto straniero, soprattutto da Egitto, Tunisia, Spagna e Grecia e delle conseguenti distorsioni del mercato – denuncia Coldiretti Puglia – per cui le aziende agricole non riescono neppure a coprire i costi di produzione e per effetto del maltempo che si sta abbattendo sul nord Italia e in Europa che raffredda i consumi di frutta stagionale. “Nelle province di Lecce, Brindisi e Taranto le quotazioni di angurie e meloni gialli sono crollate vertiginosamente. Mentre cresce l’inflazione, nei campi è deflazione”, incalza il Presidente di Coldiretti Puglia, Gianni Cantele. “Il mercato è al tracollo, con le angurie pagate in campagna 5/6 centesimi al chilo e i meloni gialli non superano i 20 centesimi. Gli agricoltori non si vedono neppure riconosciuti i costi di produzione e in alcuni casi non è conveniente raccogliere, mentre i prezzi di vendita al consumo subiscono la solita decuplicazione a danno dei consumatori”. Eppure da una analisi della Coldiretti sulla base dei dati Istat sull’andamento dei prezzi, continua a crescere l’inflazione e a spingere il carrello della spesa sono proprio gli aumenti dei prodotti alimentari rispetto allo scorso anno, dalla verdura (+4,8%) alla frutta (+7,9%), un fenomeno in controtendenza con l’andamento dei prezzi in campagna. “Serve un impegno di filiera per salvare il frutteto pugliese che in 10 anni dal 2006 al 2016 si è ridotto del 15% – denuncia il Direttore di Coldiretti Puglia, Angelo Corsetti – perdendo oltre 8mila ettari. Occorre aumentare i controlli sull’ortofrutta fresca di importazione, spesso etichettata e spacciata per pugliese ed estendere al più presto l’obbligo di indicare in etichetta la provenienza della frutta trasformata in conserve e succhi, per evitare che venga spacciata come Made in Italy quella importata dall’estero”. Pratiche commerciali sleali lungo la filiera stanno provocando situazioni di crisi diffuse per i produttori di frutta estiva – sottolinea Coldiretti Puglia – che chiede interventi per prevenire e perseguire tali pratiche. Unico strumento degli agricoltori per difendersi dalle speculazioni è la vendita diretta, come ad esempio nei Mercati di Campagna Amica dove possono vendere ortaggi e frutta ad un prezzo equo sia per i produttori che per i consumatori.