BARI: TRASPORTI, LA V^ COMMISSIONE REGIONALE APPROVA DUE DELIBERE

In commissione trasporti ed ambiente, presieduta da Filippo Caracciolo, due delibere proposte dalla sezione programmazione e gestione hanno ottenuto all’unanimità il parere favorevole. Si tratta del documento riguardante la programmazione della spesa per l’anno corrente delle agevolazioni tariffarie in favore di determinate categorie di utenti e quello contenente le modalità di ripartizione del fondo regionale dei trasporti.

BARI: STAGIONE BALNEARE, GATTA: “FINALMENTE ACCOLTI I NOSTRI APPELLI”

“Finalmente la Giunta regionale si accorge che c’è un’economia che ruota attorno ai lidi e al turismo balneare. Dopo anni di richieste e appelli, qualcosa si muove per garantire l’apertura dei lidi ben oltre la stagione balneare”. Lo dichiara Giandiego Gatta, vicepresidente del Consiglio regionale. “La programmazione della stagione, peraltro, – aggiunge – è partita sempre in ritardo negli ultimi anni, con la precedente giunta che faceva “orecchie da mercante”. Si parlava tanto di destagionalizzazione turistica, ma poi si impediva l’attività dei lidi oltre il mese di settembre, anche in presenza di fattori meteoclimatici assolutamente favorevoli nella nostra bellissima regione. Speriamo – conclude Gatta – che questo segni l’inizio di una nuova era, in cui si guardi al turismo legato al mare con più attenzione di quella riservata fino ad oggi”.

BARI: RIUSO ACQUE REFLUE IN AGRICOLTURA, DOMANI GIANNINI E DI GIOIA ILLUSTRANO LE NOVITÀ

Domani, martedì 19 aprile, alle ore 11.00, presso la sala “Guaccero” del Consiglio regionale (II piano – via Capruzzi), gli assessori alle Infrastrutture, Giovanni Giannini e alle Risorse Agroalimentari, Leo di Gioia illustreranno alla stampa le novità per il riuso delle acque reflue in agricoltura. Il territorio pugliese è povero di acque dolci di superficie e acque potabili e il riuso delle acque reflue, opportunamente affinate in appositi impianti, è strategico per l’agricoltura e l’ambiente. Infatti la Regione Puglia da qualche anno è impegnata nell’attivazione di tutte quelle iniziative, sia regolamentari che infrastrutturali, finalizzate al perseguimento di pratiche irrigue in agricoltura attraverso il riutilizzo delle acque reflue urbane. Durante la conferenza stampa saranno illustrati anche i nuovi finanziamenti per gli interventi per l’attivazione e l’esercizio di sistemi di recupero e riutilizzo in agricoltura delle acque reflue urbane depurate, destinati a Comuni, Province, Città Metropolitana, Consorzi di Bonifica, ARIF, Enti Parco e soggetti gestori di aree naturali protette della Regione Puglia.

REFERENDUM, IN PUGLIA AFFLUENZA DEL 28,28%. SI VOTA FINO ALLE 23.00, POI LO SPOGLIO

In relazione al referendum odierno relativo alla durata delle concessioni per lo sfruttamento dei giacimenti di idrocarburi in mare, secondo i dati diffusi dal Ministero dell’Interno, alle ore 19.00, in Puglia si è recato alle urne il 28,28% degli aventi diritto; in Basilicata è stata registrata la percentuale più alta d’Italia, ovvero il 33,3%. Forte affluenza a Lecce (33,79%), seguita da Bari (28,5%) e Taranto (28,31%). Nel brindisino ha votato il 27,61%, mentre nella BAT (provincia di Barletta-Andria-Trani), il 24,58%. Sotto la media nazionale (23,48%) Foggia, con il 23,29%.

I seggi, aperti questa mattina alle 7.00, chiuderanno alle ore 23.00. Subito dopo inizieranno le operazioni di spoglio delle schede.

PIANO DI RIORDINO, M5S DENUNCIA: “AVVIATA RIORGANIZZAZIONE NELLE ASL NONOSTANTE IL RINVIO DEL PIANO”

I Consiglieri Regionali del Movimento 5 Stelle Marco Galante e Mario Conca hanno protocollato un’interrogazione urgente diretta all’Assessore alla Sanità Michele Emiliano chiedendo quali azioni intenda intraprendere nei confronti delle ASL pugliesi che stanno già provvedendo alla riorganizzazione dei singoli reparti, del personale e degli orari di funzionamento, secondo quanto previsto da un Piano di Riordino che tuttavia non è stato ancora approvato.

“Abbiamo appreso infatti che alcune ASL – dichiarano Galante e Conca – tra cui quella di Taranto starebbero già attuando quanto previsto dal Piano di riordino. È il caso dell’Ospedale di Grottaglie ove i reparti di ortopedia e ostetricia e ginecologia saranno ridotti ad H12. Tuttavia – ricordano i cinquestelle – il Piano di riordino si può intendere approvato solo previa valutazione positiva da parte del Ministero della Salute, del Ministero delle Economie e delle Finanze e previe ulteriori delibere di giunta. Senza tralasciare il dettaglio non insignificante secondo cui la riorganizzazione dei posti letto si determina progressivamente nel triennio 2016-2018. Si può desumere dunque che l’atteggiamento intrapreso dalle singole ASL in tali circostanze debba essere considerato illegittimo e per questo abbiamo chiesto al Governatore/Assessore Emiliano quali siano le azioni che intenda intraprendere per evitare qualsivoglia arbitraria interpretazione del Piano di Riordino da parte delle singole ASL e quali azioni intenda intraprendere per impedire che gli atti posti in essere dalle ASL in spregio alla normativa nazionale possano produrre effetti”.

I pentastellati concludono ricordando ancora una volta come qualunque intervento di riorganizzazione, comunque successivo all’adozione definitiva del piano di riordino, debba per legge essere preceduto anche dall’approvazione dei singoli atti aziendali che, secondo quanto previsto dalla normativa nazionale vigente, costituiscono lo strumento giuridico obbligatorio attraverso cui si possono riorganizzare complessivamente gli assetti ospedalieri.

BARI: REGIONE, MOZIONE M5S: “I MEDICI SCELGANO SE LAVORARE PER PUBBLICO O PRIVATO”

I consiglieri regionali del Movimento 5 Stelle hanno presentato una mozione per chiedere ad Emiliano di schierarsi contro la libera professione per i medici del Sistema Sanitario Nazionale. “L’attività professionale di intramoenia così come di extramoenia esercitata dei medici del SSN è oramai una palese stortura prevista dal nostro ordinamento – dichiarano i consiglieri Mario Conca e Marco Galante, componenti della commissione sanità – che costituisce non solo una forma di evidente conflitto di interessi e quindi di rischio speculativo da parte dei sanitari, ma contribuisce direttamente all’allungamento delle liste d’attesa e quindi ad inquinare una delle basi fondanti del nostro sistema sanitario, ovvero il principio di appropriatezza. Questi meccanismi definiscono una visione di sanità che include il ‘profitto’ offendendo quindi i principi di equità e solidarietà che hanno ispirato il Servizio Sanitario Nazionale, fino a compromettere il rapporto di fiducia e di stima che si deve stabilire tra chi ha bisogno di cure e il suo medico”. I pentastellati ricordano come già la Conferenza Stato Regioni del 14 febbraio 2002 considerava che “il criterio dell’appropriatezza e quindi anche l’erogazione delle prestazioni entro tempi appropriati alle necessità di cura degli assistiti rappresenta una componente strutturale dei Livelli Essenziali di Assistenza”. La libera professione intramoenia rappresenta una forma di finanziamento delle ASL e delle Aziende Ospedaliere Universitarie che ammonta a circa un miliardo di euro all’anno e, secondo i consiglieri pentastellati, anche in tal senso si evidenzia un consistente rischio di conflitto di interessi. “Con la presenza nello stesso stabilimento di pubblico e privato accreditato e/o convenzionato si attua una vera e propria discriminazione per reddito – dichiarano i cinquestelle – che si pone in contrasto con il diritto alla salute sancito dalla carta costituzionale. Questo si configura, tra i tanti casi noti, nell’episodio spesso segnalato dagli utenti: quando un cittadino ha necessità di diagnosi e cure (ad esempio una Tac), capita assai spesso che si senta dire ‘l’appuntamento sarebbe tra sei mesi, ma si può fare anche oggi pomeriggio, sempre qui in ospedale, se lei paga”.

BARI: XILELLA, COLDIRETTI PUGLIA: “ORA IL CONSIGLIO REGIONALE VOTI PER IL FUTURO DELL’OLIVICOLTURA SALENTINA”

“La proposta di legge passata in Consiglio regionale è una lettura parziale dei bisogni dell’agricoltura salentina. Comprendiamo le preoccupazioni di una parte del Governo della Regione Puglia, ma in un contesto di disagio del territorio e delle imprese agricole da anni in attesa dei primi interventi operativi contro la Xylella Fastidiosa, non ci aspettavamo una norma di tale genere. Auspichiamo in un prossimo futuro una capacità di lettura complessiva del fenomeno Xylella, poiché stiamo affrontando una patologia mai riscontrata prima al mondo e le imprese agricole si aspettano di essere accompagnate lungo il percorso necessario alla salvaguardia e alla promozione delle proprie attività e del paesaggio del Salento”. E’ il Presidente della Coldiretti Puglia, Gianni Cantele, a commentare la proposta di legge a firma di Sergio Blasi (PD) in materia di “Misura di tutela delle aree colpite da Xylella fastidiosa e/o co.di.ro”. “E’ stato approvato un provvedimento che, pur riducendo da 15 a 7 anni il lasso temporale – incalza il Direttore di Coldiretti Puglia, Angelo Corsetti – interviene sull’eventuale edificabilità, in uno scenario in cui gli imprenditori agricoli stanno chiedendo a gran voce che vengano individuate senza indugio le specie resistenti alla Xylella, perché non hanno alcuna intenzione di abbandonare i propri oliveti. Ci aspettiamo, dunque, che il Consiglio regionale si impegni ad attivare tutte le misure utili ad accompagnare le nostre imprese olivicole che oggi rischiano di non avere più alcuna fonte di reddito e a finanziare la ricerca affinché il Salento diventi un «laboratorio a cielo aperto», anche alla luce dei risultati dello studio dell’EFSA che ha confermato che il ceppo batterico di Xylella fastidiosa sub specie pauca è responsabile del Complesso del disseccamento rapido dell’olivo (CoDiRO), la malattia che sta disseccando gli ulivi. Va valutata anche l’ipotesi degli innesti di varietà che sembrano più tolleranti al batterio sugli alberi monumentali del nostro territorio, perché non possiamo lasciare nulla di intentato nella conservazione di un bene irriproducibile e di valore inestimabile per il territorio”. Secondo lo studio dell’EFSA anche l’oleandro e la poligala a foglie di mirto soccombono al ceppo pugliese del batterio, mentre gli agrumi, la vite e il leccio sembrerebbero resistergli. Il progetto è stato finanziato dall’EFSA ed ha coinvolto gli scienziati del CNR per due anni. In Puglia sono state sottoposte a sperimentazione diverse colture mediterranee, come l’olivo, la vite, gli agrumi, il mandorlo, il pesco, il ciliegio e il susino, ma anche specie forestali come il leccio ed ornamentali, come l’oleandro e la poligala a foglie di mirto, esponendole al batterio tramite inoculo artificiale o ad insetti vettori infetti in prove di campo.