SEQUESTRATI DAI FINANZIERI UNA PISTOLA E 1,5 KG DI SOSTANZA STUPEFACENTE, UN ARRESTO

I militari del Gruppo della Guardia di Finanza di Foggia, per tutto il mese dello scorso luglio, hanno posto in essere una mirata attività di polizia giudiziaria volta al contrasto dei traffici illeciti, ed in particolare alla repressione di quelli inerenti le sostanze stupefacenti e le armi, estesa a tutto il territorio dei comuni di Cerignola e di Margherita di Savoia. L’operazione si inquadra nel contesto più generale di intensificazione delle attività di controllo economico del territorio, anche ai fini della sicurezza pubblica, disposta dal Comando Provinciale di Foggia, in aderenza alle direttive Ministeriali e alle decisioni assunte in sede di Comitato Provinciale per l’Ordine e Sicurezza Pubblica. Nel corso di tali servizi, i militari, in agro di Cerignola, dopo aver notato un’autovettura FORD FIESTA marciante a velocità sostenuta e il comportamento visibilmente sospetto del conducente, procedevano al pedinamento della stessa fino al quartiere Torricelli dove veniva fermata e sottoposta a controllo di polizia. Alla guida è risultata C.C. di anni 26 di Cerignola con precedenti per delitti contro l’ordine pubblico, il patrimonio e la fede pubblica, sprovvista di patente di guida, perché mai conseguita. Insospettiti dal suo stato di agitazione, i Finanzieri procedevano alla perquisizione del veicolo rivenendo 20 bustine di cellophane con all’interno altrettante dosi di sostanza stupefacente del tipo marijuana, abilmente occultate e pronte per essere spacciate. Le ulteriori attività di perquisizione, svolte presso il domicilio dell’interessata, consentivano di rinvenire e sequestrare ulteriori gr. 26 di Cocaina, cica 1 Kg. di hashish e gr. 450 di Marijuana, unitamente a materiale vario utilizzato per il confezionamento delle singole dosi di stupefacenti, ed ancora, una pistola semiautomatica, calibro 9 con matricola abrasa completa di caricatore e 11 cartucce. Al termine delle operazioni, C.C. è stata tratta in arresto per detenzione abusiva di armi e stupefacenti per fini di spaccio ed associata presso la Casa Circondariale di Foggia a disposizione dell’Autorità Giudiziaria. Proseguono incessanti le attività di polizia giudiziaria dirette alla repressione del traffico e dello spaccio di sostanze stupefacenti, che recentemente hanno, altresì, consentito l’individuazione e il sequestro di circa 4 tonnellate di cannabis in piantagioni perfettamente attrezzate scoperte nei comuni di Margherita di Savoia e Trinitapoli.

ATTO INTIMIDATORIO AI DANNI DEL SINDACO DI MONTE SANT’ANGELO, SOLIDARIETÀ DA LEGAMBIENTE

«Esprimiamo solidarietà e vicinanza a Pierpaolo d’Arienzo, Sindaco di Monte Sant’Angelo, per l’atto intimidatorio ai danni della sua auto, distrutta ieri dalle fiamme – dichiara Francesco Tarantini, presidente Legambiente Puglia. Il susseguirsi di minacce e ritorsioni, che segna il territorio del Gargano, rimarca ancora una volta la gravità di un fenomeno, connesso a un disagio sociale profondo. Combattere la criminalità organizzata sollecita l’intervento non solo delle autorità competenti, ma anche dei cittadini che devono mobilitarsi in tal senso». L’atto incendiario, di probabile matrice mafiosa, è avvenuto a breve distanza da quello agito nei confronti di Domenico Rignanese, funzionario dello stesso comune.
(foto di repertorio)

GDF FOGGIA: OPERAZIONE “MERCANTI NEL TEMPIO”

I militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Foggia, dalle prime di stamattina, stanno eseguendo 13 misure cautelari personali nei confronti di pubblici ufficiali, consulenti e professionisti per reati contro la pubblica amministrazione, il patrimonio e la fede pubblica.

OPERAZIONE GDF “DELIRIUM”, ESEGUITE 9 MISURE CAUTELARI PER SPACCIO DI STUPEFACENTI E FURTO

I militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Foggia, nelle prime ore di oggi, hanno dato esecuzione ad una ordinanza di custodia cautelare in carcere ed agli arresti domiciliari, emessa dal G.I.P. presso il Tribunale di Foggia, nei confronti di 9 soggetti ritenuti responsabili dei reati di spaccio aggravato di sostanze stupefacenti, del tipo hashish, marijuana e cocaina e di furto aggravato . L’operazione costituisce l’epilogo di complesse e prolungate investigazioni di polizia giudiziaria, tecniche e convenzionali, delegate dalla Procura della Repubblica di Foggia al dipendente Nucleo pef e relative ad un diffuso e consolidato traffico di sostanze stupefacenti in essere nelle cittadine di Orta Nova (FG) e Cerignola (FG). Le attività investigative hanno avuto inizio a seguito dell’arresto, in data 23/09/2017, di un agente di polizia penitenziaria in servizio presso la casa circondariale di Foggia, per l’accertata introduzione in carcere, ai fini dello spaccio tra i detenuti, di gr. 500 di sostanza stupefacente del tipo Hashish e gr. 9 di sostanza del tipo cocaina. Le conseguenti indagini consentivano di individuare sia il “fornitore” dell’agente di polizia penitenziaria sia il destinatario dello stupefacente, quest’ultimo un pregiudicato di origini leccesi recluso all’epoca dei fatti nell’istituto penitenziario dauno per scontare una condanna per omicidio volontario. Dal complesso delle attività tecniche svolte nei confronti degli indagati, il dipendente Nucleo pef acquisiva concreti elementi di responsabilità in ordine ad una frenetica e diffusa attività di spaccio di sostanze stupefacenti, di ogni tipo, nelle richiamate cittadine della provincia In detto contesto di indagine, tra il novembre 2017 ed il gennaio 2018, sono stati “ricostruiti” numerosissimi episodi illeciti inerenti la cessione, l’acquisto e la detenzione, ai fini di spaccio, di complessivi 11,6 Kg. di hashish e di 200 gr. di marijuana e sono stati materialmente sottoposti a sequestro, in data 23/01/2018, kg. 4,768 di Hashish e grammi 40 di marijuana.
Le indagini tecniche e le correlate attività di riscontro hanno poi permesso di disvelare, a carico di tre dei ristretti, il progetto di assalto ad un erogatore bancomat di un istituto di credito della zona, approntato in ogni suo dettaglio operativo. E’ stata difatti accertata, poco prima dell’azione, la disponibilità di tutto lo strumentario necessario all’assalto, ovvero: la pala metallica, denominata “marmotta”, per l’introduzione dell’esplosivo nella bocchetta di erogazione del denaro, la carica esplosiva ed il cosiddetto “ariete” per lo sfondamento della porta di accesso in vetro della banca, nonché “chiodi a tre punte”, fari abbaglianti ed estintori per rallentare, in caso di necessità, l’inseguimento delle auto delle Forze dell’Ordine. il GIP presso il Tribunale di Foggia, in accoglimento della proposta avanzata dalla locale Procura della Repubblica – che ha condiviso in pieno le risultanze investigative acquisite dalle Fiamme Gialle – ha disposto la misura cautelare degli arresti in carcere nei confronti di F.C., di anni 21, residente a Cerignola, gravato da precedenti di polizia, tra gli altri, per associazione a delinquere finalizzata alle rapine in danno di furgoni porta valori e di istituti di credito, soggetto contiguo a clan malavitoso cerignolano, L.M.S., di anni 27 residente a Cerignola, gravato da precedenti di polizia per resistenza, S. P., di anni 29, in atto ristretto presso la Casa Circondariale di Rossano Calabro per molteplici reati, tra i quali omicidio volontario, affiliato a clan criminale attivo a Lecce, L.C., di anni 22, residente ad Orta Nova, gravato da precedenti di polizia per spaccio di sostanze stupefacenti, P.L., di anni 25, residente ad Orta Nova, incensurato, L.D.G., di anni 25, residente ad Orta Nova, gravato da precedenti di polizia per stupefacenti, e quella degli arresti domiciliari a carico di M.S., di anni 29, residente a Cerignola, con precedenti di polizia per reati in materia di stupefacenti, contro il patrimonio e la persona [tentato omicidio], V.B., di anni 37, residente ad Orta Nova, gravato da precedenti di polizia per reati contro il patrimonio ed in materia di stupefacenti, T.C., di anni 21, residente ad Orta Nova, incensurato.

FOGGIA: ARRESTATO CITTADINO EGIZIANO AFFILIATO ALL’ISIS

Un 58enne cittadino egiziano, naturalizzato italiano, sposato con un’italiana e presidente dell’associazione culturale di Foggia “Al Dawa”, è stato arrestato dagli agenti della Digos con l’accusa di essere affiliato all’Isis, sulla base di investigazioni scaturite da alcune pubblicazioni su internet. All’operazione, coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Bari, hanno collaborato gli uomini della Guardia di finanza.  Perquisizioni sono state effettuate nella sede dell’associazione, posta sotto sequestro insieme ai conti correnti dell’uomo.

(foto di repertorio)

 

GDF SEQUESTRA BENI PER 2,5 MILIONI DI EURO

I Finanzieri del Comando Provinciale di Foggia hanno concluso una complessa attività di polizia giudiziaria, coordinata dalla locale Procura della Repubblica, denunciando all’A.G. 30 indagati, ritenuti responsabili, in ragione delle rispettive attribuzioni, dei reati di usura, estorsione, detenzione abusiva di armi, ricettazione e di abusivismo bancario e finanziario. Nel corso delle indagini, che hanno fatto piena luce su un vasto e ramificato fenomeno cittadino coinvolgente artigiani, imprenditori e numerose persone in gravi difficoltà economiche impossibilitate a rivolgersi ai normali canali creditizi, i militari hanno accertato l’applicazione di tassi usurai, che spaziavano dal 25% al 6.800% su base annua, su prestiti in denaro contante, quantificati in oltre 200.000,00 euro, nonché su oltre cinquecento casi di cambioassegni a titolo oneroso. Al fine di aggredire anche i patrimoni illecitamente accumulati dai componenti il sodalizio criminale foggiano, collegato ad ambienti della criminalità organizzata, le Fiamme Gialle hanno avviato, contemporaneamente alle investigazioni di natura penale, mirati accertamenti patrimoniali nei confronti di tutti gli indagati e dei rispettivi nuclei familiari, che hanno consentito di dimostrare:
che il patrimonio a loro riconducibile risultava essere il frutto delle attività illecite perpetrate nel tempo o il reimpiego dei relativi proventi;
la totale sproporzione tra i beni accumulati ed i redditi dichiarati, questi ultimi di importi tali da non essere sufficienti neppure a soddisfare le primarie esigenze di vita.

La Procura della Repubblica di Foggia, sulla base degli elementi probatori raccolti dagli investigatori, ha richiesto al locale Tribunale l’applicazione di misure ablatorie su una serie di beni posseduti dagli indagati ,e specificatamente individuati come in loro possesso o nella loro disponibilità immediata. Il G.I.P. del Tribunale di Foggia, valutato anche il concreto pericolo che gli stessi beni potessero essere alienati a terzi, ha disposto quindi il sequestro preventivo, ex art 12 sexiex della L. 356/1992, di 50 box, 14 appartamenti, quote societarie di 4 imprese e 8 autovetture, per un valore complessivo di circa 2,5 milioni di euro. Il provvedimento ablatorio, su istanza di taluni indagati, è stato sottoposto al vaglio del Tribunale del Riesame di Foggia che ha confermato la validità delle fonti di prova acquisite e la misura adottata dal G.I.P.. Da ultimo, in data 26/09/2017, l’A.G. inquirente ha emesso, nei confronti di gran parte degli indagati, avviso di conclusione delle indagini preliminari, prodromico ad una successiva richiesta di rinvio a giudizio. L’intero patrimonio, in attesa dell’udienza camerale, sarà gestito da un amministratore giudiziario e, in caso di successiva confisca, potrà essere impiegato per fini sociali. Continua incessante l’attività della Guardia di Finanza Dauna diretta a prevenire e contrastare ogni forma di infiltrazione della criminalità nel tessuto economico e nel sistema finanziario, con mirate investigazioni che consentono di ricercare i canali utilizzati per il riciclaggio ed il reimpiego dei proventi di reato e di individuare e sequestrare i capitali ed i patrimoni illecitamente accumulati.

OPERAZIONE GDF “SACRA RELIQUIA”, DUE ARRESTI

Nei giorni scorsi, i Finanzieri del Comando Provinciale di Foggia, all’esito un’articolata indagine di Polizia Giudiziaria d’iniziativa, hanno tratto in arresto C.E., di anni 48, originario di Orta Nova, e P.G., di anni 61 anni, originario di Cerignola, in flagranza dei reati di detenzione illegale di armi, ricettazione e violazione della normativa per la tutela dei beni culturali. L’operazione ha preso spunto da una segnalazione relativa ad un presunto traffico di armi e reperti archeologici ad opera di più soggetti operanti tra Cerignola e Foggia. La meticolosa ed immediata attività investigativa posta in essere dalle Fiamme Gialle del Gruppo di Foggia ha permesso di individuare con precisione i luoghi in cui potesse essere custodito il materiale oggetto di segnalazione. Una prima serie di perquisizioni d’iniziativa posta in essere nei comuni di Orta Nova e Foggia ha permesso di rinvenire e sottoporre a sequestro: sei fucili da caccia calibro 12, illegalmente detenuti, di cui tre con matricola abrasa, due trattori agricoli risultati essere di provenienza furtiva ed una cornice di una tela pittorica, risalente al 1600, sottratta diversi anni fa da una chiesa rurale di Palazzo d’Ascoli in agro di Ascoli Satriano (FG).

Ulteriori riscontri investigativi, acquisiti nel corso delle operazioni, hanno permesso di estendere le perquisizioni a Cerignola presso i locali di pertinenza di un noto professionista dove i finanzieri si sono trovati davanti ad un vero e proprio “museo” costituito da circa 350 reperti archeologici ed hanno altresì rinvenuto numerose armi da fuoco antiche, risalenti al periodo 1600-1800, ed armi moderne complete di munizioni. Nel dettaglio: una pistola modello COLT cal. 25 con caricatore rifornito e pronta all’uso, ed una pistola mitragliatrice modello MAUSER C96, calibro 7,63 (famosa pistola da guerra tedesca utilizzata sia nella prima che nella seconda guerra mondiale) provvista di caricatore.

I numerosi reperti archeologici sequestrati, all’esito di una preliminare analisi tecnica della locale Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio, sono risultati essere costituiti da vasellame, statue votive, monili in oro, pietra e bronzo di eccezionale rarità, riferiti al periodo Dauno, Sannita e Romano, costituenti corredi funerari di tombe depredate. Tra i reperti più antichi, degni dei più prestigiosi musei, vanno citati: un tipico “vaso filtro” dipinto, diversi, eleganti e ricercati crateri con anse a volute decorate da testine di Medusa, una pregiatissima coppia di ferma trecce in lamina d’oro e un raffinato contenitore per oli profumati di pasta vitrea colorata. Trafugati in una tomba di un guerriero sannita due pregevoli ganci di bronzo che ornavano il tipico cinturone. Presenti anche i caratteristici vasi “tipo Gnathia” ricoperti di vernice nera e decorati con eleganti motivi vegetali e floreali. Tutti i reperti archeologici ritrovati (circa 350 pezzi) saranno oggetto di approfondite perizie tecniche e di catalogazione da parte della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio di Foggia. Sono in corso ulteriori accertamenti per valutare l’autenticità e l’origine di una reliquia appartenuta al beato Papa Innocenzo XI (1611-1689).

OPERAZIONE “SPARTACUS”, QUATTRO ARRESTI PER DOPING

Nell’ambito di un’attività coordinata dalla Procura della Repubblica di Foggia, personale della Guardia di Finanza di Foggia e della Squadra Mobile di Foggia hanno eseguito la misura cautelare degli arresti domiciliari nei confronti di:
CARICCHIA Maurizio nato a Foggia classe 1969; BRUNO Domenico nato a Foggia classe 1988; RINALDI Jonata nato a Manfredonia (FG) classe 1991; ABAZIA Gianfranco nato a Foggia classe 1970.
L’attività d’indagine ha preso impulso dalla denuncia sporta dal padre di Giovanni Racano, giovane bodybuilder foggiano, quando il figlio veniva ricoverato, in gravissime condizioni di salute, presso gli O.O.R.R. di Foggia e, successivamente, trasferito presso l’ospedale S. Paolo di Bari dove, il 17 aprile, 2016 moriva. Pertanto, personale della Squadra Mobile e della Guardia di Finanza hanno intrapreso un’attività info-investigativa nei confronti del preparatore atletico di Racano e di altri soggetti che gravitano nel mondo dei bodybuilder.

Le attività d’indagine sono state corroborate da attività tecniche di intercettazione telefonica ed ambientale. Grazie alle attività tipiche e atipiche d’indagine, quali pedinamenti, osservazioni e perquisizioni, sono stati individuati alcuni luoghi in cui gli indagati occultavano i farmaci dopanti che commercializzavano. Il 4 maggio 2016 è stato individuato un immobile in via Polare, in uso a Claudio Imperio, dove, a seguito di perquisizione locale, sono stati rinvenuti numerosi farmaci di natura dopante e sono stati constatati l’utilizzo e la somministrazione degli stessi in quel luogo.

Pertanto, è stato tratto in arresto Claudio Imperio. Il 10 giugno, grazie alle risultanze di alcuni servizi di osservazione e pedinamento nei confronti di Caricchia, sono state individuate due palestre a Cassano allo Ionio (CS) dove presumibilmente si andava a rifornire di farmaci dopanti lo stesso Caricchia. Nelle palestre, di proprietà di Vincenzo Dattoli, a seguito di perquisizione, sono stati trovati e sequestrati numerosi farmaci dopanti. Dattoli è stato arrestato.

Dall’attività di osservazione e pedinamento di Caricchia, è stato constatato che lo stesso, in più occasioni si recava presso un garage in via Ruggiero Grieco, a Foggia, risultato essere di proprietà del fratello Michele. Pertanto, il 9 giugno 2016, nelle more della perquisizione eseguita presso il Bar e l’abitazione di Caricchia, l’atto di p.g. si estendeva anche al garage in questione. Nella circostanza, ben occultati in alcuni cartoni, sono stati trovati numerosi farmaci di natura dopante risultati essere nella disponibilità proprio di Caricchia.

Analoga situazione si presentava per quanto riguarda l’indagato Domenico Bruno. Infatti, a seguito di alcuni servizi di osservazione, è stato individuato un locale interrato in via Natola nella disponibilità di Bruno D., di proprietà del padre. Il 20 giugno 2016 si è proceduto alla perquisizione dell’immobile, dove sono stati trovati e sequestrati numerosi farmaci dopanti di provenienza illegale. Mirate perquisizioni effettuate a carico di Abazia Gianfranco e Rinaldi Jonata, presso le rispettive abitazioni ed alcune palestre, hanno consentito di rinvenire vari farmaci destinati alla commercializzazione. Durante l’indagine si è proceduto al sequestro di oltre 1.500 confezioni di farmaci dopanti di provenienza illecita.

GDF FOGGIA: OPERAZIONE “BABY PUSHER”

I Finanzieri del Comando Provinciale di Foggia hanno dato esecuzione stamattina a 3 provvedimenti di custodia cautelare in carcere e notificato 3 obblighi di dimora nei confronti di sei persone tutte ritenute responsabili dei reati di detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti a soggetti in giovanissima età. L’indagine, convenzionalmente denominata “BABY PUSHER”, ha preso spunto da un’autonoma attività di monitoraggio dei luoghi di abituale aggregazione dei ragazzi, con particolare riferimento alle scuole e ai vari locali della città di Lucera. I riscontri acquisiti dalle Fiamme Gialle della locale Tenenza sono stati immediatamente partecipati alla Procura della Repubblica di Foggia che ha assunto la direzione delle indagini rivelatesi, da subito, articolate e complesse per l’elevato numero di ragazzi, spesso minorenni, interessati dal consumo di sostanze stupefacenti di ogni tipologia, e per le tecniche elusive usate da giovanissimi spacciatori che, adottando un linguaggio criptato, evitavano i controlli delle Forze dell’Ordine.

In alcuni casi è emerso che i soggetti coinvolti, da semplici assuntori anche di gruppo, con il passare del tempo, si sono trasformati in spacciatori o in procacciatori di clienti, creando una fitta rete di acquirenti tra i loro coetanei, anche al fine di autofinanziare l’acquisto di ulteriori partite di stupefacenti. La prima fase dell’attività operativa, iniziata nel 2016, ha portato all’arresto, in flagranza di reato, di due, spacciatori S.L. di anni 22 e S.M. di anni 23, nonché al sequestro, complessivo, di un ingente quantitativo di sostanza stupefacente tra marijuana, hashish e cocaina. Nel corso delle investigazioni sono stati registrati oltre 250 episodi di spaccio. Il G.I.P. presso il Tribunale di Foggia, in accoglimento della proposta avanzata dalla locale Procura della Repubblica – che ha condiviso in pieno le risultanze investigative acquisite dai Finanzieri della Tenenza di Lucera – ha disposto l’esecuzione di una misura cautelare nei confronti di:

A.T. di anni 48, C.G. e M.A. entrambi di anni 20, attinti da ordinanza di custodia cautelare in carcere ed associati presso la casa circondariale di Foggia;

F.A., di anni 23, A.S. di anni 21 e B.B. di anni 19, sono stati sottoposti all’obbligo di dimora.

Nel corso di ulteriori perquisizioni domiciliari, eseguite in data odierna, nell’abitazione di A.T. sono state rinvenute e sottoposte a sequestro 50 dosi di cocaina, pronte per essere spacciate. L’operazione di servizio testimonia ancora una volta la costante attenzione che le Fiamme Gialle pongono per il contrasto dell’attività di spaccio delle sostanze stupefacenti al fine di arginare il fenomeno ed incidere costantemente sui canali di distribuzione verso un mercato che registra, purtroppo, un costante aumento di giovani consumatori.

SEQUESTRO RECORD DI MARIJUANA: BLOCCATO MOTORYACHT AL LARGO DEL GARGANO, ARRESTATI 3 SCAFISTI

Il dispositivo di sorveglianza aeronavale delle Fiamme Gialle, che pattuglia senza sosta le acque del basso Adriatico, ha intercettato, la notte scorsa, un’imbarcazione sospetta che dirigeva verso le coste pugliesi. Gli assetti aeronavali della Guardia di Finanza, impegnati anche nell’operazione “TRITON 2017” dell’Agenzia FRONTEX, sono stati indirizzati verso l’obiettivo insospettiti per la rotta di navigazione tenuta dal natante e in particolare per la sua linea di galleggiamento molto bassa, segno di un carico atipico. Alla vista delle unità della Guardia di Finanza, i trafficanti hanno tentato di darsi alla fuga verso il largo, nonostante l’alt intimato dagli uomini delle Fiamme Gialle a bordo di mezzi navali in forza al Gruppo Aeronavale di Taranto ed ai Reparti Operativi Aeronavali di Bari e Termoli.

Poco dopo, l’imbarcazione fuggitiva è stata fermata e abbordata al largo di Vieste (FG). I finanzieri, saliti a bordo, hanno accertato la presenza di numerosi involucri tipicamente utilizzati per trasportare la marijuana ed hanno individuato i tre scafisti. Il mezzo utilizzato per l’illecito traffico, un motoryacht di colore bianco, lungo 17 metri circa, battente bandiera statunitense, è stato successivamente portato agli ormeggi della Sezione Operativa Navale della Guardia di Finanza di Manfredonia e sottoposto a sequestro. Gli scafisti, M.F. di 54 anni, V.E. 28 anni e M.E. di 26 anni, tutti albanesi, sono stati arrestati per detenzione e traffico internazionale di stupefacenti e posti a disposizione della competente Autorità Giudiziaria.

La marijuana sequestrata dai finanzieri, confezionata in 185 colli di varie dimensioni, del peso complessivo di 3.992 kg, al mercato clandestino avrebbe fruttato al dettaglio circa 40 milioni di euro. Sono in corso mirati approfondimenti investigativi a cura del Comando Provinciale di Foggia, al fine di individuare gli ulteriori componenti dell’organizzazione criminale. Attivata anche in questa circostanza la ormai stabile collaborazione operativa ed investigativa con le Autorità di polizia albanesi, tramite il Nucleo di Frontiera Marittima della Guardia di Finanza di stanza a Durazzo.
La perfetta sinergia tra la componente aeronavale del Corpo, compresi gli assetti del Comando Operativo Aeronavale di Pomezia che coordina le operazioni Frontex in Italia, ed i Reparti operativi pugliesi, sta consentendo, grazie ai proficui rapporti di collaborazione esistenti con le Procure della Regione, di contrastare efficacemente i sodalizi criminali che gestiscono i traffici illeciti via mare. Infatti, dall’inizio dell’anno 2017, sono circa 28 le tonnellate di marijuana trasportata via mare sequestrate, 35 gli scafisti arrestati e 20 i natanti sottratti alle organizzazioni criminali dalla Guardia di Finanza in Puglia; ben oltre le 22 tonnellate sequestrate, nell’intero anno 2016, sempre dalle Fiamme Gialle pugliesi. Tale ultimo importante risultato conferma l’efficacia con cui il Corpo assolve alle sue funzioni esclusive di Forza di Polizia deputata alla “sicurezza del mare”.