ASL LECCE: ENNESIMA AGGRESSIONE AL PERSONALE 118

“La Direzione Generale ASL Lecce esprime la più totale solidarietà nei confronti di tutto il personale del 118 coinvolto nell’aggressione e condanna fermamente un episodio che, purtroppo, si inscrive in una catena di accadimenti simili divenuta ormai non più tollerabile. Si tratta di atti e comportamenti non degni di una società che possa definirsi civile, perché oltre a ledere la dignità, quando non il fisico, del personale impegnato in delicate attività di soccorso, rendono più complicato e difficoltoso lo svolgimento di un pubblico servizio che, contro ogni ragionevolezza, è sottoposto ad una deplorevole e ingiustificabile pressione.”
“L’ennesima aggressione ai danni del personale del 118 si è verificata ieri sera a Lecce, nei pressi dell’ex Galateo, dove un’ambulanza del SEUS 118 (proveniente dal vicino ex “Fazzi”) è intervenuta rapidamente per prestare soccorso alle vittime di un incidente stradale. L’equipaggio – fa sapere il direttore del 118, Maurizio Scardia – si è subito prodigato nel prendersi cura di una donna incinta e di un minore ma, per tutta risposta, i parenti di un’altra donna rimasta coinvolta nel sinistro hanno cominciato a dare in escandescenze, inveendo e minacciando in particolare l’autista dell’ambulanza, che ha poi sporto denuncia assieme agli altri operatori.”

SCOPERTA A LECCE CASA DI RIPOSO ABUSIVA PER ANZIANI, DENUNCIATO IL TITOLARE

Nel corso dei servizi di prevenzione generale e controllo economico del territorio, a seguito di segnalazione pervenuta al numero di pubblica utilità “117”, le Fiamme Gialle, d’intesa con la locale Procura della Repubblica, hanno eseguito nei giorni scorsi un’attività di servizio che ha portato alla scoperta, nel capoluogo salentino, di una casa di riposo abusiva per anziani. Gli accertamenti esperiti dai finanzieri del Gruppo Lecce hanno permesso di individuare una struttura ricettiva, priva delle prescritte autorizzazioni, che ospitava al suo interno 5 anziani, risultati peraltro essere allettati e non autosufficienti.

Dai riscontri eseguiti congiuntamente al personale dell’A.S.L. di Lecce, è emerso che la cooperativa salentina non era in possesso dei requisiti organizzativo-gestionali per poter ospitare persone affette da grave deficit psico-fisico – alle quali venivano anche somministrati farmaci nelle ore notturne. Per tale circostanza si è proceduto, successivamente, alla segnalazione al Comune di Lecce che, con proprio provvedimento, ha disposto la chiusura dell’attività e l’adozione di misure necessarie per tutelare le persone ospitate. Nel corso delle operazioni di accesso, i Finanzieri hanno proceduto altresì ad individuare quattro dipendenti “irregolari” che si occupavano della gestione quotidiana degli ospiti, come ad esempio la somministrazione di alimenti e bevande, la cura dei posti letto e degli spazi condivisi. Nei confronti degli stessi sono in corso approfondimenti volti a verificare la correttezza delle assunzioni nonché le eventuali inosservanze alle disposizioni in materia di sommerso di lavoro, mentre il titolare della struttura ricettiva è stato deferito alla locale Autorità Giudiziaria per non aver ottemperato agli obblighi di comunicazione degli alloggiati.

OTRANTO: MAXI SEQUESTRO DI MARIJUANA

La Guardia di Finanza ha portato a termine un’importante operazione aeronavale, nel Basso Adriatico, con il supporto dei mezzi aeronavali impegnati nell’operazione “THEMIS 2018” dell’Agenzia FRONTEX coordinata, a livello nazionale, dall’lnternational Coordination Centre (I.C.C.), istituito presso il Comando Operativo Aeronavale Guardia di Finanza di Pratica di Mare (RM) e in Puglia, dal Gruppo Aeronavale di Taranto. In particolare, i mezzi aeronavali hanno intercettato, in pieno giorno, al largo di Santa Maria di Leuca (LE), un potente motoscafo, che navigava a lento moto verso le coste italiane con la linea di galleggiamento dello scafo particolarmente bassa. Questo dettaglio ha insospettito i finanzieri che hanno intimato l’alt al natante sospetto a cui i conducenti non hanno ottemperato, aumentando peraltro la velocità per sottrarsi al controllo. Le vedette delle Fiamme Gialle, però, sono riuscite, dopo un breve inseguimento ad elevata velocità, ad abbordare il motoscafo in movimento ed a bloccarlo. A bordo dell’imbarcazione i militari hanno individuato nella cabina di prua ben 49 colli di sostanza stupefacente tipo marijuana. Il mezzo utilizzato per l’illecito traffico, un motoscafo veloce lungo 10 metri circa, è stato sequestrato e condotto agli ormeggi della Sezione Operativa Navale Guardia di Finanza di Otranto (LE). Gli scafisti, A. M. di 34 anni, E. A. di 30 anni, entrambi di Valona e M. G. di 65 anni, nato a La Spezia, sono stati arrestati per detenzione e traffico internazionale di stupefacenti e posti a disposizione della competente Autorità Giudiziaria. La marijuana sequestrata dai finanzieri era confezionata in involucri di varie dimensioni, per un peso di circa una tonnellata che, complessivamente, al mercato clandestino avrebbe fruttato al dettaglio quasi dieci milioni di euro. Attivata anche in questa circostanza la ormai stabile e consolidata collaborazione operativa e informativa con le Autorità di polizia albanesi, tramite il Nucleo di Frontiera Marittima della Guardia di Finanza di stanza a Durazzo e l’Ufficio di Collegamento della Polizia Albanese in Italia. La perfetta sinergia tra la componente aeronavale del Corpo ed i Reparti territoriali delle Fiamme Gialle pugliesi, sta consentendo, grazie ai proficui rapporti di collaborazione esistenti con le varie Procure della Repubblica, di contrastare efficacemente i sodalizi criminali che gestiscono i traffici illeciti via mare i quali, proprio nel periodo estivo, sfruttano la presenza delle numerose imbarcazioni da diporto che affollano la costa salentina, per confondersi tra i turisti che incrociano le rotte del basso Adriatico. Dall’inizio dell’anno 2018, sono state sequestrate 9 imbarcazioni, quasi 13 tonnellate di marijuana e 28 sono gli scafisti arrestati dalla Guardia di Finanza in Puglia. L’operazione aeronavale appena conclusa dalle unità aeronavali delle Fiamme Gialle è la conferma dell’efficienza del dispositivo messo in atto dalla Guardia di Finanza quale “polizia del mare”, a contrasto dei traffici illeciti rivolti verso le coste nazionali e dell’Unione Europea.

LECCE: ARRESTATA LA RAPPRESENTANTE LEGALE DI UN ISTITUTO DI VENDITE GIUDIZIARIE

Al termine di complesse indagini coordinate dalla Procura della Repubblica di Lecce ed eseguite dalla Guardia di Finanza della stessa città, è stata tratta in arresto, con l’accusa di peculato, T. R. (classe 1973), nativa di Lecce, rappresentante legale di una società operante nel settore delle vendite e delle aste giudiziarie. Le indagini, avviate in seguito ad alcune denunce presentate da soggetti che dopo aver preso parte ad aste gestite dalla società investigata non avevano ottenuto in restituzione le cauzioni versate, venivano orientate a verificare la regolarità della procedure adottate dall’Istituto per la vendita all’incanto di beni pignorati disposte dal Tribunale Civile di Lecce nell’ambito di varie procedure esecutive. Gli approfondimenti investigativi eseguiti mediante l’escussione in atti di numerosi partecipanti alle aste, avvalorati dalla disamina della documentazione acquisita sia presso la citata società che trasmessa dalla competente Sezione del Tribunale di Lecce che già aveva rilevato ripetute irregolarità nelle procedure di vendita dei beni, hanno permesso di acclarare che la rappresentante legale della società, in occasione di ben 33 distinte procedure esecutive, si era impossessata delle somme versate a titolo di cauzione dai partecipanti all’asta (14 casi) ovvero del ricavo derivante dalla vendita dei beni pignorati (19 casi) incassando il relativo corrispettivo. Dai riscontri in tal modo eseguiti si appurava come in esito alle delineate condotte illecite l’indagata si era appropriata indebitamente di una somma di danaro complessivamente quantificata in € 81.202,32. Emergeva, inoltre, che la medesima, nel mese di febbraio dello scorso anno, aveva costituito una nuova società di cui pure risultava rappresentante legale, esercente la medesima attività della precedente alla quale nel frattempo era stata revocata la concessione a causa di numerose anomalie rilevate dalla stessa Sezione del Tribunale Civile di Lecce e di una sentenza di condanna di primo grado per falsità ideologica commessa da pubblico ufficiale e turbata libertà degli incanti emessa a carico della stessa. Attesa la gravità e la ripetitività delle condotte poste in essere dall’indagata, ulteriormente avvalorate dalla presentazione di una falsa denuncia di furto di somme provenienti dalle citate vendite giudiziarie (circa 26.000 euro), e rilevato il concreto pericolo che questa potesse reiterate i propri illeciti comportamenti per il tramite della neocostituita società, il Giudice per le Indagini Preliminari, aderendo alle richieste formulate dal Pubblico Ministero titolare delle indagini, ha emesso apposita ordinanza di misure cautelari degli arresti in carcere nei confronti della rappresentante legale della società per l’ipotesi di reato di peculato, disponendo il sequestro preventivo per equivalente di beni alla stessa riconducibili per importo pari alla somma indebitamente sottratta alle casse giudiziarie. Il provvedimento è stato eseguito nella mattinata odierna in Roma, dove l’indagata si era recata per motivi personali.

SPACCIO STUPEFACENTI E USURA, SEQUESTRATI BENI PER 1,5 MILIONI DI EURO

Nell’ambito di complesse indagini di natura patrimoniale e finanziaria, militari del G.I.C.O. del Nucleo Polizia Economico Finanziaria della Guardia di Finanza di Lecce, hanno dato esecuzione ad un decreto di sequestro patrimoniale emesso dalla locale A.G., nei confronti di due soggetti appartenenti ad una nota organizzazione criminale affiliata alla S.C.U. dedita all’usura, all’estorsione ed all’abusivo esercizio del credito. L’attività info-investigativa svolta dai finanzieri del G.I.C.O. ha permesso di verificare l’esistenza dei presupposti legislativi per l’applicazione delle misure di prevenzione personali e patrimoniali ai sensi della vigente legislazione antimafia nei confronti del citato sodalizio e di accertare, inoltre, la presenza di inconfutabili elementi attestanti l’elevata pericolosità sociale degli investigati e la loro propensione a delinquere. Nel corso delle indagini venivano eseguiti approfonditi accertamenti patrimoniali e finanziari, che: – facevano emergere l’intestazione di diversi cespiti ai prossimi congiunti dei proposti, i quali, al fine di eludere la normativa antimafia, dichiaravano fittiziamente residenze diverse; – permettevano di accertare l’esistenza di una netta sperequazione tra le disponibilità economico – patrimoniali e la ben più modesta posizione reddituale da questi dichiarata. Le risultanze investigative venivano comunicate al Sostituto Procuratore della Direzione Distrettuale Antimafia dr. Valeria FARINA VALAORI, la quale inoltrava, al Tribunale di Lecce, apposita richiesta di applicazione della misure di prevenzione personale e patrimoniale disciplinate dal D.lgs. 159/2011. In data 15.06.2018, la A.G., ha disposto il sequestro dei beni mobili, immobili e delle disponibilità finanziarie che non hanno trovato giustificazione nei redditi dichiarati e nelle attività svolte dai due soggetti proposti per l’applicazione della misura di prevenzione e dai loro familiari. In particolare sono stati sottoposti a vincolo reale 9 immobili destinati ad uso abitativo ed 1 terreno ubicati nel comune di Lecce e San Cesario di Lecce, 2 autovetture, 1 motociclo nonché disponibilità finanziarie esistenti su 11 rapporti di conto/deposito e 3 polizze assicurative, per un valore complessivo quantificato in 1,5 milioni di euro. I beni posti sotto sequestro sono stati affidati all’amministrazione di un custode giudiziario appositamente nominato dal Tribunale di Lecce.

SGOMINATA ORGANIZZAZIONE CRIMINALE ITALO-ALBANESE DEDITA AL TRAFFICO INTERNAZIONALE DI DROGA

I finanzieri dei Nuclei di Polizia Economico Finanziaria di Lecce e Brindisi, al termine di complesse indagini codelegate dalla Procura della Repubblica – Direzione Distrettuale Antimafia di Lecce, stanno eseguendo una ordinanza di custodia cautelare nei confronti di 4 persone (2 in carcere e 2 ai domiciliari) appartenenti ad un’organizzazione dedita al traffico internazionale di sostanze stupefacenti. L’inchiesta, convenzionalmente denominata “Bogotà”, ha accertato il coinvolgimento nei traffici illeciti di 51 soggetti di nazionalità italiana ed albanese, tutti deferiti alla Procura della Repubblica di Lecce per detenzione e traffico di stupefacenti, di cui 10 tratti in arresto in flagranza di reato nel corso di varie operazioni di servizio svolte nel corso delle indagini in varie località italiane (Bolzano – Livorno – Lecce e Brindisi), con il sequestro di rilevanti quantitativi di stupefacente (600 Kg di Marijuana, 21 Kg di Hashish, 2 Kg di Cocaina e 32 Kg di Eroina) e di numerosi mezzi utilizzati per il trasporto dello stupefacente stesso quali imbarcazioni, furgoni ed autovetture modificate con sofisticati doppifondi. Gli indagati, strutturati in vari gruppi criminali erano radicati nelle Province salentine di Lecce e Brindisi con “proiezioni operative” in Lombardia, Emilia Romagna, Toscana, Sardegna, Basilicata e persino in Belgio, ove usavano approvvigionarsi di ingenti quantitativi di cocaina che successivamente distribuivano sulle piazze locali. Dalle indagini è inoltre emerso come, in alcuni casi, usassero fornire “supporto logistico” anche ad altri gruppi criminali stanziati in Albania, individuando gli immobili ove custodire lo stupefacente giunto via mare ed alloggiare gli scafisti e gli altri sodali preposti alle operazioni di sbarco, fornendo ove necessario anche la disponibilità di mezzi ed autisti per il trasporto dello stupefacente verso varie destinazioni su tutto il territorio nazionale. In esito agli elementi raccolti dai finanzieri del G.O.A. di Lecce e della Sezione Mobile del Nucleo di Brindisi al temine di complesse investigazioni supportate dall’utilizzo di sofisticate tecnologie d’indagine, il G.I.P. presso il Tribunale di Lecce dott. Michele Toriello ha emesso su richiesta del Pubblico Ministero della Direzione Distrettuale Antimafia, (ora nominato Procuratore aggiunto presso la Procura di Bari) dott. Alessio Coccioli, un provvedimento restrittivo della libertà personale nei confronti di due soggetti di nazionalità albanese L. E. classe 1980 e M.M. classe 1989 e della misura cautelare degli arresti domiciliari a carico di due soggetti di nazionalità italiana A.D.M. classe 1969 originario di Cellino San Marco ma residente a Torchiarolo e E.V.F. classe 1983, originario di Mesagne e residente ad Erchie, accusati di traffico di stupefacenti. Al termine delle operazioni gli arrestati verranno condotti in carcere a disposizione dell’autorità Giudiziaria requirente.

INTERCETTATO UN ALTRO VELIERO CON MIGRANTI NEL SALENTO, ARRESTATI I DUE SCAFISTI MOLDAVI

Nella tarda mattinata di ieri, al largo della costa salentina, gli assetti aeronavali della Guardia di Finanza, impegnati anche nell’operazione “Poseidon Sea 2018” dell’Agenzia FRONTEX coordinata, a livello nazionale, dall’lnternational Coordination Centre (I.C.C.) istituito presso il Comando Operativo Aeronavale Guardia di Finanza di Pratica di Mare (RM) e in Puglia, dal Gruppo Aeronavale della Guardia di Finanza di Taranto, hanno localizzato e monitorato, senza soluzione di continuità per numerose ore, un’imbarcazione sospettata di trasportare migranti irregolari. In particolare, al largo di Santa Maria di Leuca (LE), a 11 miglia dalla costa, in acque territoriali italiane, i militari delle unità navali del Reparto Operativo Aeronavale della Guardia di Finanza di Bari hanno intercettato il veliero diretto verso le coste italiane, sospetto per l’insolita navigazione sempre a motore e con la linea di galleggiamento molto bassa. I finanzieri sono riusciti ad abbordarlo e a salire a bordo, nonostante le cattive condizioni del mare, rilevando la presenza di numerosi migranti irregolari stipati sottocoperta nelle cabine di bordo e individuando due skipper russi alla conduzione del mezzo. Il veliero monoalbero, della lunghezza di circa 12 metri, di colore bianco e scafo blu, battente bandiera statunitense e denominato “Bon Jovi”, è stato scortato presso il porto di Leuca (LE), dove è giunto nel tardo pomeriggio per consentire lo sbarco dei migranti. In banchina era già pronto il dispositivo di accoglienza, anche sanitario, predisposto dal Piano Prefettizio e attivato a cura del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Lecce, in coordinamento con la locale Prefettura e Questura. Successivamente, la stessa imbarcazione è stata condotta nel porto di Gallipoli per essere sottoposta a sequestro. I 60 migranti di presunta nazionalità curda, pakistana e indiana, suddivisi in diversi nuclei famigliari, di cui 42 uomini adulti, 7 donne di cui due in stato di gravidanza e 11 minori (2 non accompagnati, collocati presso case famiglia della zona), sono stati condotti presso il locale Centro d’accoglienza “Don Tonino Bello” di Otranto (LE). All’esito degli approfondimenti di polizia giudiziaria, svolti dai militari della Sezione Operativa Navale della Guardia di Finanza di Gallipoli e dal “pool antimmigrazione investigativo interforze”, sono stati arrestati per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina e posti a disposizione della competente Autorità Giudiziaria, gli scafisti, C.N. di 24 anni e C.V. di 23 anni, di nazionalità moldava.

L’operazione aeronavale, condotta dalle unità aeronavali delle Fiamme Gialle, conferma l’efficienza del dispositivo di presidio marittimo, sistematicamente attivo, messo in atto dalla Guardia di Finanza quale “polizia del mare”, a contrasto dei traffici illeciti rivolti verso le coste nazionali e dell’Unione Europea. Il pattugliamento aeronavale sarà ulteriormente intensificato, soprattutto con l’approssimarsi della stagione estiva ed il miglioramento delle condizioni meteomarine. Dall’inizio dell’anno sono oltre 200 i migranti irregolari, provenienti da mare, giunti in Puglia, 10 gli scafisti arrestati e 5 le imbarcazioni sequestrate dalla Guardia di Finanza.

GUARDIA DI FINANZA: ARRESTATI I RESPONSABILI DEL FURTO DI UN NATANTE

Il 5 novembre scorso, il proprietario di un’imbarcazione, dopo aver appreso del furto del proprio natante, segnalava al servizio di pubblica utilità 117 del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Lecce, la scomparsa dello stesso, fornendo tra l’altro, anche la presumibile posizione in mare. Poche ore dopo, una unità navale delle Fiamme Gialle di Otranto intercettava, nelle acque antistanti San Cataldo (LE), un gommone corrispondente alle caratteristiche descritte dal denunciante, con a bordo tale M. M. di 63 anni, gravato da numerosi precedenti di polizia specifici, che veniva tratto in arresto in flagranza di reato per furto aggravato. Il natante veniva restituito al legittimo proprietario. All’esito degli immediati accertamenti di polizia giudiziaria esperiti, i finanzieri della Sezione Operativa Navale della Guardia di Finanza di Otranto potevano appurare che M.M. aveva agito insieme a due complici. In seguito alle indagini disposte dalla Procura della Repubblica di Lecce, i militari del Corpo, avvalendosi di specifiche tecniche investigative, compresa l’analisi delle immagini del sistema di videosorveglianza portuale di Otranto, ricostruivano gli accadimenti della notte tra il 4 ed il 5 novembre 2017, riuscendo ad identificare A. A. di anni 30 e N. A. di anni 36, entrambi pluripregiudicati di Bari, che venivano segnalati all’A.G. competente per “furto aggravato”, in concorso con M.M.. Sulla scorta delle investigazioni dei finanzieri, l’Autorità Giudiziaria emetteva due ordinanze di custodia cautelare, consistenti nella misura degli arresti domiciliari a carico dei soggetti citati, che venivano eseguite dai militari della Sezione Operativa Navale Guardia di Finanza di Otranto e dal Nucleo di Polizia Economico –Finanziaria di Bari, ponendo agli arresti, presso le rispettive residenze, i due pluripregiudicati.

FRODE FISCALE INTERNAZIONALE, SCOPERTA EVASIONE DA 48 MILIONI DI EURO

Una maxi evasione fiscale da 48 milioni di euro è stata scoperta dal Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria della Guardia di Finanza di Lecce, nell’ambito di una complessa attività investigativa che ha portato all’individuazione di una società cipriota stabilmente operante in Italia nel commercio all’ingrosso di fiori. La frode fiscale è stata accertata al termine di investigazioni delegate dalla Procura della Repubblica di Lecce, protrattesi per due anni e condotte anche mediante il ricorso a forme di cooperazione internazionale – in materia fiscale – con organi collaterali di paesi esteri, quali Cipro, Lettonia, Olanda e Federazione Russa. Le indagini svolte hanno permesso di disvelare un articolato sistema fraudolento posto in essere da tale società, avente sede legale in Cipro ma operante di fatto in Italia attraverso una “stabile organizzazione”, istituita presso una sede secondaria ubicata nel capoluogo salentino. Per mezzo di tale “stabile organizzazione” è stata esercitata, in maniera occulta ed in totale evasione d’imposta, una lucrosa attività imprenditoriale consistente nell’acquisto di fiori da produttori agricoli dei Comuni di Leverano e Taviano e nella successiva esportazione verso la Russia, ad una società a capo di una catena commerciale operante nel settore della vendita di articoli floreali. Nel concreto, come emerso dall’analisi della copiosa documentazione acquisita nel corso delle indagini e della successiva verifica fiscale eseguita presso la sede leccese della società cipriota, formalmente preposta alle sole operazioni di raccolta e confezionamento dei fiori per la successiva spedizione in Russia, (misurazione, pesatura, controllo di qualità, imballaggio, refrigerazione e carico sugli automezzi), veniva di fatto svolta una vera e propria attività commerciale, ponendo in essere (per mezzo di proprio personale ed utilizzando i locali e le attrezzature ivi presenti), tutte le operazioni necessarie alla conclusione di validi contratti con i produttori agricoli, dalla contrattazione alla determinazione del prezzo e delle restanti condizioni di vendita, fino alle operazioni di confezionamento e trasporto dei fiori verso l’effettivo destinatario dei beni, in Russia. Al fine di occultare i rilevanti redditi cosi conseguiti, la stabile organizzazione italiana aveva interposto una società con sede negli Emirati Arabi, di fatto non operativa sul territorio nazionale e sconosciuta agli stessi produttori agricoli, cui aveva fittiziamente ricondotto le operazioni di acquisto dei fiori dai produttori locali. Operando in tal modo, la società cipriota ha omesso di registrare e dichiarare i ricavi della vendita dei fiori, complessivamente quantificati, dal 2013 al 2017, in 48 milioni di euro, che sono stati invece surrettiziamente attribuiti alla predetta società araba, fiscalmente residente in uno Stato estero e quindi non soggetta a tassazione sul territorio italiano. Il rappresentante legale della società verificata ed il preposto per la sede secondaria di Lecce, entrambi di nazionalità russa, sono stati deferiti all’AG procedente per le ipotesi di reato di cui all’art. 3 del D.Lgs. 74/2000.

TRUFFAVANO L’INPS PERCEPENDO INDEBITAMENTE PENSIONI DI INVALIDITÀ CIVILE, 6 DENUNCIATI

I finanzieri del Comando provinciale di Lecce hanno denunciato sei salentini, tutti residenti fuori dai confini dello Stato, che beneficiavano illecitamente di pensioni di invalidità civile erogate dall’Inps pur vivendo e lavorando stabilmente all’estero. Tali soggetti, stabilitisi di fatto in Svizzera e in Germania, per eludere l’attenzione ricevevano emolumenti assistenziali attraverso accrediti su conti correnti oppure ritiravano le somme allo sportello durante le permanenze, saltuarie, in Italia. Gli accertamenti, condotti attraverso l’incrocio dei dati trasmessi dall’Inps e dai comuni del Salento, sono stati estesi a circa 3.900 posizioni ed hanno permesso di controllare flussi di spesa pubblica per oltre 106 milioni di euro. Gli autori degli illeciti sono stati denunciati alla Procura della Repubblica di Lecce per il reato di truffa aggravata ai danni dello Stato ed è stato possibile constatare l’indebita percezione di emolumenti per circa 400 mila euro. Tra i casi più eclatanti è stata individuata una donna, originaria di Campi Salentina e residente stabilmente in Germania, che ha eluso i controlli per oltre 27 anni, percependo in tal modo, indebitamente, 78 mila euro nonché un uomo, originario di Trepuzzi e residente stabilmente in Germania, il quale, attraverso l’indebita attribuzione di un secondo Codice fiscale, ha beneficiato di una doppia identità che gli ha permesso di intascare illegittimamente somme per complessivi 45 mila euro in 13 anni. L’attività svolta rientra nei primari compiti del corpo a tutela della spesa pubblica nazionale, con la finalità di assicurare la corretta erogazione delle prestazioni sociali derivanti dal prelievo fiscale, a garanzia di quei contribuenti meritevoli del diritto legittimo.