ILVA, REGIONE PUGLIA PARTE OFFESA NEL RICORSO PROMOSSO DAL GIP

SOLLEVATA QUESTIONE LEGITTIMITÀ COSTITUZIONALE DECRETI SALVA ILVA

“La Regione Puglia si costituisce come parte offesa nel ricorso alla Corte Costituzionale promosso dal GIP di Taranto sulla vicenda Ilva.   Bene ha fatto il GIP presso il Tribunale di Taranto a sollevare questione di legittimità costituzionale sui diversi provvedimenti emessi dai Governi per salvare l’Ilva. Il magistrato ha emesso un’ordinanza con la quale chiede alla Consulta di pronunciarsi sulla violazione degli articoli 3, 24, 32, 35, 41, 112 e 117 della Costituzione.

Sono questi gli articoli presumibilmente violati dai decreti Salva Ilva, che hanno consentito e consentiranno alla fabbrica di produrre – e quindi di inquinare – fino all’agosto 2023, termine attualmente indicato come periodo di ultimazione dei lavori di adeguamento del Piano ambientale per il risanamento della fabbrica tarantina.

La Regione viene identificata dal GIP quale persona offesa dal reato contestato.

Per questo la Giunta Regionale – su proposta del Presidente Emiliano, costantemente attento alle problematiche ambientali che continuano a ferire Taranto –  ha conferito un  incarico difensivo allo scopo di intervenire nel giudizio di legittimità costituzionale promosso dal GIP presso il Tribunale. Infatti la Regione Puglia, in caso di formulazione di rinvio a giudizio a seguito dell’incidente di costituzionalità, potrebbe costituirsi parte civile per ottenere, ovviamente a beneficio della popolazione tarantina, il risarcimento dei danni cagionati dal reato.

Il GIP ha focalizzato l’attenzione in particolare su due aspetti della vicenda: lo spostamento costante della data di ultimazione dei lavori di risanamento della fabbrica e l’immunità concessa ai vertici della fabbrica (prima i commissari e ora i nuovi gestori di ArcelorMittal), in attesa del completamento dei lavori.

Il primo decreto Salva Ilva, voluto nel 2012 dal Governo Monti, autorizzava l’attività produttiva dell’Ilva anche in presenza di deficienze impiantistiche che potevano determinare emissioni nocive, a condizione che venissero rispettate le prescrizioni temporali per gli adeguamenti degli impianti previsti dalla nuova autorizzazione integrata ambientale. In quel provvedimento si imponeva alla fabbrica di risanare gli impianti entro il 31 luglio 2015.

Ma a distanza di sette anni dal quel decreto queste condizioni, sostanziali e temporali, sono state disinvoltamente oltrepassate, con il prosieguo dell’attività autorizzata ben oltre il limite di 36 mesi. Infatti, con la scadenza posticipata al 2023  il legislatore ha finito con il privilegiare, con le ultime norme contenute nei cosiddetti decreti Salva Ilva, in modo eccessivo l’interesse alla prosecuzione dell’attività produttiva, trascurando del tutto le esigenze di diritti costituzionali inviolabili quali la salute e la vita stessa, nonché il diritto al lavoro in ambiente sicuro e non pericoloso. In sostanza, è stata confermata negli anni una norma scandalosa che è una vera e propria barbarie giuridica. Se a ogni scadenza si può sempre prorogare tutto, il risanamento dell’Ilva non arriverà mai.

Ma non si può permettere che uno stabilimento industriale fortemente inquinante operi in regime di immunità penale e civile. L’attenzione dell’intera Giunta regionale, guidata dal presidente Emiliano, è massima sulle problematiche ambientali. Pertanto continueremo a vigilare e nel contempo a lavorare per raggiungere l’obiettivo della decarbonizzazione della fabbrica: unica soluzione compatibile con salute e ambiente”.

Comunicato dell’assessore regionale allo Sviluppo Economico Mino Borraccino.

(foto da Pixabay.com)

BORRACCINO: “REGIONE PUGLIA CON I LAVORATORI EX ILVA IN CAUSA CONTRO ARCELORMITTAL”

“Ho partecipato questa mattina, presso il Tribunale del Lavoro di Taranto, alla seconda udienza del giudizio promosso da alcuni lavoratori ex Ilva collocati in esubero e messi in cassa integrazione da ArcelorMittal, affinché venga accertato dal Giudice il comportamento antisindacale, le irregolarità e la disparità di trattamento lamentata dai ricorrenti nell’ambito del procedimento adottato dal colosso indiano dell’acciaio, nuovo proprietario del sito siderurgico tarantino, e finalizzato all’assunzione del personale.

Come noto, all’esito di quel procedimento ArcelorMittal ha assunto 8.200 lavoratori, dichiarandone circa 1.700 in esubero, collocati in cassa integrazione.

I lavoratori, però, in molteplici ricorsi stanno denunciando l’opacità e la mancata trasparenza che sarebbe stata adottata dall’azienda nella individuazione dei criteri finalizzati a selezionare il personale da assumere, in palese violazione degli accordi sindacali sottoscritti. Quel che emergerebbe è che a parità di competenza e di professionalità, sarebbero stati assunti lavoratori con minori carichi familiari e minore anzianità, al punto da creare ingiustificate disparità di trattamento e una elevata conflittualità tra gli stessi lavoratori.

Ora spetterà al Giudice del Lavoro di Taranto individuare eventuali responsabilità, sanzionando di conseguenza ArcelorMittal se saranno accertati i comportamenti illegittimi lamentati, ma con la mia presenza oggi in Tribunale (che segue quella del 19 febbraio scorso quando, in occasione della prima udienza, partecipammo sia io che il Presidente della Regione, Michele Emiliano) ho voluto testimoniare concretamente la vicinanza e il supporto del Governo regionale a questi lavoratori.

La Regione Puglia continuerà a stare al loro fianco nella battaglia avviata per affermare innanzitutto il diritto alla dignità del lavoro, e allo stesso tempo vigilerà con sempre maggiore attenzione, affinché tutti gli impegni assunti da ArcelorMittal vengano rispettati fino in fondo”.

È un comunicato stampa dell’assessore regionale allo Sviluppo Economico Mino Borraccino.

BORRACCINO: “SCHIENA DRITTA CON ARCELOR MITTAL”

“Su Arcelor Mittal la Regione sta con la schiena dritta. Spiace constatare che proprio da parte di un collega Consigliere Regionale eletto nella provincia di Taranto vi sia una difficoltà nell’impostare una linea chiara nei confronti di Arcelor Mittal. Linea chiara che la Regione Puglia sta cercando di portare avanti, con tutti i mezzi a sua disposizione, nonostante anche il nuovo Governo nazionale abbia confermato esattamente la linea del precedente Governo Renzi”. Lo scrive Mino Borraccino, Assessore allo Sviluppo Economico della Regione Puglia.

“Noi eravamo, e siamo, pronti ad aprire un dialogo con Mittal, ma un minuto dopo che la nuova proprietà della Fabbrica, ex Ilva di Taranto, deciderà di accogliere una discussione nel merito delle questioni che la Regione Puglia pone da anni. Non possiamo fingere che le cose vadano bene così come sono e non faremo come il Governo nazionale che con Di Maio e Salvini ha fatto l’opposto di quello che il M5S aveva detto in campagna elettorale. Il Consigliere Perrini, al quale confermo la mia stima, non può sostenere che si deve rispettare la tutela della salute dei tarantini ed il diritto alle tutele lavorative, per dipendenti ex Ilva e ditte dell’indotto, senza condurre una battaglia insieme a noi per far capire a Mittal la necessità di modificare l’approccio che finora ha avuto su questi temi.

La decarbonizzazione non è una cosa di cui parlare la domenica per poi metterla da parte durante la settimana, ignorando il grido di allarme lanciato da una intera Città. Per dialogare bisogna avere la disponibilità a mettersi in gioco e da parte di Mittal, anche grazie al Governo nazionale che gli consente di produrre usando la stessa tecnologia usata dai Riva e gli garantisce immunità, questa volontà non sembra esserci.

Per quello che è il mio ruolo di Assessore Regionale, ma anche per quello che sento da uomo che è nato e vive in quel territorio, farò di tutto per non lasciare che le cose rimangono allo stato attuale. Il ritorno al passato, con una multinazionale indiana al posto di una italiana, e per giunta con un terzo di posti di lavoro tagliati, non è lo scenario che vogliamo per il territorio di Taranto e per la Puglia”, conclude Borraccino.

NOMINA BORRACCINO, ZULLO: “ANCHE QUESTO ASSESSORE È GIÀ COMMISSARIATO?”

Il commento del presidente del gruppo regionale di Direzione Italia/Noi con l’Italia, Ignazio Zullo. “Ma la delega allo Sviluppo Economico è rimasta nelle mani dell’assessore Nunziante? Ce lo chiediamo da ieri sera, da quando cioè è stata comunicata la nomina del nuovo assessore della Giunta Emiliano: Cosimo Borraccino, al quale sono state affidate le deleghe alla Competitività, Attività economiche e consumatori, Energia, Reti e infrastrutture materiali per lo sviluppo, Ricerca e innovazione. La sensazione che abbiamo oggi è la stessa che abbiamo avuto con la nomina dell’assessore Stea all’Ambiente, commissariato dopo qualche ora dal mega consigliere del presidente, De Franchi. In questo caso lo “stratega politico” Emiliano pur di allargare la sua maggioranza da destra a sinistra “accontenta” Borraccino, ma lo “commissaria” non dandogli quella delega piena che aveva il suo predecessore Mazzarano. Fare l’Assessore regionale è indubbiamente un grande prestigio, ma non rinunciando alla propria dignità politica e personale: se entrare nella Giunta di Emiliano a tutti i costi significa contare quando il “due di briscola” si avrà pure l’autista e l’auto blu… ma poi i pugliesi, poi, ti lasciano a terra!”

PROGRAMMA “MI FORMO E LAVORO”, BORRACCINO: REGNA IL CAOS!

Una nota del consigliere di Sinistra Italiana/Liberi E Uguali, Mino Borraccino. “Sulla misura “Mi formo e lavoro”, programma formativo della Regione Puglia, finalizzato a creare occupazione nella nostra regione, continua a regnare il caos. Alle prime avvisaglie, abbiamo inoltrato due pec indirizzate all’assessore al Lavoro e alla Formazione, Sebastiano Leo, senza mai degnarsi di una risposta, oltre che al Capo Dipartimento Laforgia, che quantomeno apprezziamo per il garbo, avendoci risposto seppure in maniera generica. Le due comunicazioni ufficiali, datate 23 agosto e 7 settembre, hanno prodotto, da parte del Capo Dipartimento, delle rassicurazioni sull’equo trattamento dei disoccupati dei vari Centri per l’impiego, ma giunti a ridosso della partenza del progetto nulla è cambiato.

A fronte di centinaia di candidature, già presentate presso gli Enti di formazione di tutto il territorio regionale, da parte dei richiedenti, i Centri per l’Impiego non sono in grado di fornire alcun supporto agli Enti e agli stessi interessati. Ad una sola settimana dall’apertura della procedura a sportello di calendarizzazione dei corsi, non vi è stata alcuna comunicazione da parte degli Uffici regionali ai Centri per l’Impiego deputati al rilascio dei patti di servizio necessari per garantire i voucher ai disoccupati. Questa gran confusione organizzativa compromette un trasparente avvio del progetto, perchè rischia di tradursi in disparità tra gli Enti di formazione con la conseguente esclusione di molti disoccupati. Ancora non è dato sapere quale sarà il metodo di rilascio dei patti, e così anche “Mi formo e lavoro” rischia di fare la fine deludente dell’avviso Welfare To Work 2016, quando molti utenti persero l’opportunità di frequentare i corsi per via delle lungaggini e dell’assenza di criteri di chiamata. Ci auguriamo che ciò non si ripeta e pertanto invitiamo l’assessore Leo a far uscire dallo stallo pluriennale in cui giace tutto il delicato Settore della Formazione Professionale in Puglia e a migliorare la concertazione che ruota intorno al progetto con gli opportuni sussidi e supporti.”

BORRACCINO: APPROVATO CORSO DI LAUREA MAGISTRALE IN SCIENZE E TECNICHE DELLO SPORT E PER IL TURISMO A TARANTO

“Approvato, nella seduta del Consiglio regionale di ieri, lunedì 30 luglio, l’emendamento all’assestamento di bilancio, voluto dalla quasi totalità dei colleghi consiglieri tarantini, di cui sono stato il primo firmatario, per l’istituzione del Corso di Laurea Magistrale in “Scienze e Tecniche dello Sport per il Turismo” presso il Dipartimento Jonico dell’Università di Bari. Con una dotazione finanziaria di 300 mila euro per i prossimi tre anni, verranno selezionati, attraverso un bando pubblico, indetto dall’Università, due ricercatori universitari specializzati in “Metodi e Didattiche delle Attività Sportive”che individueranno le strategie didattiche per consentire l’attivazione dell’innovativo corso di Laurea. Esprimo la mia personale soddisfazione per un atto importante, sottoscritto da otto consiglieri regionali della provincia di Taranto su nove, tutti tranne il consigliere pentastellato Galante. La formazione universitaria magistrale è sempre un valore aggiunto per una città, lo è ancor più per Taranto, città da sempre a vocazione sportiva e turistica come testimonia la famosa statua dell’atleta di Taranto risalente al V secolo a.C., campione di Pentathlon. Grazie a questo Corso di Laurea gli studenti avranno la possibilità di completare il loro corso di studi in Scienze dei Beni culturali per il Turismo per esempio, presente a Taranto, con la laurea magistrale a carattere turistico-sportivo che formerà specifiche figure professionali da impiegare nel terzo settore, alternativo all’industria. Lo Sport dunque che diventa volano per il turismo, e quindi per il commercio, e crea importanti occasioni di lavoro che possono spaziare dalla amministrazione all’insegnamento, all’impiego nei servizi sportivi , nelle imprese pubblicitarie e assicurative. Una bella opportunità per i giovani pugliesi e per la città di Taranto, storica culla culturale delle discipline classiche pronta a trasformarle in chiave moderna. Ringrazio ancora i miei colleghi Perrini, Turco, Morgante, Liviano, Pentassuglia, Mazzarano e Franzoso per aver creduto nel mio emendamento, sottoscrivendolo e per averlo poi fortemente sostenuto. Una volta tanto la buona politica avanza”, conclude il consigliere regionale di Sinistra Italiana/Liberi E Uguali Mino Borraccino.

BORRACCINO: LA REGIONE REVOCHI LA PROCEDURA PER L’AFFIDAMENTO DEL SERVIZIO WEB TV ISTITUZIONALE

“La Regione Puglia proceda con immediatezza a revocare il bando (del valore di 160.000 euro che possono arrivare sino a 200.000 in caso di proroga) per l’affidamento del servizio di webTV regionale a carattere istituzionale, per le evidenti illegittimità ivi contenute e fatte puntualmente rilevare, nei giorni scorsi, dall’Assostampa Puglia. Nella lettera di invito a partecipare alla procedura, trasmessa alle società iscritte al portale Empulia, infatti, non c’è alcun riferimento alla necessità che i giornalisti impiegati siano regolarmente contrattualizzati, mentre è chiaramente precisato che la direzione della webTV “sarà di competenza dell’amministrazione regionale”. Appare evidente come queste previsioni, da un lato, non tutelino i giornalisti che saranno chiamati a svolgere questo servizio, dal momento che per loro non è prevista l’applicazione delle norme e delle garanzie contenute nel CCNL della categoria, e, dall’altro, rappresentino una vera e propria limitazione della libertà e dell’autonomia nell’attività giornalistica dal momento che il direttore dovrà essere scelto (non si sa bene sulla base di quale procedura) dall’Amministrazione regionale appaltante. Si tratta evidentemente di un bando che si pone in contrasto con la Costituzione che, all’art. 21, tutela la libertà di espressione e il diritto di cronaca, e pertanto ci auguriamo che il Presidente Michele Emiliano raccolga l’invito rivolto dal sindacato dei giornalisti pugliesi (al quale ci associamo) affinchè revochi questo bando che rappresenterebbe un pericoloso precedente, in quanto evidentemente finalizzato a controllare il libero esercizio dell’attività giornalistica.” Lo dichiara Mino Borraccino (Sinistra Italiana/Liberi E Uguali)

TEMPA ROSSA, BORRACCINO: “ANCORA UNA VOLTA PREVARICATI GLI INTERESSI DELLA COMUNITÀ TARANTINA”

Nota del consigliere regionale di Sinistra Italiana/Liberi E Uguali, Mino Borraccino. “Il progetto ‘Tempa Rossa’ (Protocollo siglato da Eni in Joint – venture con Total-Shell-Mitsui), prevede la realizzazione di due enormi serbatoi (180.000 metri cubi complessivi) per la capacità annua di 2,7 milioni di tonnellate di greggio che consentiranno alle compagnie di incrementare del 40% l’esportazione complessiva nazionale di petrolio. Una cifra che fa capire quanto sia rilevante il business di cui Taranto sembra essere al centro soltanto per lo sfruttamento del proprio territorio. L’opera da realizzare è un impianto considerato a rischio di ‘incidente rilevante’ secondo la ‘Direttiva Seveso’ e dovrebbe essere sottoposto al superamento delle procedure previste dalla normativa stessa, ma anche su questo non viene fornita nessuna garanzia dal Governo. Il progetto prevede, fra l’altro: Un prolungamento del pontile, a mare, per una lunghezza di 515 metri; due nuove aree di pompaggio per la spedizione del greggio al pontile; una nuova condotta per il trasferimento del petrolio dai serbatoi; un impianto di preraffreddamento del greggio; due nuovi impianti di recupero vapore a integrazione dell’esistente; Questa ennesima infrastruttura, che inciderà pesantemente sul territorio, viene calata dall’alto nonostante tutti gli Enti locali avessero sollevato questioni rilevanti che sono state ignorate. L’autorizzazione non è subordinata ad una compensazione ambientale, indicata e concordata preventivamente con il territorio, ma rimanda tutto alle fasi successive. Il Consiglio dei Ministri, attraverso la Delibera del 22 dicembre 2017, sottolinea la ‘rilevanza energetica dell’opera’ e la ‘strategicità dell’infrastruttura’, ma non tiene conto delle posizioni degli Enti locali a tutela di salute e ambiente.
Taranto ha bisogno di ridurre le emissioni inquinanti e ancora una volta si sta evitando di coinvolgere un grande protagonista dello scenario produttivo industriale, con conseguente impatto ambientale, in un percorso condiviso verso il raggiungimento dell’obiettivo di ridurre le emissioni attuali. Noi riteniamo che l’Eni debba essere chiamata a discutere dei suoi progetti complessivi e non sulle singole infrastrutture che intende realizzare. Visto che la produzione energetica degli impianti ubicati in Puglia, per soddisfare il fabbisogno nazionale, supera di moltissimo il quantitativo utilizzato dal territorio, con tutto quello che ciò comporta in termini di inquinamento, noi riteniamo che ad Eni si debba chiedere un impegno per la riconversione della produzione della centrale di Taranto, attraverso l’utilizzo di fonti combustibili a minore impatto emissivo. Abbiamo più volte indicato quella che è la nostra posizione e la ribadiamo ancora una volta, con la speranza che si riesca a discutere di questo a livello locale e nazionale. La Regione Puglia su questo tema può avere un ruolo importante, anche in virtù del Piano Energetico Regionale esistente (il PEAR realizzato dal Governo Vendola) che indica la strada della riduzione delle emissioni proprio attraverso la sostituzione delle fonti combustibili. Auspico un intervento del Presidente Emiliano per recuperare una interlocuzione reale su questo punto”.

BORRACCINO: “AUTORIZZATI 4,5 MLN DI TONNELLATE ALLA DISCARICA DI STATTE, BASTA TARTASSARE IL TERRITORIO”

Il consigliere regionale di Sinistra Italiana/Liberi E Uguali Mino Borraccino scrive in un comunicato: “Apprendiamo, da notizie di stampa, che presso la discarica “Italcave” di Statte sarebbero stati autorizzati i conferimenti di altri 4,5 milioni di metri cubi di rifiuti. La Provincia di Taranto sembra oramai senza freni nell’autorizzare discariche ed impianti di smaltimento per “Rifiuti Speciali”. Questo ulteriore “regalo”, in un territorio come quello stattese, già duramente provato dall’inquinamemto, arriva dopo il raddoppio dell’impianto di incenerimento e dell’inceneritore dei fanghi a Massafra, l’ampliamento per 1,5 milioni di metri cubi della discarica “Lineambiente” di Grottaglie, le vicende della discarica “Vergine” di Lizzano che sta inquinando la falda acquifera. Cos’altro ci dobbiamo aspettare ancora? Tutto ciò è assurdo! Perché la Regione Puglia ed il Presidente Emiliano non intervengono, nonostante le numerose sollecitazioni ricevute, oltre che dal sottoscritto, anche da parte dei Sindaci e delle associazioni ambientaliste joniche? Dopo 10 anni di amministrazione Vendola, che ha dotato la Regione di un Piano di Gestione dei Rifiuti Speciali nel 2012 e lo ha aggiornato nel 2015, sembra incredibile che ancora si continui ad autorizzare impianti di smaltimento in provincia di Taranto, nonostante quel Piano prescriva chiaramente di NON AUTORIZZARE altri impianti in prossimità di quelli già esistenti.
La Provincia di Taranto autorizzava in maniera similare, per dimensioni e per quantitativo di impianti di smaltimento, nel periodo precedente al decennio durante il quale Nichi Vendola ha governato la Regione Puglia. Prendiamo atto che la Provincia di Taranto ha ripreso ad autorizzare diversi impianti, dal 2015 in poi, e sembra non volersi più fermare. Sembra di essere tornati indietro nel tempo. Forza Italia che con Tamburrano Presidente, oggi, governa la Provincia, grazie all’accordo fatto nel 2014 con una parte del PD, governava l’Ente di Via Anfiteatro anche nel periodo, precedente al 2004 (Presidente Rana e vice Presidente lo stesso Tamburrano) durante il quale questi impianti ricevevano le precedenti autorizzazioni. Tutto questo mentre la situazione sanitaria del territorio limitrofo all’area industriale di Taranto è oggetto di discussione nazionale a causa dell’aumento delle patologie correlate all’inquinamento. Il mio appello al Presidente Emiliano è ancora una volta quello di intervenire commissariando la delega sui “rifiuti speciali” di cui dispone la Provincia di Taranto e annullando in autotutela queste autorizzazioni.
Se continuerà a rimanere in silenzio, credo che questa sarà la dimostrazione definitiva che dopo il decennio di Vendola la Puglia ha avviato la restaurazione di un sistema politico che i pugliesi avevano contestato e sconfitto nel 2005, con l’approvazione politica del PD e del suo Presidente di Regione. Il Presidente Emiliano non dimentichi che vinse le elezioni nel 2015 anche perché i cittadini della Puglia, scelsero di confermare un progetto politico che si stava realizzando da 10 anni che non aveva dato nessuna nuova autorizzazione di impianti nel territorio Jonico: è bene ricordarlo! Se avessero voluto tornare indietro, avrebbero votato il candidato di Forza Italia. Chiediamo pertanto a Emiliano di avocare a sè la delega per la gestione delle politiche dei rifiuti, intervenendo con una urgente e ragionata, soprattutto condivisa coi territori, programmazione e con una forte virata sulla raccolta differenziata. Certo così non si può più continuare ad andare avanti”.
(foto di repertorio)

BORRACCINO: “S.S. ANNUNZIATA SATURO, PAZIENTI TRASPORTATI DA TARANTO A MARTINA FRANCA”

Un comunicato stampa del consigliere regionale di Sinistra Italiana/Liberi E Uguali, Mino Borraccino: “Grottesca situazione a Taranto dove il 118 sta operando trasportando i pazienti in codice verde al Pronto Soccorso dell’Ospedale di Martina Franca, anziché di Taranto, causa sovraffollamento del Pronto Soccorso e dei reparti del S.S. Annunziata. Ieri anche una giovane donna, rimasta ferita in un incidente stradale sul ponte Punta Penna, è stata trasportata all’ospedale di Martina Franca, dove la gente in fila anche fuori attendeva di essere visitata al Pronto Soccorso.La situazione infatti non è gestibile neanche all’ospedale di Martina Franca, ed i pazienti attendono lunghe ore prima di ricevere una diagnosi. Da mesi denunciamo questa situazione, che sta aggravandosi sempre più. È inaccettabile assistere impassibili a tali disagi che per i pazienti e per i parenti dei pazienti pugliesi, bisognosi di cure, è una vera e propria Via Crucis. Ogni giorno veniamo a conoscenza di storie che testimoniano l’aggravarsi della difficoltà di ricevere assistenza sanitaria. Il personale sanitario è sempre più stressato oltre che a rischio sicurezza, a causa dell’impossibilità di poter sopperire alla richiesta di assistenza. E, fatto ancor più grave, la situazione tende sempre più a peggiorare, dato che Martina Franca e S.S. Annunziata dovranno accogliere ulteriori presenze dopo la chiusura, prevista tra pochi giorni, dei cinque Punti di Primo Intervento della zona. Sinistra Italiana/Liberi e Uguali continuerà al fianco dei cittadini la battaglia per la Sanità pubblica, dentro e fuori le istituzioni, anche con la raccolta firme iniziata a Taranto per la riapertura del Pronto Soccorso di Grottaglie e del Moscati di Taranto. Non avremmo mai voluto proferite tali affermazioni ma la misura è davvero colma”.
(foto di repertorio)