UTILIZZO ABUSIVO CONTRATTI DI LAVORO A TERMINE, 5 PRECARI TARANTINI AL PARLAMENTO...

UTILIZZO ABUSIVO CONTRATTI DI LAVORO A TERMINE, 5 PRECARI TARANTINI AL PARLAMENTO EUROPEO DI BRUXELLES

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Riceviamo e pubblichiamo un comunicato degli Avvocati Giuslavoristi Vincenzo De Michele – Fernando Caracuta – Luca Bosco. Nello specifico, 5 precari tarantini, non appartenenti al settore scolastico, riceveranno, primi in Italia, audizione da parte della Commissione Petizioni del Parlamento Europeo alla presenza della Commissione Europea e del Governo Italiano.

“L’utilizzo abusivo dei contratti di lavoro a termine da parte della Pubblica Amministrazione Italiana sarà l’argomento discusso il prossimo 22 marzo 2017 al cospetto della Commissione Petizioni del Parlamento Europeo. La pubblica udienza, in diretta streaming, alla presenza anche della Commissione Europea e del Governo italiano è l’importante risultato ottenuto a seguito della denuncia di 5 precari tarantini dipendenti o già dipendenti della ASL Taranto. I lavoratori tarantini sono i primi precari in Italia, non appartenenti al settore scolastico, a ricevere pubblica udienza da parte delle Istituzioni Comunitarie presso il Parlamento Europeo di Bruxelles nel simbolico edificio Altiero Spinelli. In particolare, con le loro petizioni i lavoratori tarantini hanno evidenziato i sistematici e reiterati abusi compiuti dallo Stato Italiano, il quale, da un lato ha omesso di adottare misure idonee a prevenire l’utilizzo abusivo dei contratti a termine da parte delle pubbliche amministrazioni, dall’altro non ha previsto delle adeguate sanzioni per l’utilizzo abusivo degli stessi. Ed, infatti, mentre il datore di lavoro privato, in caso di illegittimo utilizzo del contratto di lavoro a tempo determinato, viene sanzionato con la conversione in un contratto di lavoro a tempo indeterminato e condannato a risarcire al lavoratore il danno subìto. Il datore di lavoro pubblico, invece, fino a meno di un anno fa, risultava essere “esente”, o meglio, “esentato” da qualsivoglia sanzione. Per vedere un datore di lavoro pubblico sanzionato è necessario attendere la sentenza n. 5072 del 2016 della Suprema Corte di Cassazione che a Sezioni Unite ha previsto, quale sanzione per le pubbliche amministrazioni che violino la disciplina sul contratto a termine, la corresponsione di una indennità risarcitoria ricompresa tra le 2,5 e le 12 mensilità. Anche tale pronuncia, tuttavia, suscita fondati dubbi di compatibilità con l’ordinamento dell’Unione Europea in tema di sistema sanzionatorio per illegittima apposizione del termine ad un contratto di lavoro privatizzato alle dipendenze di amministrazioni pubbliche. Appare quanto mai discutibile, difatti, che l’attribuzione di una indennità compresa fra 2,5 e 12 mensilità dell’ultima retribuzione al dipendente pubblico, vittima di un’abusiva reiterazione di contratti di lavoro a tempo determinato, possa rappresentare quella misura equivalente ed effettiva da sempre indicata come necessaria da parte della Corte di Giustizia Europea. La seduta del prossimo 22 marzo 2017 sarà quasi interamente dedicata all’annosa questione del precariato pubblico e si discuterà non solo del caso italiano, ma anche di quello spagnolo e portoghese. Spetterà, poi, al Parlamento Europeo, ma soprattutto alla Commissione Europea, intervenire per garantire il rispetto della normativa comunitaria in tema di contratti a termine. Il 22 marzo, dunque, potrebbe essere una giornata storica per i precari italiani che, grazie alla denuncia dei lavoratori della provincia di Taranto, troveranno voce al Parlamento Europeo e potranno, quindi, denunciare la gravissima condizione in cui versano ormai da diversi decenni. Numerosi, infatti, sono i lavoratori precari che attendono, da tanto tempo, di ottenere giustizia davanti all’Autorità Giudiziaria, nazionale ed europea. La convocazione davanti al Parlamento Europeo è stata resa possibile grazie all’intenso e costante lavoro del sindacalista della FP CGIL Pierpaolo Volpe il quale ha evidenziato come da anni i precari pubblici si battono dentro e fuori i Tribunali al fine di ottenere la conversione del loro rapporto di lavoro precario in uno stabile a tempo indeterminato. Il 22 marzo Pierpaolo Volpe sarà a Bruxelles a discutere la propria petizione ed a rappresentare i precari tarantini, accompagnati ed assistiti dagli Avv.ti Vincenzo De Michele del Foro di Foggia, Sergio Galleano del Foro di Milano, Fernando Caracuta e Luca Bosco del Foro di Lecce”.

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