OSTUNI: ARRESTATO L’AUTORE DI UNA VIOLENTA AGGRESSIONE

Prosegue l’attività di controllo del territorio da parte del personale del Commissariato di P.S. di Ostuni. In costante sinergia con le direttive rese dal Questore di Brindisi, Dottor Maurizio Masciopinto, finalizzate alla prevenzione e repressione dei reati in generale, e in special modo di quelli che ledono ed offendono la persona, nei giorni scorsi, i poliziotti del Commissariato ostunese, hanno tratto in arresto in flagranza di reato un noto pregiudicato del posto, conosciuto agli operatori e già in regime di arresti domiciliari con un fine pena al 2032 per reati gravissimi anche di stampo mafioso. L’arrestato, identificato in Giovanni Basile, Germania classe 1977, dopo le formalità di rito e come disposto dal PM di turno presso la Procura della Repubblica di Brindisi, Dottor Giampiero Nascimbeni, è stato portato in carcere.

Di seguito, i particolari dell’operazione: nella serata di sabato scorso, è giunta alla sala operativa del Commissariato una richiesta d’intervento in Villanova di Ostuni per forti grida provenienti dall’abitazione dell’arrestato domiciliare Basile; immediatamente sul posto, la Squadra Volante ha notato l’uomo con gli indumenti sporchi di sangue nonché la presenza di ulteriori macchie sul pianerottolo, sulla porta e all’interno della stessa casa. I primissimi accertamenti hanno permesso di rintracciare nel giardino dell’abitazione di Basile una persona in terra ridotta in fin di vita. Velocemente soccorsa da personale medico, è stata trasportata d’urgenza dapprima all’ospedale di Ostuni e di seguito, stabilizzata, presso quello di Brindisi nel reparto di neuro-chirurgia ove è tuttora in costante osservazione ma non in pericolo di vita. Gli sono state riscontrate varie fratture della zona cranica e facciale con una prognosi di 30 giorni salvo complicazioni.

La complessa indagine del Commissariato ostunese, nonostante i contorni di non collaborazione dei convolti, ha permesso di dimostrare la piena responsabilità di Basile quale autore del gravissimo pestaggio alla luce delle prove che sono state raccolte anche con l’ausilio di personale della Polizia scientifica di Brindisi.

Inoltre, nel corso della perquisizione dell’area interessata dal crimine, il personale operante ha trovato, seppur abilmente nascosta, una pistola calibro 6.35 perfettamente funzionante, non inserita all’interno della banca nazionale delle armi presenti in Italia e pertanto di importazione clandestina. Alla base del violento accadimento, vecchi rancori maturati nell’ambiente criminale in cui aggressore e aggredito sono inseriti; ciononostante l’attività investigativa prosegue. All’esito delle operazioni eseguite, tutte le evidenze probatorie sono state precisamente comunicate al Pubblico Ministero di turno presso la Procura della Repubblica di Brindisi. Questi, in perfetta sintonia con il quadro probatorio, ha disposto la traduzione di Basile in carcere con le accuse di tentato omicidio, lesioni gravissime e porto abusivo in luogo pubblico di arma da fuoco clandestina. L’aggredito inoltre è stato denunciato per il reato di porto in luogo pubblico di coltello che aveva con sé al momento dell’aggressione.

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