TARANTO: RIQUALIFICAZIONE PIAZZA MARIA IMMACOLATA, TARGA AL GARDEN CLUB

In occasione della XIII Giornata Nazionale del Giardino, celebrata lo scorso 9 aprile, è stata apposta una targa nell’aiuola centrale di piazza Maria Immacolata come simbolo dell’azione dell’Associazione Garden Club “Taranto” che ha donato alla città quattro palme canariensis, piantumate a cura dell’Amministrazione comunale in sostituzione di quelle abbattute nello stesso luogo a causa del punteruolo rosso. “Con l’apposizione della targa- spiega l’Assessore all’Ambiente, Vincenza Vozza -si conclude il progetto dell’Associazione Garden Club di Taranto che ha inteso contribuire alla riqualificazione dell’aiuola centrale di piazza Maria Immacolata.” Le attività erano state avviate nel maggio 2015 nell’ambito delle azioni di tutela e conservazione del verde nella città di Taranto che costituiscono le finalità primarie dell’Associazione. “La donazione delle palme- continua l’Assessore- va letta come un esempio di sostegno e partecipazione cittadina attiva. Un esempio di passione e di appartenenza al territorio che merita ampio apprezzamento ed è soprattutto un gesto che si auspica possa sollecitare un processo emulativo che apra nuovi contributi utili a migliorare la vivibilità cittadina”. L’Associazione, affiliata all’U.G.A.I (Unione Garden Club e Attività Similari in Italia), si è costituita a Taranto nel 2000. Svolge attività finalizzate alla conoscenza, osservazione e protezione della natura. L’impegno degli associati ha consentito la realizzazione di progetti di riqualificazione delle aree a verde quali la messa a dimora messa a dimora di alberi di leccio presso il Galeso e la sostituzione delle palme abbattute in piazza M. Immacolata; presso la scuola media di Paolo VI, l’Associazione ha attivato un progetto di educazione al rispetto della natura realizzando negli spazi di pertinenza scolastica un orto giardino. Contestualmente alla progettazione, l’Associazione attiva anche iniziative che coniugano cultura e coltura del verde per costruire un futuro sostenibile. Il dott. Ludovico Pollastro, presidente uscente del Garden Club Taranto, ha ora passato il testimone alla Sig.ra Ottavia di Maggio Zaccheddu, che ha posto la sua azione sulla scia della continuità del predecessore.

LAVORO, OPERAI “ISOLAVERDE” SUI TETTI DEL PALAZZO DELLA PROVINCIA

Torna ad esplodere la vertenza di “Isolaverde”, società in liquidazione partecipata della Provincia: questa mattina alcuni operai sono saliti sui tetti del palazzo che ospita l’Amministrazione provinciale per richiamare l’attenzione sulla loro vertenza, sempre più complicata. Mercoledì scade la proroga della sospensione sulla procedura di licenziamento collettivo, già avviata, che riguarda 215 dipendenti.
L’Inps, che ha convocato i vertici della società, dovrebbe inviare i bonifici con le somme relative alle quote ministeriali previste dai contratti di solidarietà firmati tra dicembre 2014 e maggio 2015. I lavoratori non percepiscono la retribuzione da un anno e sperano ancora di essere ricollocati tra Regione, Provincia e la società partecipata Infrataras.

TARANTO, IL VESCOVO ANNULLA LA MESSA DI SUFFRAGIO PER MUSSOLINI E GENTILE

“L’arcivescovo di Taranto, monsignor Filippo Santoro, è venuto a conoscenza dalla stampa che lunedì 18 aprile, nella parrocchia del Sacro Cuore in Taranto, si sarebbe dovuta celebrare una messa in suffragio di Benito Mussolini e Giovanni Gentile.

Fatto salvo che la messa in suffragio non si nega ad alcun peccatore, è altresì vero che quella in questione assume una particolare connotazione ideologica che lo ha indotto a disporre che la celebrazione venga annullata”.

E’ stato Don Emanuele Ferro, portavoce dell’Arcivescovo, a comunicare l’annullamento della messa, il tutto dopo la presa di posizione dell’Anpi di Taranto, l’associazione dei partigiani.

“Apprendiamo con incredulità e sgomento – aveva scritto l’associazione – che lunedì 18 aprile, presso la chiesa del Sacro Cuore di Taranto, si terrà una messa in suffragio di Benito Mussolini e Giovanni Gentile, promossa dai “missini di terra jonica”. Si tratta di un fatto gravissimo, che lede la sensibilità democratica della nostra comunità e infanga la memoria dei tanti cattolici – fra cui diversi sacerdoti – che parteciparono alla lotta di liberazione dall’occupante nazifascista, pagando un pesante tributo di sangue”.

L’Anpi (associazione nazionale partigiani) di Taranto faceva dunque appello “alla coscienza democratica delle autorità civili e religiose locali e vigilerà affinché fermino questa improvvida iniziativa”.

La stessa Anpi aveva reso noto i soggetti che finora hanno sottoscritto l’appello (“le adesioni restano aperte a chiunque ne condivida il contenuto”).

ANPI TARANTO

CGIL TARANTO

ARCI TARANTO

LIBERA TARANTO

LEGAMBIENTE TARANTO

FEDERAZIONE DEGLI STUDENTI (FDS)

UNIONE DEGLI STUDENTI (UDS)

MOVIMENTO STUDENTI DI AZIONE CATTOLICA (MSAC)

HERMES ACADEMY ONLUS – ARCIGAY TARANTO

SINISTRA ECOLOGIA E LIBERTA’ (SEL)

PARTITO DELLA RIFONDAZIONE COMUNISTA (PRC)

GIOVANI COMUNISTI (GC)

PARTITO COMUNISTA D’ITALIA (PCdI)

POSSIBILE, COMITATO “DESTINAZIONE TARANTO”

VERDI

AZIONE CIVILE

SINISTRA ANTICAPITALISTA

Dante Capriulo, consigliere comunale e provinciale.

TARANTO, L’ANPI: SI IMPEDISCA LA MESSA PER MUSSOLINI E GENTILE

“Apprendiamo con incredulità e sgomento che lunedì 18 aprile, presso la chiesa del Sacro Cuore di Taranto, si terrà una messa in suffragio di Benito Mussolini e Giovanni Gentile, promossa dai “missini di terra jonica”. Si tratta di un fatto gravissimo, che lede la sensibilità democratica della nostra comunità e infanga la memoria dei tanti cattolici – fra cui diversi sacerdoti – che parteciparono alla lotta di liberazione dall’occupante nazifascista, pagando un pesante tributo di sangue”.

L’Anpi (associazione nazionale partigiani) di Taranto “fa appello alla coscienza democratica delle autorità civili e religiose locali e vigilerà affinché fermino questa improvvida iniziativa”.

La stessa Anpi rende noto i soggetti che finora hanno sottoscritto l’appello (“le adesioni restano aperte a chiunque ne condivida il contenuto”).

ANPI TARANTO

CGIL TARANTO

ARCI TARANTO

LIBERA TARANTO

LEGAMBIENTE TARANTO

FEDERAZIONE DEGLI STUDENTI (FDS)

UNIONE DEGLI STUDENTI (UDS)

MOVIMENTO STUDENTI DI AZIONE CATTOLICA (MSAC)

HERMES ACADEMY ONLUS – ARCIGAY TARANTO

SINISTRA ECOLOGIA E LIBERTA’ (SEL)

PARTITO DELLA RIFONDAZIONE COMUNISTA (PRC)

GIOVANI COMUNISTI (GC)

PARTITO COMUNISTA D’ITALIA (PCdI)

POSSIBILE, COMITATO “DESTINAZIONE TARANTO”

VERDI

AZIONE CIVILE

SINISTRA ANTICAPITALISTA

Dante Capriulo, consigliere comunale e provinciale

 

 

ANTROPOLOGA ITALO-AMERICANA PERCORRE 100 KM A PIEDI DA BRINDISI A TARANTO PER DIRE “NO” AI VELENI

“L’insopportabile contraddizione” è più che uno sguardo artistico sulla Puglia dei veleni, è un sincero gesto d’amore, un invito a reagire e a mettersi in cammino per cambiare il destino di questa terra meravigliosa che è sempre di più stretta nella morsa dell’inquinamento. Noel Gazzano, artista e antropologa Italo-Americana, ha pensato di creare un’opera d’arte che coinvolgesse direttamente il territorio, che lo attraversasse e lasciasse un segno tangibile di speranza. Mostrerà con il suo stesso corpo, paese dopo paese, l’insopportabile contraddizione tra bellezza e rischio. Con questo intento, dal 19 al 22 aprile camminerà da una costa all’altra della Puglia, da Brindisi a Taranto, spingendo una una barella attraverso paesini di campagna e colossi dell’industria pesante. La barella si trasformerà da simbolo di malattia in segno di rinascita: durante il viaggio vi germoglieranno delle piantine di canapa, in grado di sanare i terreni inquinati,che verranno piantate e regalate nell’ultima tappa. Un NO ai veleni che in tal modo diviene collettivo, pronunciato con forza assieme agli abitanti delle zone più colpite.

A sostegno del progetto è stata lanciata una campagna crowdfunding sulla piattaforma Produzioni dal Basso che mira a realizzare una mostra itinerante con il materiale fotografico e video raccolto durante la performance.

Le tappe:
1°giorno 19 aprile: Brindisi-Mesagne
2°giorno 20 aprile: Mesagne-Oria
3°giorno 21 aprile: Oria-San Giorgio Jonico
4° giorno 22 aprile:Taranto (lungomare-città vecchia-zona industriale-Masseria Carmine)

Si uniranno alla prima tappa il comitato NO al Carbone di Brindisi e all’arrivo a Taranto Vincenzo Fornaro della Masseria Carmine (TA).
Gli aggiornamenti sono disponibili sulla pagina Facebook: L’insopportabile contraddizione

TARANTO: NON PARTONO I LAVORI STRADALI A SAN VITO, ATT: “PROMESSE DISATTESE”

Sarebbero dovuti partire ieri i lavori, annunciati dagli assessori comunali di Taranto Lucio Lonoce e Vincenzo Di Gregorio durante un’assemblea avvenuta a febbraio, per il rifacimento del manto stradale a San Vito (TA), utili a risolvere, fra l’altro, l’annoso problema dell’allagamento di viale Jonio. L’intervento, però, non è stato ancora avviato. La presidente dell’ATT, Associazione Taranto Turismo, Irene Lamanna, che ieri ha incontrato una rappresentanza di commercianti e residenti della zona, auspica che si tratti di un semplice ritardo e che “quanto prima si possa arrivare alla soluzione di questo problema che esiste ormai da ben quarant’anni”. “La situazione delle strade è vergognosa”, ha proseguito Lamanna. La speranza è che i lavori non vengano avviati a ridosso dell’estate in quanto creerebbero disagi notevoli ai cittadini e ai turisti. Nel corso dell’incontro, sono stati evidenziati altri problemi del territorio di San Vito, fra i quali l’acqua e la fogna. “Avevamo saputo che l’incarico dell’esproprio delle strade era stato dato in affidamento all’Infrataras, ma, da voci di corridoio, pare che questo incarico sia stato revocato e che probabilmente a tempo debito verrà riaffidato all’acquedotto pugliese– spiega ancora la presidente ATT -. Chissà se tra qualche anno vedremo una via d’uscita. In alcune strade i lavori sono stati fatti, ma non possono utilizzare acqua e fogna perché manca l’impianto di sollevamento. E la risposta degli enti è che sono strade private”.

TARANTO, TERMINATO IL RECUPERO DELLA GRU CROLLATA IN MARE

Sono terminati i complessi lavori di recupero della gru DM7 crollata in mare la sera del  11 dicembre 2014, data in cui l’infrastruttura asservita all’operatività della banchina collassò improvvisamente,  finendo in mare e trascinando con sé anche due operatori che si trovavano in attività sulla stessa.

A darne notizia è la Guardia Costiera di Taranto, che in  una nota riepiloga le fasi della vicenda.

“Le operazioni di salvataggio dei due operatori furono dirette dalla Capitaneria di Porto di Taranto, con l’intervento immediato di uomini e mezzi del citato Comando che, anche grazie alla  collaborazione dei piloti ed ormeggiatori del porto di Taranto, riuscirono a trarre in salvo i malcapitati.

Il recupero della gru è stato effettuato dalla società Micoperi, ditta specializzata all’avanguardia europea, incaricata delle operazioni, che nella giornata di ieri ha appunto comunicato a questa Autorità marittima il termine dell’attività dopo un periodo di lavoro durato alcuni mesi.

Tutte le operazioni, a cominciare  dalla delicata fase di progettazione degli interventi,  sono state svolte sotto il costante controllo e con la diretta collaborazione della Capitaneria di porto  – Guardia Costiera di Taranto, che ha operato un’attenta valutazione delle attività necessarie nelle singole fasi delle operazioni, adottando, di volta in volta, i provvedimenti, anche di natura regolamentare, resi necessari dalle particolari condizioni di lavoro, oltre ad assicurare una costante vigilanza via terra e via mare in ordine al regolare svolgimento delle attività stesse.

La perfetta riuscita della delicata operazione, eseguita anche con l’ausilio di sommozzatori e tecnici specializzati della Micoperi, è stata possibile grazie anche alla grande professionalità e perfetta sinergia determinatasi tra gli equipaggi della Micoperi, i piloto del porto, gli ormeggiatori ed i rimorchiatori.

È stata così restituita al porto ed alla città di Taranto – conclude la nota –  un’importante area operativa commerciale, funzionale allo svolgimento delle attività ed operazioni portuali, nell’interesse dell’intera collettività cittadina”.

TARANTO: REFERENDUM 17 APRILE, CONFCOMMERCIO SI SCHIERA PER IL “SÌ”

Tutela del mare e diversificazione dell’economia tarantina: queste le ragioni che hanno spinto la Confcommercio di Taranto a schierarsi per il “Sì” al referendum di domenica prossima 17 aprile sulle trivellazioni in mare. All’incontro di questa mattina presso la sede dell’Associazione in Viale Magna Grecia con il Presidente Leonardo Giandrande è intervenuto anche l’ex Procuratore della Repubblica Francesco Sebastio, pienamente d’accordo con la scelta di Confcommercio.

PORTO DI TARANTO, ZONA FRANCA DOGANALE: OK AL REGOLAMENTO

Si è tenuta oggi la seduta del Comitato Portuale del porto di Taranto. Tra i vari argomenti, come informa una nota a firma del commissario, l’avvocato Sergio Prete, il Comitato si è soffermato, in particolare, sulla firma, in data odierna, dell’Ordinanza con cui è stato emanato il ‘”Regolamento per il funzionamento della Zona Franca Doganale” del porto di Taranto che disciplina le modalità di funzionamento della stessa, le attività consentite agli utilizzatori, i relativi obblighi e l’utilizzo delle aree, oltre a prevedere le ipotesi di insediamento produttivo e le attività di competenza dell’Autorità Portuale.

Come noto sin dal maggio 2014 la Direzione Interregionale Doganale per la Puglia, il Molise e la Basilicata, aveva autorizzato l’istituzione di una “Zona Franca Aperta non interclusa di Tipo H”, su apposita area all’interno del Porto di Taranto, attribuendo all’Autorità Portuale i compiti di gestione della Zona Franca medesima secondo le modalità del regime del deposito doganale privato di tipo C. Successivamente, in data 09.09.2014, l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli di Taranto aveva adottato il Disciplinare di Servizio “Zona Franca Doganale, non interclusa, di tipo II (ZFD) ex art. 799, par. 1, leti, b) del Reg. CEE nr. 2454/93 (DAC)”, con il quale aveva regolamentato l’operatività della Zona Franca nel Porto di Taranto con indicazione, tra l’altro, degli adempimenti a carico del Soggetto titolare della ZFD. Trattandosi della prima ed unica Zona Franca doganale esistente in Italia – fatta eccezione del porto franco di Trieste, gestito direttamente dall’Agenzia delle Dogane – che rappresenta un unicum nell’ordinamento giuridico italiano e comunitario, l’AP e l’Agenzia delle Dogane ne hanno finora vagliato i possibili profili di gestione. A conclusione del predetto iter, si è pertanto giunti all’emanazione dell’Ordinanza n. 08/16 in data odierna che ha emanato il “Regolamento per il funzionamento della Zona Franca Doganale'” del porto di Taranto in cui viene sancita la modalità di gestione diretta da parte dell’Autorità Portuale. A partire dalla data odierna, pertanto, tutte le imprese interessate ad operare nella stessa possono procedere con la fase di accreditamento nell’apposita lista dei soggetti accreditati. L’Ordinanza n. 08/16 e il Regolamento ad essa allegato sono disponibili per il download sull’Albo Pretorio del sito istituzionale dell’Ente, www.port.taranto.it.

Durante la stessa seduta il Comitato ha, inoltre, discusso: della ricezione in data 24.03.2016 del ricorso proposto in data 17 marzo da Italcave SpA innanzi al Tar Puglia per l’annullamento del bando di Gara pubblicato in data 22.02.2016 dall’AP di Taranto avente ad oggetto la concessione del Molo Polisettoriale conformemente alla funzione d’uso indicata nel PRP. Il ricorso, che dovrà essere eventualmente valutato nel merito alla luce della memoria difensiva dell’AP, non contempla la richiesta di sospensiva e, pertanto, non impedisce lo svolgimento della procedura ad evidenza pubblica.

Una storia, quella dei ricorsi alla giustizia amministrativa, che andrebbe regolamentata, soprattutto quando si mettono a rischio opere importanti che potrebbero e dovrebbero dare ritorni al territorio e non vantaggi a singoli operatori che da anni agiscono in regime di monopolio senza, in questo caso, alcun frutto per il territorio.

L’Autorità Portuale ha poi sottoscritto l’accordo con la Cementir SpA sulla base del quale la società ha rinunciato a richiedere il rinnovo della concessione della banchina denominata Calata IV e delle aree a ciglio banchina, impegnandosi a ristrutturare la banchina stessa con oneri a proprio carico e ad arretrare di circa 20 mt l’esistente struttura in carpenteria. Calata 4 sarà lasciata libera e sarà quindi disponibile per tutti gli operatori interessati. L’istanza presentata prevede il mantenimento dell’attuale concessione di una parte residuale del IV sporgente in concessione all’Ilva SpA ed un’area a ridosso della strada di collegamento. Infine, “l’impegno da parte del Commissario Straordinario – su proposta dei rappresentanti dei lavoratori, approvata all’unanimità dal Comitato Portuale – di richiedere in tempi brevissimi, in considerazione della scadenza della Cassa Integrazione in data 11.09.2016 dei 530 lavoratori di TCT Sri in liquidazione, l’attivazione di un tavolo urgente presso il Ministero del Lavoro e il Ministero dello Sviluppo Economico finalizzato a monitorare ed ad individuare tempestivamente i possibili percorsi da intraprendere a salvaguardia della occupazione. Percorsi e soluzioni che sono comunque collegati all’esito della procedura di affidamento in concessione del Molo Polisettoriale”.

TARANTO: NUOVO PARCHEGGIO SAN VITO, LAMANNA (ATT): “MEGLIO SE COMUNALE”

A San Vito nasce un nuovo parcheggio. I lavori di pulizia del terreno sono iniziati due giorni fa. Secondo Irene Lamanna, Presidente dell’Associazione Taranto Turismo, si tratta di un terreno privato, con cui l’Amministrazione comunale, dunque, non c’entra nulla; lo stesso terreno che un paio di anni fa aveva chiesto che fosse dato in comodato d’uso gratuito alla chiesa per gli utenti. Oppure, continua Lamanna in una lettera aperta, nel frattempo, il terreno sarebbe stato acquisito dal Comune e pertanto il parcheggio verrà affidato all’Amat. Fra l’altro, la cartellonistica apposta indica lavori per il rifacimento dei marciapiedi e non di realizzazione di un’area parcheggio. Pertanto, la Presidente di ATT, favorevole ad interventi di miglioramento di San Vito, chiede chiarimenti all’Amministrazione comunale.