CONCORSO IDEE CITTÀ VECCHIA, GLI ARCHITETTI CHIEDONO DI VISIONARE LE PROPOSTE

“Finalmente, dopo mesi di attesa e varie richieste di informazioni a cui non abbiamo mai ricevuto risposta, da Invitalia spa, attraverso un corposo comunicato stampa veniamo a conoscenza di alcune importanti informazioni sul concorso internazionale di idee sulla Città vecchia di Taranto. Informazioni importanti perché si riferiscono agli esiti del Concorso e ai nominativi dei soggetti risultati vincitori. Per il momento dovremo accontentarci di conoscere solo i nominativi dei vincitori ed attendere i prossimi passi. Appena ci sarà data la possibilità di visionare le proposte presentate e quelle risultate alle prime posizioni, potremo formulare le nostre valutazioni in merito”.

“Intanto è doveroso complimentarsi con i vincitori e porgere un ringraziamento sentito e sincero a tutti i partecipanti. Ringraziamento perché, nonostante tutte le forti e persistenti perplessità che hanno caratterizzato la posizione del Consiglio dell’Ordine degli Architetti della provincia di Taranto su tutta la vicenda, grandi nomi dell’architettura nazionale si sono confrontati su Taranto e sulle sue complessità. Perplessità e dubbi innanzitutto sull’uso del concorso di idee scelto da Invitalia spa quale strumento per definire una visione strategica di un territorio, ruolo che spetterebbe più alla politica e non certo ai progettisti e che una pubblica amministrazione dovrebbe avocare a sé. Perplessità sul “non ruolo” assunto dal Comune di Taranto all’interno di tali scelte, cedute con Delibera di Giunta comunale ad un organismo governativo, per “incapienza” degli uffici comunali. Per questo motivo non comprendiamo, infatti, le ultime dichiarazioni di soddisfazione del Sindaco per l’esito di una procedura che ha completamente esautorato il Comune e la Città dalla responsabilità delle scelte”.

“Forti dubbi sul ruolo decisamente ingombrante di Invitalia spa nelle ultime vicende che riguardano la nostra città, definito da noi già in altre occasioni un commissariamento di fatto dei processi di governance del territorio. Perplessità sul mancato coinvolgimento di tutta la Città, avendo il Governo scelto di privilegiare il confronto solo con una parte di essa in tutti i processi decisionali e di trasformazione; processi decisi altrove e, tra l’altro, senza alcun confronto con le categorie sociali e professionali nonostante le ripetute richieste di dialogo. Dubbi e altro ancora su come nei documenti di corredo al Bando del Concorso venivano risolti e accantonati 50 anni di studi, ricerche, conoscenze, approfondimenti, idee e progetti già sviluppati, l’intero corpo del piano di recupero di Franco Blandino e la sua stessa figura ridotta a co-responsabile dello stato attuale del centro storico e additato di aver, con il proprio Piano, “contribuito alla trasformazione della Città Vecchia in quartiere dormitorio popolata prevalentemente da un ceto sociale disagiato e determinando una forte esclusione sociale della popolazione insediata”. Dubbi e perplessità legate al fatto che il nostro territorio e in particolare la Città vecchia non è all’anno zero in materia di progettualità, studi e ricerche. Lo stesso Piano Blandino, per mano del suo redattore, è in continuo aggiornamento ed è assolutamente ingeneroso oltre che totalmente falso attribuire il successo o meno di un Piano di recupero a quanto sia stato in esso scritto e non invece come lo stesso sia stato o meno correttamente messo in pratica negli ultimi 50 anni, anni di totale e colpevole abbandono dell’Isola Oltre un anno fa l’Ordine degli Architetti di Taranto ha aperto la strada della conoscenza di questo territorio alla grande architettura nazionale”.

“Molti dei nomi che hanno partecipato al concorso sono stati nostri ospiti in quel giugno del 2015, in 3 meravigliosi giorni di confronto, dibattito, idee e progetti, in cui, insieme a oltre 200 architetti provenienti da tutta Italia, abbiamo ragionato di Taranto e delle possibilità concrete e di qualità di trasformazione di un territorio complesso. Tutto questo, come sempre, nella totale assenza di un qualsivoglia rappresentante di Comune e Provincia. La Città vecchia di Taranto ha bisogno di azioni concrete che blocchino l’incuria dell’uomo e l’azione del tempo che passa. Ora attenderemo di visionare le proposte formulate e di contribuire, come sempre è stato nello spirito del nostro Ordine professionale, alla creazione di una visione strategica condivisa con la città che, nelle intenzioni, il Concorso vorrebbe creare. Nella speranza che tutta l’operazione messa in campo dal Governo non si riduca solo all’ennesimo convegno di studi o peggio ancora all’ennesima passerella preelettorale ma che si inizi, finalmente, a ragionare oltre che sulle idee, su cose concrete. Non possiamo e non vogliamo più attendere”.

E’ un comunicato del Consiglio dell’OAPPC di Taranto, a firma del Presidente Arch. Massimo Prontera.

Commenta l'articolo:

Commenti chiusi